La Sicilia torna al voto per eleggere 60 sindaci e consigli

Politica | 2 ottobre 2020
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Alle prese con i dati sconfortanti sui contagi da Covid-19, a due settimane dal voto sul referendum la Sicilia torna alle urne, in mascherina, il 4 e 5 ottobre per eleggere i sindaci di 60 dei 390 Comuni dell’Isola. Alle urne anche due capoluoghi di provincia: Enna (dove la procura ha aperto due inchieste su altrettanti concorsi, considerati anomali, al Comune a all’Asp) e Agrigento, che riporta al centro del dibattito le sorti di un vasto parco realizzato a fine anni Ottanta e mai entrato in funzione. 

 La città di Pirandello vede la ricandidatura dell’uscente Lillo Firetto, sostenuto da sette liste di centrosinistra, che dovrà vedersela con altri cinque candidati, tra i quali domina un blocco di concorrenti del centrodestra a partire dall’ex sindaco Marco Zambuto, uomo dalla storia movimentata: ex centrista, ex Pd (è stato il primo presidente dell’Assemblea siciliana dei dem) e ora in corsa con Udc, FI e Diventeràbellissima, formazione che fa capo al governatore Nello Musumeci. Lega e FdI, invece, sostengono Daniela Catalano, mentre un ex assessore di Firetto, il medico Francesco Miccichè, è sostenuto da alcune liste civiche trasversali agli schieramenti. Va da solo il M5S, con la consigliera comunale uscente Marcella Carlisi, mentre la sinistra candida Angela Galvano, sostenuta dall’ex parlamentare di Pd e Leu Angelo Capodicasa e dal presidente dell’Antimafia siciliana Claudio Fava. In questa campagna elettorale si è finalmente affacciato il tema di una grande incompiuta di Agrigento, il parco Icori, realizzato con i fondi della Casmez, stanziati all’indomani della frana del '66, completato trent'anni fa e mai utilizzato. Un’area che comprende un teatro (i progettisti hanno "dimenticato» le vie di fuga previste dalle norme sulla sicurezza), impianti sportivi, verde, aggredita da erbacce e rimasta al buio dopo i furti continui dei pali elettrici. Il parco riqualificherebbe la zona che confina con quella parte della città venuta giù oltre mezzo secolo fa e ormai spopolata. 

Due inchieste giudiziarie scuotono invece le elezioni a Enna e riguardano i concorsi, già espletati, all’Azienda sanitaria e al Comune. Finora non ci sono indagati, ma il tema della campagna elettorale si è concentrato su questa vicenda. Nel meno popoloso dei capoluoghi di provincia dell’Isola, si ricandida l’uscente Maurizio Dipietro, renziano, sostenuto da liste civiche di varia estrazione; Dario Cardaci, proveniente dal centrodestra, è il candidato del Pd; Cinzia Amato dei cinquestelle, Giuseppe Savoca della Lega e Maurizio Bruno di Cives. 

A Termini Imerese, città che da quasi dieci anni fa i conti con la crisi seguita alla chiusura dello stabilimento Fiat, va in scena l’alleanza tra Pd e M5S, che hanno trovato un’intesa su una candidata comune, col dichiarato auspicio di dare corso a un’alleanza duratura anche altrove. Si infiamma l'ultima giornata di campagna elettorale a Campobello di Mazara, nel Trapanese, con l’ex pm Antonio Ingroia, in corsa per fare il sindaco, che stamattina ha scritto al prefetto per denunciare il rischio di voto di scambio.

Tra le altre città al voto, per dimensioni vanno segnalate Marsala (Tp), Barcellona Pozzo di Gotto, dove ieri ha tenuto un comizio il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, e Milazzo, dove sempre ieri si è recato il leader della Lega Matteo Salvini, nel Messinese; Ispica, nel Ragusano, che a sette anni dal dissesto finanziario, due giorni fa non è riuscita ad approvare il piano di riequilibrio. Elezioni comunali sospese, invece, a Tremestieri Etneo (Ct). Lo ha deciso il governo regionale a seguito di un rapporto della Procura della Repubblica di Catania giunto nel pomeriggio a Palazzo Orleans. Secondo la magistratura inquirente, da un’indagine della Compagnia dei carabinieri di Gravina di Catania, emerge «la sussistenza di illeciti di rilevanza penale correlati alle sottoscrizioni e alle relative autenticazioni delle liste dei candidati». 

Domenica 4 e lunedì 5 ottobre i cittadini di 54 comuni del resto d'Italia torneranno alle urne anche  per il turno di ballottaggio delle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre scorsi.  Seggi aperti dalle 7 alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì. Partecipano al voto - ricorda il Viminale - coloro che erano già elettori del comune in occasione del primo turno e che, quindi, avevano già compiuto a quella data i 18 anni di età. Otto i capoluoghi di provincia in cui si voterà: Reggio Calabria (147.063 elettori al primo turno), Matera (50.730), Lecco (38.451), Crotone (50.247), Chieti (44.112), Andria (83.390), Arezzo (77.804) ed Aosta (28.695). 

Voto sempre nel rispetto delle regole anti Covid-19 previste dal protocollo sanitario Interno-Salute del 7 agosto 2020. 

 Le principali: evitare di uscire di casa e recarsi al seggio in caso di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37.5 ; non essere stati in quarantena o isolamento domiciliare negli ultimi 14 giorni; non essere stati a contatto con persone positive negli ultimi 14 giorni. Per accedere ai seggi elettorali è obbligatorio l’uso della mascherina da parte di tutti gli elettori e di ogni altra persona avente diritto. Al momento dell’accesso, l’elettore dovrà procedere alla igienizzazione delle mani con il gel messo a disposizione in prossimità della porta. Quindi, dopo essersi avvicinato ai componenti del seggio per l’identificazione e prima di ricevere la scheda e la matita, provvederà ad igienizzarsi nuovamente le mani. Completate le operazioni di voto è consigliata un’ulteriore detersione delle mani prima di lasciare il seggio.


 di Angelo Meli

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