Dallo stragismo alla sommersione, le mille metamorfosi della mafia

Società | 15 maggio 2017

Scrisse lo storico Francesco Renda che senza la legge Rognoni-La Torre non si sarebbe mai potuto fare il maxi-processo, ma senza questo, voluto fortemente da quel manipolo di coraggiosi magistrati di nuova cultura giuridica guidato da Rocco Chinnici e di cui fecero parte Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, la prima legge antimafia della storia italiana probabilmente sarebbe rimasta inapplicata e dimenticata.

Questo è uno dei legami storici tra la seconda guerra di mafia (1978-1983) e le stragi del 1992-93. Il secondo è il tentativo di esplorare, grazie alla logica della legge Rognoni-La Torre, l’intreccio tra mafia, affari, politica sempre intravisto sullo sfondo come causa dei delitti politico-mafiosi e delle stragi. Il terzo aspetto è la coesistenza del terrorismo politico, rosso e nero (dal rapimento di Moro coincidente con l’assassinio di Impastato) e di quello mafioso, legati dalla comune volontà di destabilizzazione democratica.

Il maxiprocesso e poi infine le stragi del 1992/93 sanciscono la fine della strategia terroristica della mafia a favore della cosiddetta sommersione che fa della mafia sempre più uno strumento interno alla classe dirigente purché non si confonda la mafia con la parte terminale e militare del crimine organizzato (estorsioni, narcotraffico ecc…).

L’evoluzione della mafia secondo i canoni dell’imperante globalizzazione finanziarizzata comporta sempre l’uso intimidatorio della violenza nei nuovi contesti creando il “metodo mafioso” fuori anche dai territori tradizionali. Tutto ciò ha messo in crisi l’antimafia di cartone, quella autoelogiante e degli anniversari formali e retorici.

Da trentacinque anni la legge Rognoni-La Torre conserva tutta la sua potenza di contrasto, essa tutt’al più va potenziata, ancora una volta, sul piano della volontà politica della classe dirigente. Quanti Presidenti del Consiglio (di destra e di sinistra) hanno sostenuto la priorità o l’ordinarietà del contrasto e della prevenzione della mafia nella loro agenda politica? Quanti Presidenti di Confindustria, di associazioni sociali, quanti giornalisti hanno rimosso dal loro impegno quotidiano la questione mafia?

Il 25° anniversario delle stragi del 1992 dovrà servire a riflettere sull’impegno comune per cambiare il Paese e la natura del potere. Anche per questo il Centro Studi Pio La Torre parteciperà alle manifestazioni del prossimo 23 maggio sollecitando la più ampia partecipazione popolare delle scuole secondo il nostro motto: lotta antimafia è lotta per il cambiamento e per i diritti: al lavoro, alla pace, a un paese libero da mafia e corruzione.

Vito Lo Monaco

Tante le iniziative di Miur, Rai e Fondazione Falcone  

  «#PalermochiamaItalia significa che il problema del sud non può essere relegato in seconda posizione, significa pensare alla lotta alla criminalità come uno degli impegni principali del nostro governo». In queste parole Maria Falcone, presidente della Fondazione Falcone e sorella del magistrato, racchiude il significato delle celebrazioni, in programma il 23 maggio, per il 25/o anniversario delle stragi di Capaci e Via D’Amelio in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e gli uomini della scorta. Celebrazioni che - come spiegato in conferenza stampa a Viale Mazzini - vedono la sua fondazione, il ministero dell’Istruzione e la Rai uniti per lanciare un messaggio rivolto al futuro. 

 Protagonisti saranno, infatti, i giovani: 70.000 studenti animeranno #PalermoChiamaItalia, l’iniziativa, prima concentrata a Palermo, e dal 2015 estesa a tutto il Paese, attraverso le 'Piazze della Legalità'. Torna anche il viaggio della Nave della Legalità, sulla quale oltre mille ragazzi incontreranno le istituzioni. La Nave salperà da Civitavecchia il pomeriggio del 22 maggio per approdare a Palermo la mattina del 23, dando ufficialmente il via alle celebrazioni. Sulla Nave saranno presenti, tra gli altri, il presidente del Senato Pietro Grasso e la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. «Legalità, libertà e giustizia - ha detto quest’ultima in conferenza stampa - sono valori di sempre e per sempre, ma ricordarli nell’anniversario delle stragi di Capaci e di via d’Amelio è un impegno che il mondo della scuola ha fatto suo, perché non c'è educazione senza un corretto senso civico». 

 Le commemorazioni proseguiranno con la cerimonia istituzionale presso l’Aula Bunker del carcere dell’Ucciardone, luogo simbolo del Maxiprocesso a Cosa nostra, dalle 10.00 fino alle 12.30 alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. La cerimonia potrà essere seguita in diretta televisiva su Rai Uno. Per la prima volta l’Aula Bunker si trasformerà in una galleria d’arte, ospitando le opere recuperate dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Alla Chiesa dello Spasimo si terrà anche la mostra fotografica dell’ANSA «L'eredità di Falcone e Borsellino». 

 Il ricordo di Falcone, Borsellino, di Francesca Morvillo e delle loro scorte animerà il 23 maggio l’intera città di Palermo. Nel pomeriggio si terranno i due tradizionali cortei contro le mafie che vedono protagoniste le scuole, ma sono aperti a tutta la città. Il primo partirà alle ore 15.30 da via D’Amelio. Il secondo si muoverà alle ore 16.00 dall’Aula Bunker. Entrambi si ricongiungeranno sotto l’Albero Falcone, in via Notarbartolo, per il momento del Silenzio, alle ore 17.58, l’ora in cui è avvenuta la strage di Capaci. 

 Tante le iniziative Rai. Tra gli appuntamenti più importanti, "FalconeeBorsellino» in onda dalle 20.30 su Rai1: un’orazione civile in ricordo dei due magistrati e delle loro scorte, condotto da Fabio Fazio con Pif e Roberto Saviano, in diretta da Palermo. A seguire, sempre su Rai1, il documentario di Rai Cultura «Maxi. Il Grande Processo a Cosa Nostra» che propone immagini inedite e digitalizzate, selezionate tra le oltre 1400 ore di riprese Rai del Maxiprocesso. Su Rai3, dopo la puntata speciale di Blob «FalconeBorsellino» del 20 maggio, la programmazione del 23 maggio prevede il ricordo dell’anniversario in «Agorà» con Gerardo Greco, alle 8.00, e con Pif e il suo «Caro Marziano», alle 20.30. Nel pomeriggio, alle 15.15, «Gli Archivi del '900» con Paolo Mieli propongono "Falcone e Riina - Caccia mortale», mentre alle 16.15 il film di Alberto Negrin «Paolo Borsellino. I 57 giorni» ripercorre i giorni che separano gli omicidi dei due magistrati. Alle 18 una puntata speciale di #Cartabianca con Bianca Berlinguer. Alla ricorrenza, inoltre, è dedicata la Campagna Sociale della Testata Giornalistica Regionale «Legalità, una scelta di vita quotidiana» in onda dal 22 al 26 maggio, mentre Rai Cultura - il 22 maggio in prima serata - propone su Rai Storia il doc "Giovanni Falcone - C'era una volta a Palermo» e, il giorno successivo, dedica l’intera programmazione di Rai Storia all’anniversario delle stragi. 

 «Tutto quello che stiamo facendo, lo facciamo per far in modo che il ricordo di quei giorni si traduca in futuro», ha detto la presidente Rai Monica Maggioni. «La Rai è un tassello importante di questa cultura condivisa - ha aggiunto il dg Antonio Campo Dall’Orto -. Vogliamo riuscire a trasferire a tutti gli italiani i valori che stanno dietro a questi eventi». 

Mostra di Foto dell'Ansa allo Spasimo

Anche l’ANSA partecipa alle celebrazioni per il 25/o anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio, in programma il 23 maggio. Come ricordato nel corso della conferenza stampa a Viale Mazzini, nella quale sono state presentate le iniziative della Fondazione Falcone, del Miur e della Rai, la Chiesa dello Spasimo di Palermo, ospiterà la mostra fotografica, organizzata dall’agenzia, dedicata a "L'eredità di Falcone e Borsellino», per la tappa conclusiva dopo un itinerario che l’ha portata in giro per tutta Italia. 

 L’obiettivo della mostra, che - come sottolineato dalla ministra Valeria Fedeli - si avvale della collaborazione con il Miur e con l’Associazione nazionale magistrati, è quello di far conoscere, in particolare ai ragazzi delle scuole, il percorso umano e professionale dei giudici Falcone e Borsellino, rappresentanti di quella Italia che non si è mai arresa alla mafia e al crimine organizzato. Si tratta di 150 foto racchiuse in 26 pannelli che raccontano la vita dei due magistrati dall’adolescenza a Palermo alla nascita del Pool antimafia, alle stragi del '92 e a quanto è avvenuto dopo. Le foto dell’archivio dell’ANSA sono presentate insieme ad alcune prese dagli album di famiglia dei due giudici-martiri. 

 La mostra è stata ospitata finora in diverse sedi istituzionali, dalla Camera dei Deputati, al Parlamento europeo a Bruxelles e a numerose realtà siciliane, e ha compiuto un vero e proprio giro di tutta l’Italia, allestita nelle scuole e visitata da migliaia di studenti.

 di Vito Lo Monaco

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