Così la corruzione facilita la globalizzazione delle mafie

Giovani | 8 novembre 2017
Il tema dell’espansione territoriale delle mafie e della corruzione è stato al centro della seconda conferenza del progetto educativo antimafia promosso dal Centro Studi Pio La Torre. “Per molto tempo si è ritenuto che il modello mafioso non fosse ‘esportabile’ fuori dalla Sicilia, che il potere criminale fosse qualcosa di circostanziato nell’Isola - spiega Rocco Sciarrone, sociologo dell’Università di Torino. Oggi sappiamo che le mafie sono radicate in diverse aree dell’Italia. Per spiegare questo fenomeno spesso si fa ricorso a spiegazioni parziali, l’idea dominante è quella della diffusione attraverso il ‘contagio’, con i mafiosi paragonati a un virus che dal sud si sposta al nord e infetta la società, presupponendo una perfetta legalità del territorio ‘invaso’. Ma, in realtà - continua Sciarrone - in molti contesti in cui le mafie si sono innestate era presente una illegalità diffusa, e in particolare la corruzione, soprattutto quella sistemica”. 

Secondo Franco Nuccio, direttore Ansa Sicilia, “l’evoluzione della corruzione dal 1992, anno dello scoppio di Tangentopoli, ad oggi sottolinea come sia cambiata la corruzione che prima finanziava sostanzialmente i partiti, oggi è più che altro un interesse privato. C’è un arricchimento di tipo personale”. 

Per Antonio La Spina, sociologo della Luiss di Roma “oggi i partiti sono profondamente diversi da quelli del 1992: infatti nelle vicende di corruzione di oggi i politici sono coinvolti a livello individuale, mentre prima operavano per conto del partito. Anche le organizzazioni mafiose sono cambiate, in certi casi sono diventate più forti, consolidate, professionali. In altri casi è successo il contrario, per il successo del contrasto sociale e la conseguente crisi interna. La mafia non ha bisogno di corruzione quando è all’apice della sua forza perché tutti la temono. Vi è corruzione quando un soggetto che ha un potere abusa della sua posizione per un interesse personale. Recentemente il nuovo Codice Antimafia ha introdotto la norma che prevede misure di prevenzione patrimoniale anche per i corrotti. Affinché ci sia condanna ci vuole associazione a delinquere con fine corruttivo”. 

La prossima conferenza si svolgerà lunedì 11 dicembre sul tema “La Globalizzazione delle mafie”. Relatori saranno il prof. Ernesto Savona, economista dell’Università Cattolica di Milano e Stefano Corradino, giornalista di Articolo 21.

 di Davide Mancuso

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