La politica lontana dai giovani e sempre più ignorata

Politica | 12 febbraio 2018

Molti italiani, come è noto, non si interessano di politica: alcuni perché la ritengono astratta e lontana dai loro problemi, altri per colpa di coloro che la praticano, in certi casi a torto ed in diversi casi a ragione, ritenuti colpevoli di comportamenti discutibili o addirittura illegali.

Il disinteresse predetto, che sfocia spesso nell’astensione dal voto, è particolarmente diffuso tra i giovani, specialmente tra quelli di età compresa tra i diciannove ed i ventiquattro anni, ma è consistente anche tra gli altri elettori, tra quelli di età più avanzata, i quali , tra l’altro, spesso affermano che è inutile votare perché “ i politici sono tutti uguali”, con ciò volendo dire che nello svolgimento del loro mandato pensano a loro stessi e non alla collettività che dovrebbero rappresentare.

Ora, premesso che in base all’esperienza del passato, è difficile dare torto a coloro che si dichiarano delusi dai politici, non si possono considerare giustificate né l’astensione dal voto, né l’affermazione dei politici che sarebbero tutti uguali, nel primo caso perché cosi facendo si rinunzia ad un proprio diritto e ci si affida al giudizio degli altri, che potrebbero avere altri interessi e/o altre sensibilità, nel secondo caso perchè, pur riconoscendo che molti politici non hanno dato buona prova, anche tra i politici, come in ogni altra categoria di persone , ci sono persone degne e persone indegne e sta noi sostituire i secondi con i primi. Anzi proprio i più delusi dovrebbero correre a votare per determinare questa sostituzione.

In ogni caso tutti dovremmo fare un esame di coscienza e chiederci, ad esempio, se la lontananza dalla politica che in qualche misura un po’ tutti pratichiamo è il modo migliore di creare una classe dirigente attenta e responsabile o se il nostro comportamento non spieghi almeno in parte, oltre la palese insostenibilità finanziaria di molte delle promesse elettorali, il discutibile metodo seguito un po’da tutti i partiti nella preparazione delle liste dei candidati alle prossime elezioni .

Se i dubbi predetti dovessero risultare fondati, tutti, ma specialmente chi ha ruoli nel campo della comunicazione o della formazione, dovremmo cercare di fare qualcosa. Non si tratta ovviamente d’indottrinare le persone e meno che mai i giovani ma di operare per accrescere la consapevolezza dei problemi del paese, per ridurre il distacco dalle istituzioni, per combattere il pressappochismo e la demagogia nell’amministrazione della cosa pubblica, per dimostrare l’importanza del confronto e del metodo scientifico per l’adozione di scelte razionali ed efficienti.

Lo richiede la gravità della situazione economico-sociale del paese . Basta ricordare il debito pubblico, la disoccupazione, la corruzione, le disuguaglianze , tutto questo per non citare i problemi della Sicilia dove, nonostante l’autonomia, non sono stati ancora risolti due problemi basilari di una società civile : quello dell’acqua e quello  delle discariche. 

 di Diego Lana

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