Badolati svela gli antichi rapporti tra corleonesi e 'ndrangheta

Cultura | 6 agosto 2018
«Santisti & ndrine. Narcos, massoni deviati e killer a contratto» è l'ultimo libro del giornalista Arcangelo Badolati, edito dalla Pellegrini di Cosenza (350 pagine). Il volume, dedicato ai cronisti Luigi Malafarina e Giuseppe Parrello, che l’autore definisce «maestri di giornalismo del secolo scorso», racconta gli affari segreti, i patti inconfessabili ed i grandi investimenti dei boss della mafia calabrese in Europa, Nordamerica e Australia. 

 Badolati, che coordina l’Osservatorio nazionale sui fenomeni mafiosi «Falcone-Borsellino», svela le infiltrazioni compiute dai padrini della 'ndrangheta nelle logge massoniche deviate, i rapporti stabiliti negli ultimi 40 anni con i centri occulti di potere e ricostruisce anche tutti gli interessi coltivati nel Mediterraneo e nel Corno d’Africa dalle consorterie mafiose nel settore dello stoccaggio illegale di scorie radioattive e rifiuti tossici. Il libro rivela, inoltre, i retroscena della morte del generale Enrico Mino, comandante dell’Arma dei carabinieri, deceduto in un incidente aereo dalle circostanze sospette in Calabria nel 1977, e delle uccisioni in Somalia di medici, militari, sacerdoti, giornalisti e volontari che s'erano interessati del traffico di rifiuti. Badolati ricostruisce, inoltre, tutta l’inesplorata storia della 'ndrangheta stragista, responsabile prima dell’attentato contro il treno «Freccia del Sole» a Gioia Tauro e, poi, degli attentati compiuti tra il 1993 e il 1994 contro i carabinieri a Reggio e Scilla. 

Emergono dal libro tutti i rapporti con i corleonesi di Totò Riina e con i fratelli Graviano e viene evidenziato il contenuto di una riunione riservata svoltasi a Nicotera (Vibo Valentia) nel 1992 prima delle stragi consumate da Cosa Nostra a Milano, Firenze e Roma. Capitoli specifici vengono poi dedicati ai «don» calabresi più celebri: da Santo Scidone, di Palmi, a Mico Tripodo, di Sambatello di Reggio Calabria, passando attraverso Antonio Macrì, di Siderno, e Girolamo Piromalli, di Gioia Tauro. 

 Interessante poi la parte del volume dedicata ai «don" calabresi affermatisi Oltreoceano: Frank Yale, Frank Costello, Albert Anastasia, Peter Callipari, Joe Musolino, Rocco Perri, Jim Colosimi, Vic Cotroni, Paul Violi e Domenico Italiano. Approfondimenti analitici vengono compiuti sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in Germania e, soprattutto, in Slovacchia, con una ricostruzione dei retroscena dell’omicidio del giornalista di Bratislava Jan Kuciak, assassinato insieme alla fidanzata mentre lavorava ad un’inchiesta sui rapporti tra il partito dell’ex premier Robert Fico ed i calabresi. Badolati racconta inoltre delle azioni dei più celebri sicari a «contratto": dal calabro-napoletano Frank «the dasher" Abbandando di New York fino ad arrivare a Marco Gallo, ritenuto responsabile dell’omicidio dell’avvocato Francesco Pagliuso a Lamezia Terme. Per la prima volta i killer mafiosi vengono svelati attraverso le loro confessioni: compiendo un viaggio nella banalità del male, lo scrittore pubblica infatti quanto rivelato in ordine ai delitti commessi da Annunziato Raso, Antonio Zagari, Saverio Morabito, Umile Arturi, Franco Bevilacqua fino ad arrivare ad un feroce sicario, Aldo Acri, che, chiusa la parentesi criminale ha abbracciato la fede cattolica fino a desiderare di diventare diacono.



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