I migliori scatti di World Press Photo in mostra a Palermo

Cultura | 5 agosto 2019

Una bambina hondurena piange mentre la mamma viene perquisita al confine tra Stati Uniti e Texas. Una ragazzina cubana festeggia la sua quinceañera, diventa maggiorenne a 15 anni e anche una potenziale sposa. Due tifose iraniane sono tra le uniche donne ammesse a seguire la finale della Champions League asiatica. Un ex marine statunitense fa il bagno a casa dopo essere stato stuprato sotto la doccia durante l’addestramento militare. Questi sono solo alcuni degli scatti più belli del mondo ad aver vinto il World Press Photo, il più importante concorso di fotogiornalismo internazionale che, per il terzo anno consecutivo, sarà in mostra a Palermo.


Organizzato dall’omonima fondazione olandese dal 1955, arriva in Sicilia grazie all’impegno di Cime di Vito Cramarossa. L’esposizione 2019 del World Press Photo sarà ospitata da venerdì 6 settembre a domenica 6 ottobre a Palazzo Drago Airoldi di Santa Colomba, al civico 382 di via Vittorio Emanuele, la storica dimora settecentesca con stucchi del Serpotta appartenuta al marchese Casimiro Drago nel cuore del Cassaro.


Palermo anche per quest’anno è stata così scelta tra le 100 città del mondo, in oltre 45 paesi, che ospiteranno gli scatti inediti della nuova edizione di World Press Photo, confermandosi una delle tappe più seguite in Italia. Cime, che da anni si occupa dell’organizzazione di eventi nazionali e internazionali, rappresenta infatti uno dei più importanti exhibition partner in Europa della Fondazione World Press Photo di Amsterdam che, dopo il successo della mostra al Teatro Margherita di Bari e l’imminente tappa nel capoluogo siciliano, esporrà la mostra anche all’Ex borsa valori di Torino e a Napoli.


In mostra a Palermo ci saranno le 144 foto selezionate come immagini che raccontano il 2018. Tra queste anche la vincitrice del primo premio, il World Press Photo of The Year 2019. Si tratta di “Crying Girl on the Border” di John Moore dell’agenzia Getty Image, uno scatto che immortala Yanela, bambina honduregna di circa due anni, durante un pianto disperato mentre sua madre, Sandra Sanchez, che la teneva in braccio, viene costretta da un agente della polizia di frontiera americana al confine con il Messico a metterla a terra per essere perquisita.



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