Disoccupazione e migranti, il ruolo dell'Europa e le difficili soluzioni

Politica | 4 agosto 2017

Il cittadino italiano oggi vive una situazione di grave difficoltà. Non solo vede cadere molti tradizionali valori ma ha la sensazione che il nostro governo non riesca a dare risposte efficaci a due problemi fondamentali : quello della disoccupazione, che nel nostro paese ha dimensioni drammatiche specialmente a livello giovanile, femminile e meridionale, e quello dell’immigrazione, che sempre nel nostro paese ha assunto connotati tragici e disperanti per l’approdo continuo nei nostri porti di un crescente numero di migranti.

In passato per stimolare lo sviluppo e creare lavoro si aumentava la spesa pubblica, Oggi tutto ciò non è più possibile o almeno è più complicato. Abbiamo un enorme debito pubblico da finanziare mensilmente per cui fare investimenti in deficit è diventato più difficile, non tanto e non solo per gli accordi che abbiamo sottoscritto con l’Ue ma anche e soprattutto per la crisi di fiducia che si potrebbe determinare nei mercati con conseguenti effetti sullo spread e quindi sui costi del finanziamento. Occorrerebbe una graduale riduzione del debito pubblico ma questo implicherebbe tagli delle spese , sacrifici per alcune categorie di persone, impopolarità. Un contributo poteva venire dalla nostra Regione ma poco o nulla è stato fatto. Da qui le difficoltà dell’operazione e la situazione di stallo della nostra economia per altro anche favorita dalla mancanza di adeguate riforme (giustizia, pubblica amministrazione, imposte e tasse ecc)

In passato per controllare gli ingressi e quindi gli immigrati c’erano i confini presidiati. Oggi , nell’era della globalizzazione e della libera circolazione dei beni e delle persone, non è più cosi per cui, per ragioni geografiche, per ragioni umanitarie e per la chiusura dei confini di diversi paesi dell’Ue, subiamo gli effetti di una delle più storiche migrazioni dall’Africa verso l’Europa . Da qui la situazione di stallo ed il senso d’impotenza avvertito dai cittadini italiani.

Tutto questo, oltre che logorare l’idea dell’Europa accentua la crisi del nostro sistema democratico che anche per questo, ma non solo per questo, viene dipinto come incapace di risolvere i nostri problemi.

La situazione è aggravata dagli effetti della globalizzazione un po’ su tutti i paesi dell’Ue, globalizzazione che se da un lato ha migliorato alcuni aspetti della nostra vita attraverso una competizione più accentuata a livello di qualità e di prezzi dei beni , dall’altra ha determinato un gap molto grave tra la qualità e la quantità dei problemi da essa creati e la inadeguatezza dei governi spesso ancora portati a valutare le cose dal punto di vista dell’interesse nazionale.

Per uscire dalla situazione predetta occorrono decisioni drastiche , una in capo al governo italiano che per avviare a soluzione il problema della disoccupazione dovrebbe avviare una serie di riforme atte a favorire lo sviluppo economico , prima tra tutte quella del debito pubblico e della politica per il Mezzogiorno, l’altra in capo all’Ue ed ai paesi membri che dovrebbero sentirsi parte di una comunità e farsi carico sia pure per quote dei migranti che approdano nei nostri porti.

L’esigenza di fare comunità all’interno dell’Ue, per altro, si pone anche per affrontare meglio altri problemi , ad esempio quelli generati da alcuni effetti della globalizzazione, e non è in contrasto con quella di curare le realtà locali che altrimenti rischierebbero di non essere governate con gravi effetti economici e sociali.

Sotto questo aspetto noi siciliani abbiamo molto da fare cominciando col diffondere un’idea positiva dell’Ue e col creare le condizioni dello sviluppo sia a livello politico, formando governi stabili e coesi, sia a livello amministrativo, ristrutturando le pubbliche amministrazioni in modo da renderle efficienti ed efficaci, sia a livello economico , eliminando quegli sprechi di risorse spesso citati come massimi esempi negativi nei dibattiti politici.

Nella prossima campagna elettorale per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana bisognerebbe affrontare tali problemi e basare le coalizioni per l’elezione del Governatore sulla omogeneità delle soluzioni proposte in ordine ai problemi predetti.

 di Diego Lana

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