La passione per l'archeologia e la bellezza di Sebastiano Tusa

Cultura | 13 marzo 2019

Un ricordo personale di Sebastiano Tusa, un amico del Centro Pio La Torre, rappresentante di una visione condivisa della bellezza della Sicilia.

Ho conosciuto Sebastiano da giovane tramite suo padre Vincenzo quando nella seconda metà degli anni ’70, da responsabile regionale degli enti locali e della pianificazione territoriale per il PCI, ebbi modo di sostenere le proposte di Vincenzo Tusa di perimetrazione dell’area archeologica di Selinunte osteggiata dai Salvo, allora potenti esattori ed esponenti del sistema politico-mafioso dominante.

Con Sebastiano, nel corso degli anni, la comune passione subacquea ci consentì di mantenere una comunanza di interessi culturali che ci portò spesso a incontrarci a Pantelleria dove nel corso dello scavo di una necropoli sino allora sconosciuta, ha arruolato mio figlio, ragazzo appena quindicenne, come volontario nello scavo, consentendogli quando fu aperta la prima tomba di estrarre, tremante per l’emozione, la prima anforetta rinvenuta.

Sebastiano, pur attraversando la fase politica degli ultimi decenni in collocazioni politiche diverse dalle mie, mantenne ferma una visione tecnicamente rigorosa e condivisa di valorizzazione del grande patrimonio culturale e archeologico della Sicilia.

Il suo ultimo intervento alla videoconferenza del Centro Pio La Torre con le scuole d’Italia sulla violenza di genere fu dedicato proprio alla difesa del concetto della bellezza come arma di contrasto di ogni forma di violenza, da quella mafiosa a quella di genere, e di educazione civica per affermare i concetti di solidarietà umana, di rispetto reciproco e di impegno per migliorare la vita civile e salvaguardare il pianeta da ogni forma distruttiva.

L’assessore Sebastiano Tusa, senza far pesare i rapporti personali, sostenne con convinzione la difesa e il ruolo delle associazioni antimafia sostenendo l’emendamento che la quinta Commissione ha elaborato e proposto unitariamente. L’ultimo saluto venerdì 8 marzo tra noi fu scambiato dandoci appuntamento con gli studenti delle scuole palermitane, i quali avendo adottato la lapide di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, la puliscono ogni anno prima dell’anniversario del 30 aprile. Sarà un’altra occasione per non dimenticarlo.

 di Vito Lo Monaco

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