Le connessioni umane di Laura Sicignano allo Stabile di Catania

Cultura | 20 maggio 2018

Al Teatro Stabile di Catania, il “Verga”, c’era tutta la rappresentanza dello stato maggiore. Ma la parte del leone l’ha fatta lei, la genovese Laura Sicignano, la cui nomina a Direttrice Artistica (qualche mese fa) per molti è stata come un fulmine a ciel sereno. Insediatasi in pianta stabile a Catania (perdonate il gioco di parole), ignorando inevitabili rimbrotti e cupi risentimenti, la “straniera” di Genova, già fondatrice del Teatro Cargo, non ha mai smesso di lavorare un solo giorno cesellando uno dei cartelloni più eterogenei ed intriganti mai presentati dalla storica istituzione catanese. «Io credo - ha detto (intervenendo per ultima al tavolo politico-istituzionale della presentazione) - che ancora il teatro, questo spazio antico, sia la connessione umana possibile. Qui l’incontro reale tra persone è occasione di autentica connessione. Continuo a pensare che il teatro - il buon teatro, quello d’Arte, quello che uno Stabile deve portare - sia vitale specchio di umanità, ricucia ferite individuali e sociali, sia dispositivo di benessere, pensiero e bellezza. In questa direzione è stata costruita questa nuova Stagione che rappresenta per il Teatro Stabile di Catania un ulteriore passo verso la ricostruzione della propria identità e della necessaria connessione con la città e con il mondo». 

Ed una connessione vera con la città l’innovativa direttrice genovese sembra proprio averla già attivata, non soltanto concedendo insperati spazi ai molti giovani artisti che perpetuano, retti da bruciante passione, la tradizione teatrale catanese (storica fucina del teatro siciliano) o ancora scommettendo su un cartellone che spazia dai “classici” alla “reinterpretazione” della tradizione o alla proposta di autori non necessariamente celebrati, ma anche offrendosi in prima persona come autrice (con il suo testo e la sua regia) di Scintille, già onusto di riconoscimenti, accorato monologo sull’immane tragedia delle camiciaie morte carbonizzate a New York nel 1911. Teatro come veicolo identitario e coscienza critica «base di una cittadinanza piena e consapevole». Alla soddisfazione espressa dal presidente Carlo Saggio e «… dell’intero Consiglio di Amministrazione per la nuova fase della storia dello Stabile etneo” è seguito il messianico annuncio del Sindaco «… lieto di anticipare che già la prossima settimana, nonostante le problematiche legate al bilancio 2017, la Città Metropolitana erogherà il contributo che consentirà di pagare gli stipendi pregressi». Detto ciò il sorridente Enzo Bianco (ricandidato alla poltrona di primo cittadino dopo oltre 15 anni di duratura sindacatura) ha poco dopo abbandonato la sala, seguito a breve dal silente e fedelissimo assessore Orazio Licandro. Anche la vicepresidente Lina Scalisi sie è detta certa che “…che il Teatro possa e debba contribuire a rafforzare identità e coscienza critica”, mentre Sandro Pappalardo (Assessore regionale) ha comunicato - dopo aver confermato i finanziamenti ai teatri isolani - il rivoluzionario (per la Regione Sicilia annichilita da storici ritardi) varo di «… un piano di promozione per far sì che gli enti suddetti possano ottimizzare e mettere a profitto le risorse impiegate nella produzione: un’offerta che, se non viene adeguatamente pubblicizzata, rischia di rimanere lettera morta. I teatri, e le varie istituzioni culturali, devono essere messi in condizione di incrementare l’autofinanziamento, vendendo i propri pacchetti fuori dei confini regionali e nazionali».  Un anacronistico isolamento che già da molti anni si sarebbe dovuto annullare con accordi con i grandi tour operator internazionali con la proposta endogena di pacchetti turistico-culturali comprensivi di spettacoli teatrali, qui ancora all’anno zero. 

16 i titoli, 3 fuori abbonamento, per metà produzioni o coproduzioni targate TSC, a partire da Scintille della Sicignano cui seguiranno Pensaci, Giacomino!, con Leo Gullotta nei panni del prof. Toti (drammaturgica e regia di Fabio Grossi)A. Semu tutti devoti tutti?, creazione per 8 danzatori e 4 musicisti, musica originale di Puccio Castrogiovanni, eseguita dal vivo dai Lautari; drammaturgia di Nello Calabrò e Zappalà, nel decennale del debutto e in concomitanza con la festa della Patrona (regia del coreografo Roberto Zappalà). Ancora un attualizzato e “napoletanizzaro” Fronte del porto spettacolo di Alessandro Gassmann, tradotto e adattato da Enrico Ianniello (produzione Teatro Stabile di Catania, Teatro di Napoli - Teatro Bellini); La rondine (La canzone di Marta) del catalano Guillem Clua, riproposta dopo il recente debutto (regia Francesco Randazzo, produzione Teatro Stabile di Catania, Associazione Teatro Biondo Stabile di Palermo); Apologia, brillante commedia agrodolce dell’anglo-greco Alexi Kaye Campbell (regia Andrea Chiodi). Spettacoli ospiti  Il maestro e Margherita dal celeberrimo romanzo di Michail Bulgakov (drammaturgia di Letizia Russo, la regia di Andrea Baracco); l’ironico e irriverente  Sorelle Materassi, da Aldo Palazzescih (libero adattamento di Ugo Chiti, regia di Geppy Gleijeses); l’immortale I Miserabili da Victor Hugo (adattamento teatrale di Luca Doninelli, per la regia di Franco Però.);  Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos (elaborazione drammaturgica di Elena Bucci e Marco Sgrosso, regia della stessa Bucc)i;  Il gabbiano di Anton Cechov, versione italiana di Danilo Macrì (regia Marco Sciaccaluga). Due i testi di nuova drammaturgia: Il Padre da Florian Zeller (regia Piero Maccarinelli) e  La Classe di Vincenzo Manna (regia di Giuseppe Marini). Fuori abbonamento Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello (regia Michele Placido, riproposizione dello spettacolo già rappresentato che partirà da Catania per una lunga tournée); Studio per “Carne da macello” progetto teatrale sul femminicidio, scritto e diretto da Valentina Ferrante e Micaela De Grandi  e infine Li buffoni è tratto da un canovaccio del ’600 di Margherita Costa (regia di Nanni Garella). La campagna abbonamenti avrà inizio il 21 maggio a prezzi invariati, un altro dei segnali positivi lanciati alla città. Diritto di prelazione entro il 7 luglio. Ora si passa alla vera verifica: la risposta dei catanesi al “cartellone Sicignano”. Ma lei è fiduciosa. La renovatio del tribolato Stabile della città etnea passa anche da Genova.

 di Franco La Magna

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