Antimafia in crisi, la Regione taglia il Centro Pio La Torre

Cultura | 3 gennaio 2018
Dalla stampa apprendiamo che a chiusura d’anno, dopo aver svolto il programma d’iniziative presentato per il 2017, al Centro Pio La Torre, su una richiesta documentata di 279.900 euro è stato assegnato un contributo di 16800 euro. Vorremmo conoscere le motivazioni di tale misura penalizzante e sapere dall’attuale governo e da quello precedente che l’ha predisposta cosa pensano che il Centro Pio La Torre, dopo 32 anni di attività, non debba o possa fare o in cosa abbia sbagliato. Forse nella difesa di una memoria antimafia, come quella di Pio La Torre, orgoglio di Sicilia secondo Vincenzo Consolo, legata strettamente e sempre all’impegno sociale e civile di cambiamento? A chi ha dato fastidio questa libertà d pensiero e d’iniziativa portata a livello nazionale e internazionale col contributo di tanti volontari, col sostegno di tanti intellettuali siciliani e italiani, con la partecipazione della scuola italiana?


La solidarietà del mondo politico e della società civile


«La decisione del governo Musumeci di ridurre i finanziamenti alla fondazione Pio La Torre ad un ventesimo di quelli richiesti (tutti per attività documentata) non è una scelta, sia pur opinabile ma legittima, di riduzione dei costi: è un atto di manifesta, umiliante e incomprensibile ostilità. La fondazione La Torre è tra le poche ad aver contribuito in questi anni a costruire - con i fatti - un’antimafia non di facciata, dando onore al nome che porta e contribuendo a diffondere sapere, pensiero critico e memoria sui temi della lotta alla mafia». Lo afferma il deputato Claudio Fava commentando i tagli decisi dal governo della Regione Siciliana nei confronti della fondazione La Torre. «Se occorre tagliare i costi, nessuna obiezione.- aggiunge - A patto che i criteri per questi tagli siano legittimi, trasparenti e non punitivi. Non capiamo invece a quale criterio risponda la decisione di ridurre il finanziamento alla fondazione La Torre ad un ventesimo della richiesta». 


La Cgil Palermo interviene sulla riduzione dei finanziamenti della Regione agli enti storici che operano nel campo dell’antimafia, dal centro Pio La Torre all’Istituto Gramsci.  «Non comprendiamo come mai le risorse siano state tagliate in percentuale maggiore proprio alle associazioni culturali da anni impegnate in attività antimafia - dichiara il segretario generale della Cgil Palermo Enzo Campo - chiunque l’abbia stabilito, non è comunque un segnale positivo. Questo gesto fa il paio con le prime dichiarazioni fatte dal neo presidente dell’Ars sulla volontà di dire addio alla commissione antimafia. Il messaggio che arriva ci preoccupa».


 «Il Centro Pio La Torre è una risorsa preziosa per la promozione della cultura civile e antimafia in Sicilia. Per questo ritengo un grave errore la scelta del governo regionale di ridurre il contributo». Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia. "Le risorse erogate in questi anni - aggiunge - sono state ben spese. Mi auguro che l’esecutivo possa tornare sui suoi passi e condividere un’esperienza patrimonio di tutta la democrazia e la politica».


«Il Governo della Sicilia dovrebbe aiutare e sostenere tutti coloro che, con progetti di qualità, promuovono la cultura e alimentano la memoria civile». Lo afferma Attilio Licciardi della direzione Regionale del Pd siciliano "Sconcerta pertanto apprendere che il Centro Pio La Torre - impegnato da decenni nella diffusione di una cultura antimafia e a sostegno della legalità, promotore di centinaia di iniziative nazionali e internazionali che hanno coinvolto migliaia di studenti - abbia visto ridursi - aggiunge - drasticamente il contributo della Regione Siciliana. Questa iniziativa che colpisce il Centro dedicato ad uno dei siciliani migliori fa il paio con la dichiarazione del neo eletto Presidente dell’Ars che nel suo discorso inaugurale ci ha comunicato che intende sorpassata l’idea di una Commissione Antimafia». Per Licciardi: "C'è in Sicilia una preoccupante area di normalizzazione che dovrebbe suscitare la reazione della coscienza democratica di questa Regione. La destra si è presa la Regione, non i nostri cervelli. Mi auguro che si possa rapidamente tornare indietro da entrambe queste decisioni». 



Le attività del centro, nonostante i tagli pesanti, non si fermano

Il 12 gennaio, al cinema Rouge et Noir la prossima conferenza del progetto antimafia sarà dedicata al tema delle migrazioni, tra disuguaglianza, accoglienza e integrazione, con il sociologo Maurizio Ambrosini, il medico di LampedusaPietro Bartolo, la docente Rosa Rizzo e Osas Egbon, presidente dell'associazione Donne di Benincity. Poi il 24 gennaio, all'auditorium Rai l'incontro Cosa loro, mafie tra cronaca e riflessione di Vincenzo Consolo. In mezzo, si pensa a «come andare avanti e non disperdere un patrimonio di antimafia concreta e non di carta».



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