Il Sole Luna Doc Film Festival premia gli sguardi femminili sul mondo

Cultura | 9 luglio 2018


 Premia gli sguardi femminili sul mondo la XIII edizione del Sole Luna Doc Film Festival che si è tenuto dal 2 all’8 luglio al Complesso monumentale di Santa Maria dello Spasimo. L’annuncio dei vincitori è stato dato ieri durante la serata di premiazione. Il verdetto della Giuria Internazionale, presieduta dal regista Nima Sarvestani, e composta da Ignazio Buttitta, Birgit Heidsiek, Alessandro Negrini e Ingrid Rossellini ha decretato come vincitore del Sole Luna Award, la regista sudafricana Aliki Saragas con il film Strike a Rock, la storia di due nonne che combattono per i diritti degli uomini impegnati in miniera dopo che un massacro sconvolge l’intera comunità di Marikana. La giuria ha voluto premiare la storia del film, “un esempio straordinario di come una rivoluzione possa essere avviata non solo dai giovani ma anche da due donne avanti negli anni. Una lotta per la giustizia potente e stimolante, portata avanti con ogni mezzo. Le due nonne sono determinate, continuano a provarci anche se nella loro vita hanno dovuto affrontare molte delusioni”, si legge nelle motivazioni. Il premio Sole Luna, assegnato direttamente dall’organizzazione del Festival, è andato, invece, a Salto di Maryam Haddadi. “SALTO è il tributo – dice Lucia Gotti Venturato ideatrice del Festival e presidente dell’Associazione Sole Luna, un ponte tra le culture - a chi ha avuto la forza e la determinazione di fare una denuncia importante e coraggiosa. Zahra Hosseinzadeh potrebbe essere la Pellegrini nel mondo occidentale, ma il destino di nascita l’ha penalizzata, oscurandola. Sole Luna con questo premio vuole gettare un ponte virtuale di solidarietà e vuole dare enfasi alla prigionia che provoca il fondamentalismo di qualsiasi genere esso sia”.

Soddisfatti dell’edizione i direttori artistici Chiara Andrich e Andrea Mura: “La selezione dei film è stata apprezzata dal pubblico – dicono - Ancora una volta il Sole Luna ha portato a Palermo numerose anteprime nazionali ed internazionali ed ha affrontato temi vivi della nostra contemporaneità attraverso il cinema del reale. Accanto ai lungometraggi abbiamo promosso una sezione di Corti che ha riscosso notevole successo, lanciando anche nuove collaborazioni con il Festival International du film insulaire de l’Île de Groix e   con Animaphix di Bagheria”.

Un importante focus sull’ambiente e il paesaggio in collaborazione con il Fai è invece la novità annunciata per il prossimo anno. “Ai temi della sostenibilità e della salvaguardia ambientale e monumentale dedicheremo una sezione specifica”, ha detto Gotti Venturato. La sezione principale resterà quella dedicata ai diritti umani e al viaggio.

“Il dialogo interculturale – prosegue Gabriella D’Agostino, direttrice scientifica di Sole Luna - non può prescindere dall’esperienza. Il Festival è l’occasione per fare esperienza di dimensioni del vivere spesso estranee alla nostra quotidianità. La tensione verso gli altri ci porta a immedesimarci e a rendere meno lontano ciò che non ci è familiare, ma nello stesso tempo, a rendere un po’ più strano ciò che lo è”.

Undicimila le presenze complessive in sette giorni, distribuite fra eventi pomeridiani e serali, con un flusso continuo di pubblico nel complesso monumentale di Santa Maria dello Spasimo e, dal 5 al 7 luglio, anche al Complesso Monumentale di Palazzo Chiaramonte Steri con la performance del disegnatore Gianluca Costantini che dalle ex carceri dell’Inquisizione spagnola ha disegnato le storie di chi oggi è in prigione per reati d’opinione. Oltre 50 i film proiettati di cui 28 in concorso, provenienti da tutto il mondo e suddivisi nelle sezioni Human Rights con temi che raccontano storie di diritti umani negati; The Journey, sui temi del viaggio ma anche della connessione tra natura e cultura; e Short Docs, dedicato ai corti. Allo Spasimo anche la sezione Le arti in Festival pensata in occasione di Palermo Capitale della Cultura e Manifesta 12 e interamente dedicata all’arte con l’installazione sonora Crossfade di Francesco Novara e Davide Cairo, Spootlight di Martina Melilli, la rassegna di video art Rinegoziare le identità a cura di Sofia Gotti e la mostra fotografica Il sacro degli altri di Attilio Russo e Giuseppe Muccio.

In questa XIII edizione, il Festival ha avuto come simbolo il Gelsomino siciliano, una specie migrante che dal Caucaso si è naturalizzata in mezzo mondo. Un segno di solidarietà agli uomini e alle donne che abbandonano la propria terra in cerca di una vita migliore e un modo per chiedere alle istituzioni di tutto il mondo il riconoscimento del diritto alla mobilità internazionale. Tutti i premiati hanno ricevuto il Sole Luna Award, una mattonella serigrafata con una fotografia di Luca Vitello che ritrae proprio il Gelsomino.

La Giuria “I nuovi italiani” per la sezione Corti del Sole Luna Doc Film Festival XIII edizione ha premiato ad ex aequo: One minute di Dina Naser (Giordania-Belgio, 2015, 10′) ambientato a Gaza durante una operazione militare lanciata da Israele come rappresaglia in seguito al lancio di alcuni razzi da parte di Hamas; e Terraform di Van Der Woerd e Jorik Dozy (Regno Unito, Indonesia, Olanda e Singapore, 2017, 5′). La Giuria degli studenti, composta dagli allievi del Liceo Scientifico Statale Albert Einstein di Palermo e dell’Istituto di Istruzione Superiore Santoni-Gambacorti di Pisa, hanno invece decretato quale miglior documentario della sezione Human Rights, il film Sea of Sorrow-Sea of Hope di Marianne Hougen Moraga ed Estephan Wagner (Danimarca, 2018, 29′). Mentre il premio del pubblico è andato a Singing with angry bird di Hyewon Jee (Corea del Sud 2016, 57’). Tante anche le menzioni speciali assegnate dalla giuria internazionale alla Migliore regia, Migliore fotografiaMiglior montaggio, al Documentario più innovativo e al Miglior corto.  



Premi e motivazioni


SOLE LUNA AWARDS / GIURIA INTERNAZIONALE

Miglior Documentario
Strike a Rock, Aliki Saragas

Sudafrica, 2017, 84′ 

STRIKE A ROCK è l’esempio straordinario di come una “rivoluzione” possa essere avviata non soltanto dai giovani ma da due nonne. Una lotta per la giustizia, potente e stimolante, portata avanti con ogni mezzo. Le due nonne sono determinate, continuano a provarci anche se nel corso della loro vita hanno dovuto affrontare molte delusioni. Non si arrendono!

Menzione per miglior regia

Boli Bana, Simon Coulibaly Gillard

Belgio, 2017, 60′

Per la capacità del regista di raccontare come in un sogno, un territorio interiore che mescola natura umana, animali, rituali e tradizioni.

Menzione per miglior fotografia

MA'OHI NUI, in the heart of the ocean my country lies, Annick Ghijzelings

Belgio, 2017, 112′



Per l'affascinante paesaggio e la capacità di mettere in contrasto le belle immagini e il movimento fluido della telecamera con il contenuto drammatico che riguarda la manipolazione a cui è stata sottoposta la popolazione locale da parte dalle autorità francesi nella sperimentazione della bomba atomica in quella parte dell'Oceano Pacifico.

Menzione per miglior montaggio

Sea of Sorrow - Sea of hope, Estephan Wagner, Marianne Hougen-Moraga

Danimarca, 2018, 29′ 

Per la capacità di mettere in forma non solo le immagini, ma soprattutto i sentimenti dei personaggi presentati nella storia.





Los Ofendidos, Marcela Zamora

El Salvador e Messico, 2016, 85′ 

Per la capacità di usare materiali storici portando il pubblico vicino agli eventi quei giorni.

Menzione per documentario più innovativo

Solo for one Hand, Pavel Jurda

Repubblica Ceca, 2017, 26′ 

Per la varietà dei diversi elementi cinematografici e il modo originale in cui la storia è narrata.

Menzione per miglior corto

Terraform, Van Der Woerd, Jorik Dozy

Regno Unito, Indonesia, Olanda e Singapore, 2017, 5′

Per il modo molto semplice, diretto ma estremamente potente di trasmettere la storia e mettere il pubblico emotivamente in connessione con gli eventi presentati. Particolarmente sorprendente è la scelta di una prospettiva davvero unica che allarga la percezione e la capacità di dire così tanto in così poco tempo.

PREMIO SOLE LUNA UN PONTE TRA LE CULURE

Salto, Maryam Haddadi

Iran, 2017, 16′

Il premio a SALTO è il tributo a chi ha avuto la forza e la determinazione di fare una denuncia importante e coraggiosa. – così motiva il premio Lucia Gotti Vetnurato – Zahra Hosseinzadeh potrebbe essere la Pellegrini nel mondo occidentale, ma il destino di nascita l’ha penalizzata, oscurandola. Sole Luna con questo premio vuole gettare un ponte virtuale di solidarietà e vuole dare enfasi alla prigionia che provoca il fondamentalismo di qualsiasi genere esso sia.

PREMIO GIURIA “NUOVI ITALIANI”

La Giuria speciale “I nuovi italiani” per la sezione Corti del Sole Luna Doc Film Festival XIII edizione premia ad ex aequo:



One minute, Dina Naser

Giordania-Belgio, 2015, 10′

One minute, è ambientato a Gaza durante una operazione militare lanciata da Israele come rappresaglia in seguito al lancio di alcuni razzi da parte di Hamas. Il video suscita con la forza delle immagini e dei dialoghi grandi emozioni ed è capace di rappresentare, fino a farla vivere ad ognuno, la paura della piccola protagonista per il futuro incerto e forse drammatico che la aspetta. La maggior parte delle immagini sono girate al buio, oscurità che suscita panico e disorientamento con ripetuti intervalli di silenzio spezzati dalle sparatorie. Particolarmente importante è il contrasto fra la realtà drammatica esterna e la calma con cui la madre tranquillizza la figlia e cerca di tenere fuori il mondo per evitare che sconvolga la vita della bambina. Questa è una pratica reale in tante situazioni di guerra e di conflitto in cui la musica e il gioco sono di fondamentale importanza per continuare a vivere e soprattutto per evitare che i bambini vengano travolti dall’angoscia e dal panico.

Terraform, Van Der Woerd, Jorik Dozy

Regno Unito, Indonesia, Olanda e Singapore, 2017, 5′

Terraform, per la forza delle immagini con cui si rappresenta il terribile lavoro nelle miniere di zolfo e dei sacrifici dei genitori che tentano di evitare ai propri figli un futuro eguale alla loro vita. A differenza degli altri video, l’emozione e il messaggio emergono non grazie ai suoni e alle parole ma il tutto è lasciato alla forza delle immagini che ci fanno vivere quella povertà materiale che spinge l’essere umano a sacrificarsi pur di fare sopravvivere le persone care mettendo ogni giorno a rischio la propria salute respirando zolfo e aria fortemente tossica. Le lacrime e il sudore dei protagonisti restano attaccati addosso per giorni insieme alla scena finale della famiglia del protagonista sospesa in aria.

Menzione speciale della giuria "Nuovi Italiani"

Thr european dream: Serbia, Jaime Alekos

Spagna, 2018, 18′

Per la capacità di raccontare l’esperienza di chi ha lasciato la propria terra per necessità, la violenza gratuita di uomini in divisa che considerano altri uomini come animali, la disperazione di non riuscire ad andare più né avanti né indietro, bloccati in un paese dell’Europa dell’Est e di vedere infranto forse definitivamente quel sogno europeo che li aveva spinti ad affrontare indicibili sofferenze e privazioni.

PREMIO GIURIA STUDENTI LICEALI

I membri della Giuria speciale, composta da studentesse e dagli studenti del Liceo Scientifico Statale Albert Einstein di Palermo e dell’Istituto di Istruzione Superiore Santoni-Gambacorti di Pisa, decretano quale miglior documentario della sezione Human Rights della XIII edizione del Sole Luna Doc Film Festival:

Sea of Sorrow, Sea of Hope, Marianne Hougen Moraga, Estephan Wagner

Danimarca, 2018, 29′ 



Per la chiara testimonianza che il documentario offre sul complesso e drammatico fenomeno della migrazione oggi

Per la superba capacità del regista di raccontare e testimoniare la storia della protagonista, sottolineando sia l'aspetto socio-antropologico e politico di una migrazione forzata in cerca di sicurezza per sé e per i propri figli, sia l'aspetto intimo, esistenziale intriso di dolore e speranza caratterizzante il rapporto madre-figli
• Per la splendida sceneggiatura, per il montaggio efficace e lineare attraverso i quali i registi sono riusciti a creare una forte empatia tra la protagonista del film e gli spettatori
• Per la capacità di raccontare in modo coinvolgente e sotto prospettive culturali diverse il fenomeno della migrazione, sottolineandone le implicazioni per chi sceglie di partire e per chi accoglie e costringendo lo spettatore a interrogarsi sul proprio ruolo in quanto cittadino del mondo globale

Per la travolgente tenacia con cui è presentata la lotta di Manal per porre in salvo se stessa e i propri figli

Per la potenza narrativa del messaggio con il quale si raccontano agli spettatori i rischi, le paure, le speranze, il dolore connessi al fenomeno migratorio attraverso un documentario tanto breve quanto intenso.

I membri della Giuria speciale attribuiscono una menzione speciale al documentario:

Shootball, Fèlix Colomer

Spagna, 2017, 94′



Per l'originalità della scelta narrativa dell'intero documentario, in grado di coinvolgere lo spettatore in una vera e propria storia di giornalismo di inchiesta
• Per la delicatezza dei temi affrontati, presentati con la forza della denuncia e il rispetto delle storie delle vittime coinvolte

Per la capacità del regista di farsi anche soggetto coinvolto all'interno del documentario, sottolineando così l'importanza del prendere parte attiva e dello schierarsi moralmente e politicamente rispetto agli eventi della propria comunità
• Per il rigore analitico della denuncia sociale portato avanti nel documentario
Per la capacità di dare voce a tutti i protagonisti, facendo entrare lo spettatore a contatto col mondo di chi ha subito ingiustificabili violenze sessuali e col mondo contraddittorio, e a tratti incomprensibile, dei violentatori, rendendo la rappresentazione complessa e magmatica così com’ è il reale.
Per la forza morale del regista e del padre manifestata nella scelta di lottare in maniera non violenta ma determinata per i diritti delle vittime della pedofilia. Sottolineando come il passato, soprattutto nelle sue zone d’ombra, vada affrontato individualmente e collettivamente senza revisionismi e omertà.

PREMIO DEL PUBBLICO

Singing with angry birds, Hyewon Jee

Corea del Sud, 2016, 57′







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