Corruzione politica e criminalità organizzata, le possibili risposte

Società | 30 luglio 2018

Negli ultimi decenni, si è sviluppata una maggiore capacità della criminalità organizzata di corrompere i sistemi politici, immettendo denaro illecito in campagne elettorali o partecipando direttamente a istituzioni politiche. Una debole governance e i continui conflitti tra partiti politici hanno, di fatto, favorito la corruzione politica. Se non correttamente affrontato, il fenomeno rischia di degenerare notevolmente portando a una imprevedibile regressione democratica rispetto a quella attuale già abbastanza preoccupante e pericolosa. L’immobilismo politico di questi ultimi trent’anni ha senza dubbio influenzato negativamente tutti gli sforzi per affrontare la corruzione politica legata alla criminalità organizzata. Occorre pertanto prendere coscienza del fatto che in un simile scenario servano risposte politiche efficaci anche al fine di affrontare le sfide future della democrazia in Italia. La democrazia non è mai perfetta e dipende spesso da condizioni socio-economiche, da dinamiche conflittuali o da esperienze storiche. In situazioni dove c'è scarsa aspettativa di responsabilità da parte dei cittadini, spesso manca anche la volontà politica e di conseguenza s’innesca una mancanza di fiducia nelle istituzioni pubbliche che, di fatto, favorisce enormemente le mafie. Su quest'ultimo effetto la criminalità organizzata conta molto poiché approfitta della mancanza di lavoro, dell’accesso limitato alla giustizia, dei bassi livelli di coesione sociale, della scarsa erogazione di servizi, per usare metodi corruttivi e sostituirsi in parte o completamente allo Stato. Un cattivo funzionamento della macchina statale crea ottime opportunità per far prosperare la corruzione da parte delle organizzazioni mafiose. Uno Stato debole consente alla criminalità organizzata di infiltrarsi nell’economia finanziando e sviluppando le sue operazioni delinquenziali. I tagli in molti settori quali l'assistenza sanitaria, l'istruzione, la sicurezza e la giustizia, con conseguenti riduzioni della qualità o quantità dei servizi forniti, danno modo alle mafie di entrare nel mercato globale immettendo in esso enormi quantità di denaro che servono a corrompere e a lucrare sulle disavventure altrui. In tali casi i tagli, e di conseguenza l’inefficienza di tali servizi, sono colmati dalle organizzazioni criminali che spesso offrono addirittura lavoro creando società private che si sostituiscono a quelle pubbliche. Non dimentichiamoci che la criminalità organizzata utilizzerà sempre e comunque il denaro guadagnato attraverso i vari traffici illeciti (droga, esseri umani, organi) e di conseguenza non esiste un'unica soluzione in grado di affrontare la lotta alla corruzione frutto delle infiltrazioni del crimine organizzato. Tuttavia, ci permettiamo di suggerire un rafforzamento della presenza dello Stato laddove è carente o addirittura inesistente. Dalla nostra esperienza sul campo, possiamo dire che la società civile svolge un ruolo importante sia come cane da guardia sia come difensore dei principi democratici. Il ruolo della società civile (famiglia, scuola, associazionismo) dovrebbe determinare un cambiamento culturale che stigmatizzi la corruzione. Sarebbe auspicabile, inoltre, favorire l'indipendenza dei media e la libertà di pensiero. I giornalisti liberi e indipendenti sono un ottimo antidoto al veleno delle mafie e della corruzione. Uno dei maggiori ostacoli per affrontare sia il crimine organizzato sia la corruzione è la mancanza d’incentivi a denunciare. Sarebbe auspicabile “educare” le leadership politiche ai principi del buon governo, evitare i condoni fiscali e premiare governi che attuano misure di trasparenza. Personalmente ritengo che occorra investire nella riforma del settore giudiziario incidendo con misure antimafia e anticorruzione severe ed efficaci. Credo occorra incidere anche a livello europeo e internazionale considerando la possibilità di espandere la competenza di organizzazioni giudiziarie europee e internazionali per perseguire casi di corruzione legati alla criminalità organizzata. La lotta alle mafie e alla corruzione dovrebbe essere in prima linea nell'agenda europea e internazionale. Nel nostro paese dovrebbe essere prioritaria per garantire la sicurezza dei cittadini e ripristinare la supremazia dello Stato sulla criminalità organizzata dilagante.

Vincenzo Musacchio, giurista, già docente universitario di diritto penale

e attualmente presidente dell’Osservatorio Regionale Antimafia del Molise







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