Gli stranieri non invadono più l'Europa, vanno altrove

Società | 3 febbraio 2020

Le previsioni demografiche mondiali raccontano di una continua crescita della popolazione africana (che nel 2050 rappresenterà oltre un quarto della popolazione mondiale) e di un progressivo calo di quella europea, che vive un periodo di bassa natalità e allungamento della speranza di vita (nel 2050 sarà appena il 7% del totale mondiale). Tuttavia, i dati analizzati dalla Fondazione Leone Moressa consentono di affermare che le migrazioni non riguardano solo i flussi Africa-Europa, ma seguono traiettorie ben più complesse e, nella maggioranza dei casi, riguardano Paesi della stessa regione.


La situazione sugli sbarchi nei paesi del Mediterraneo. Il 2019 è l’anno che registra il numero minore di arrivi nel Mediterraneo: dopo il milione di profughi del 2015 (entrati in Europa nell’83% dei casi dalla Grecia) gli arrivi hanno iniziato a diminuire arrivando a 125 mila. In Italia l’anno con il maggior numero di sbarchi è stato il 2016 (181 mila), mentre da luglio 20171 gli sbarchi nel nostro Paese decrescono, arrivando agli 11 mila attuali. Oggi il paese di ingresso principale è la Grecia. Gli arrivi si sono poi tramutati in richieste d’asilo: dal 2015 al 2018 sono state effettuate in Europa quasi 4 milioni di richieste d’asilo, un milione e mezzo nella sola Germania, 384 mila in Italia. Numeri importanti, ma nettamente inferiori ai 71 milioni di profughi mondiali.


Dove sono i 71 milioni di profughi. La migrazione non segue necessariamente una rotta Sud-Nord, ma generalmente si realizza tra paesi vicini, nella stessa regione geografica. Questo è ancor più vero per le migrazioni forzate (c.d. profughi) che sono stimabili in 71 milioni: il 58% dei profughi nel mondo è ancora all’interno del Paese d’origine (sfollati interni), mentre i principali Paesi di accoglienza sono Turchia, Pakistan e Uganda. Nella maggior parte dei casi si tratta di siriani (6,7 milioni), afgani (2,7 milioni) e profughi del Sud Sudan (2,3 milioni).


In Ue presenza straniera al 7,8%. In realtà questi spostamenti rappresentano solo una piccola parte delle migrazioni totali. Secondo le Nazioni Unite nel 2019 sono 272 milioni le persone residenti in un Paese diverso da quello di nascita (migranti internazionali), ovvero il 3,5% della popolazione mondiale. Si tratta di un fenomeno che coinvolge tutti i continenti, tanto che i primi Paesi per numero di immigrati sono Stati Uniti, Arabia Saudita, Germania e Russia. In tutta l’Ue la popolazione straniera (includendo cittadini comunitari in altri Paesi membri) rappresenta il 7,8% della popolazione totale. Presentano valori sopra la media i Paesi più popolosi come Germania (11,7%) e Regno Unito (9,5%). L’Italia, con 5,2 milioni di stranieri residenti, si colloca leggermente al di sotto degli altri grandi Paesi Ue ed è il 14° paese europeo per incidenza straniera, arrivando al 19° posto se consideriamo i nati all’estero.


Gli stranieri in Italia. Gli immigrati presenti oggi in Italia, dunque, non sono principalmente quelli arrivati negli ultimi anni via mare. Sono invece in maggioranza nazionalità radicate nel nostro Paese da almeno vent’anni, come Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina. Anche l’identikit dell’immigrato in Italia è profondamente diverso rispetto a quello che comunemente si immagina: si tratta in prevalenza di donne (51,7%), di cittadini di provenienza europea e di religione cristiana.


Il calo dell’immigrazione in Italia. Negli ultimi anni, anzi, l’immigrazione in Italia è diminuita: i Permessi di Soggiorno per lavoro sono stati ridotti drasticamente (-96,1% dal 2010 al 2018), mentre l’aumento dei motivi umanitari non ha comunque portato questa componente ad essere la principale, seconda dietro ai ricongiungimenti familiari.


LA SITUAZIONE DEGLI SBARCHI NEL MEDITERRANEO



Arrivi di profughi nel Mediterraneo e nei principali tre paesi di ingresso in Europa

Anno di riferimento

Arrivi totali nel mediterraneo

Italia

Grecia

Spagna

2014

225.455

75,4%

19,2%

5,3%

2015

1.032.408

14,9%

83,5%

1,6%

2016

373.652

48,6%

47,4%

3,9%

2017

185.139

64,5%

19,6%

15,3%

2018

141.472

16,5%

35,7%

46,2%

2019

125.472

9,1%

59,4%

25,9%

Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati UNHCR



Arrivi di profughi nelle coste italiane. 2014-2019




Richieste d’asilo 2015-2018

Primi 4 paesi per richieste d’asilo 2015-2018

Richieste d’asilo

Distr.%

Richieste d’asilo ogni 1000 abitanti

Germania

1,5 MLN

41,1%

18,5

Italia

384 mila

10,4%

6,3

Francia

351 mila

9,5%

5,3

Svezia

219 mila

5,9%

22,0

Europa

3,7 MLN


7,3

Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Eurostat


LA PRESENZA STRANIERA IN EUROPA ED IN ITALIA



Serie storica dell’incidenza straniera nell’Ue 282

Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Eurostat



Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Eurostat ed Istat


Residenti stranieri in Europa (2018)


Stranieri residenti

Inc. stranieri sulla pop.

Distr. % tipologia di stranieri

Incidenza nati all'estero sulla pop.

UE28

EXTRA-UE

TOTALE

Lussemburgo

288.000

47,8%

84,9%

15,1%

100,0%

46,5%

Cipro

149.000

17,3%

76,8%

23,2%

100,0%

21,0%

Austria

1.386.000

15,7%

50,2%

49,8%

100,0%

19,2%

Estonia

197.000

14,9%

9,6%

90,4%

100,0%

14,9%

Malta

67.000

14,1%

57,4%

42,6%

100,0%

17,5%

Lettonia

273.000

14,1%

2,3%

97,7%

100,0%

12,7%

Belgio

1.366.000

12,0%

66,1%

33,9%

100,0%

16,8%

Irlanda

579.000

12,0%

75,2%

24,8%

100,0%

16,8%

Germania

9.679.000

11,7%

43,5%

56,5%

100,0%

16,6%

Spagna

4.563.000

9,8%

42,3%

57,7%

100,0%

13,3%

Regno Unito

6.286.000

9,5%

61,4%

38,6%

100,0%

14,4%

Svezia

886.000

8,8%

36,9%

63,1%

100,0%

18,5%

Danimarca

506.000

8,8%

42,9%

57,1%

100,0%

11,9%

Italia

5.144.000

8,5%

30,4%

69,6%

100,0%

10,2%

Grecia

816.000

7,6%

25,9%

74,1%

100,0%

11,9%

Francia

4.687.000

7,0%

32,9%

67,1%

100,0%

12,2%

Slovenia

122.000

5,9%

16,0%

84,0%

100,0%

12,1%

Olanda

991.000

5,8%

53,8%

46,2%

100,0%

12,9%

Rep. Ceca

515.000

4,9%

42,6%

57,4%

100,0%

4,4%

Finlandia

248.000

4,5%

39,8%

60,2%

100,0%

6,6%

Portogallo

422.000

4,1%

32,5%

67,5%

100,0%

8,8%

Ungheria

162.000

1,7%

48,3%

51,7%

100,0%

5,5%

Slovacchia

73.000

1,3%

78,4%

21,6%

100,0%

3,5%

Croazia

52.000

1,3%

32,4%

67,6%

100,0%

12,9%

Bulgaria

86.000

1,2%

15,6%

84,4%

100,0%

2,2%

Lituania

27.000

1,0%

23,4%

76,6%

100,0%

4,7%

Polonia

239.000

0,6%

12,6%

87,4%

100,0%

1,8%

Romania

111.000

0,6%

51,1%

48,9%

100,0%

2,6%

UE28

39.920.000

7,8%

44,1%

55,9%

100,0%

11,7%

Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Eurostat


Primi permessi di soggiorno rilasciati in Italia per motivo del permesso (confronto 2010-2018)

Motivo del Permesso

2010

Distribuzione

2018

Distribuzione

Variazione %

2010-2018

Famiglia

180.391

30,6%

121.930

51,0%

-32,4%

Altri motivi, inclusi umanitari

24.870

4,2%

81.261

34,0%

+226,7%

Studio

25.676

4,4%

21.795

9,1%

-15,1%

Lavoro

359.051

60,9%

13.877

5,8%

-96,1%

Totale

589.988

100,0%

238.863

100,0%

-59,5%

Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Eurostat



Residenti stranieri in Italia, prime 20 nazionalità (1 gennaio 2019)

Primi 20 Paesi

Residenti

2019

Distrib.

%

% donne

Var %

2009-2019

Romania

1.206.938

23,0%

57,5%

+51,5%

Albania

441.027

8,4%

48,9%

-0,1%

Marocco

422.980

8,0%

46,7%

+4,8%

Cina

299.823

5,7%

49,7%

+76,1%

Ucraina

239.424

4,6%

77,6%

+55,5%

Filippine

168.292

3,2%

56,7%

+48,0%

India

157.965

3,0%

41,5%

+72,0%

Bangladesh

139.953

2,7%

27,6%

+113,6%

Moldavia

128.979

2,5%

66,2%

+44,2%

Egitto

126.733

2,4%

33,5%

+69,9%

Pakistan

122.308

2,3%

30,4%

+120,9%

Nigeria

117.358

2,2%

40,6%

+163,5%

Sri Lanka

111.056

2,1%

47,0%

+61,6%

Senegal

110.242

2,1%

25,6%

+63,3%

Perù

97.128

1,8%

58,0%

+25,1%

Tunisia

95.071

1,8%

38,2%

-5,0%

Polonia

94.200

1,8%

73,8%

-5,2%

Ecuador

79.249

1,5%

56,8%

-1,0%

Macedonia

63.561

1,2%

48,1%

-28,6%

Bulgaria

60.129

1,1%

62,8%

+47,1%

Totale

5.255.503

100,0%

51,7%

+37,1%

Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Istat





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