Decreto liquidità: nessun regalo alle imprese mafiose

25 maggio 2020
«Fate presto. Siete ancora in tempo per evitare lo scandalo di finanziamenti garantiti dallo Stato alle imprese responsabili di gravi delitti. Ci sono maglie troppo larghe sui meccanismi di controllo con il rischio concreto di fare un regalo a mafie e corruzione. Nonostante gli emendamenti presentati da diversi parlamentari dell’attuale maggioranza di governo il testo del decreto Liquidità approvato dalle Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera non scongiura il rischio che risorse pubbliche preziose vengano sfruttate da imprese condannate per gravi delitti, come la corruzione o i reati ambientali. Avremmo voluto soluzioni diverse, dall’introduzione di strumenti idonei a consentire la piena tracciabilità delle operazioni e dei flussi finanziari secondo la normativa antimafia, alla comunicazione dei dati e delle informazioni utili per attivare i contestuali controlli da parte delle Prefetture e della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. Ma ora si tratta di evitare errori ancora più gravi. Per queste ragioni, richiamiamo il governo e le forze politiche presenti in Parlamento, a partire da quelle che hanno condiviso gli emendamenti proposti da GiustaItalia, alle loro responsabilità, proponendo due emendamenti, semplici e concreto, al testo dell’art. 1 bis, che regola il meccanismo dell’autocertificazione». 

Un appello al Governo e al Parlamento viene rivolto da Libera, Centro Pio La Torre e i promotori di GiustaItalia in vista dell’approvazione alla Camera del Decreto Liquidità. Le due proposte di modifica necessarie per garantire controllo e tracciabilità sui finanziamenti concessi ora che che viene aperta e ripartita la grande torta degli aiuti di Stato. La prima proposta di modifica volta ad impedire che a beneficiare del decreto siano anche gli imprenditori colpevoli, secondo sentenze di condanna di primo grado, di gravi reati: da quelli di mafia alla corruzione, dai reati fiscali ai delitti contro l'ambiente, nessuno escluso. La seconda proposta, l’accesso delle imprese alle risorse finanziarie sia reso effettivo in tempi rapidi, introducendo meccanismi di tracciabilità come il conto corrente dedicato e il codice univoco, che garantiscano corretto utilizzo e tracciabilità. "Confidiamo che il governo e i relatori del provvedimento - conclude l’appello  di GiustaItalia - accolgano oggi in aula alla Camera, prima dell’inizio delle votazioni questa proposta ispirata da principi di giustizia, trasparenza ed equità. Non è accettabile, infatti, che di fronte alla necessità di destinare le risorse pubbliche alle situazioni di grave emergenza sociale ed economia che sta vivendo il nostro Paese non venga fatto il massimo per garantire, allo stesso tempo, maggiore celerità nella loro destinazione ed esclusione dai benefici di chi ha accumulato profitti in questi anni, a discapito delle imprese sane e oneste, rendendosi responsabile di gravi reati».



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