Gigi Borruso e i silenzi che raccontano la storia di Palermo

Cultura | 19 dicembre 2017

A Palermo nulla è come appare. Questo il senso del libro di Gigi Borruso, “Il suono della notte”, Pietro Vittorietti editore (pag. 186, euro 15,00).

“Il libro è un racconto fantastico sui troppi silenzi di cui è fatta la nostra storia”, puntualizza l’autore.

Gigi Borruso, 55 anni, attore, regista, con questo libro, definitivamente scrittore. Allievo del drammaturgo Michele Perriera, ha lavorato tra Parigi e Palermo. Ha diretto e scritto opere per il teatro Massimo di Palermo. Premio Fersen per la drammaturgia nel 2015.

Il libro è un romanzo sociale. Pagine gravide di archivi archiviati, sbirri, serviziacci deviati, generali felloni, prìncipi mafiosi, ordini cavallereschi, confidenti di questura, tintinnio di sciabole, terroristi infervorati, magistrati temerari, poliziotti infingardi, religiosi smaliziati, popolane sanguigne, colpi di Stato teatrali, depistaggi reali, una plumbea Torino operaia, un commissario furiosamente testardo e nervoso come un cirneco dell’Etna.

Il libro prende vita dal furto del quadro “La Natività” di Caravaggio. Una scena che sembra scivolata da una sceneggiatura di Monicelli. Ė un romanzo dialogato. Una narrazione lieve, come un movimento rossiniano. Capitoli brevi. Approdi immediati. Come a teatro.

“Un libro scritto con il sesto senso dei teatranti”, spiega l’autore. Il vero protagonista del libro è un confine invisibile. Palermo è attraversata da una sottile linea di demarcazione, impercettibile. Separa il bene dal male. La luce dall’ombra. Il bianco dal nero. Nei giorni di sole accecante, quella linea separa l’arsura bestiale dal sollievo del refrigerio.

La storia è fantastica. Ma tra le pagine alberga una sorta di rosario maledetto, quello degli eventi storici confinati nell’arco di due anni.

Ottobre 1969, Oratorio di San Lorenzo, furto della “Natività” di Caravaggio.

Dicembre 1969, strage di viale Lazio, guerra di mafia a Palermo.

Settembre 1970, rapimento del giornalista del giornale “L’Ora”, Mauro De Mauro.

Dicembre 1970, tentato colpo di Stato diretto dal principe Junio Valerio Borghese.

Maggio, 1971 omicidio del Procuratore della Repubblica di Palermo, Pietro Scaglione.

 di Concetto Prestifilippo

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