Le trappole del Rosatellum e i danni collaterali alla Sicilia

Politica | 27 novembre 2017
La Commissione presieduta dal presidente dell'Istat cui era stato demandato il compito di individuare i nuovi collegi elettorali previsti dal cosiddetto Rosatellum ha completato il proprio lavoro; la bozza di Decreto Legislativo è ora all'esame delle Commissioni Affari Costituzionali della Camera dei Deputati e del Senato che avranno quindici giorni di tempo per esprimere i loro pareri. 

La legge 3 novembre 2017 n.165 ha un impianto proporzionale con una forte correzione maggioritaria: il 64% dei parlamentari verranno eletti con il sistema proporzionale in collegi plurinominali senza preferenza e il 36% in collegi uninominali maggioritari in cui preverrà il candidato che avrà conseguito anche un solo voto in più. Non è previsto il voto disgiunto, perciò il voto espresso alla lista collegata al candidato maggioritario andrà a vantaggio della medesima lista presentata nel proporzionale. Se una lista o un raggruppamento di liste raggiungerà il 40% dei voti validi scatterà un premio di maggioranza, altrimenti nessuna delle forze politiche in campo avrà da sola un numero di seggi sufficiente a governare. Il territorio nazionale è suddiviso in 28 circoscrizioni elettorali su base regionale: all'interno di esse i collegi uninominali saranno 231, mentre per l'assegnazione degli altri 399 seggi ciascuna circoscrizione è ripartita in collegi elettorali plurinominali costituiti, di norma, dall'aggregazione del territorio di collegi uninominali contigui “e tali che a ciascuno di essi sia assegnato di norma un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore ad otto” (art.1). Per quanto riguarda il Senato il territorio nazionale è suddiviso in 109 collegi regionali nell'ambito delle circoscrizioni regionali (art.2); per l'assegnazione degli altri 200 (al netto dei sei eletti all'estero) seggi ciascuna circoscrizione regionale è ripartita in collegi plurinominale costituiti dall'aggregazione di collegi contigui e tali che a ciascuno di essi sia assegnato di norma un numero di seggi da due ad otto L'individuazione dei collegi è stata fatta anche in relazione alle novità demografiche registrate dai due ultimi censimenti. Perciò la Sicilia perderà due seggi e porterà a Roma 77 parlamentari, 52 deputati e 25 senatori. 

Nella circoscrizione Sicilia 1 (Occidentale) 9 parlamentari saranno eletti dai collegi uninominali col metodo maggioritario e 16 dai collegi plurinominali col sistema proporzionale per un totale di 25 deputati; nella circoscrizione Sicilia 2 (Orientale) 10 deputati nell'uninominale e 17 nel proporzionale per un totale di 27. I senatori siciliani saranno 25, 9 eletti nei collegi maggioritari e 16 in quelli proporzionali. Nella prima circoscrizione si prevedono tre collegi proporzionali che eleggeranno tra cinque e sei deputati ciascuno con il proporzionale e risulteranno dai seguenti accorpamenti di collegi uninominali (ciascuno dei quali eleggerà naturalmente un solo deputato): Sicilia 1-01 Palermo-Resuttana -San Lorenzo; Palermo- Libertà (Sicilia 1-02); Palermo-Settecannoli; Sicilia 1-02 Bagheria Monreale Marsala; Sicilia 1-03 Gela Agrigento Mazzara del Vallo. Nella 2° circoscrizione (Orientale) altri tre collegi plurinominali eleggeranno 17 deputati col proporzionale e risulteranno dall'accorpamento dei collegi maggioritari secondo lo schema seguente: Sicilia 2-01 Messina Barcellona Pozzo di Gotto Enna ; Sicilia 2-02 Acireale Catania Misterbianco; Sicilia 2-03 Paternò Ragusa Avola Siracusa. Per il Senato i collegi maggioritari saranno nove accorpati in tre collegi plurinominali proporzionali: Sicilia 01 che comprenderà i collegi maggioritari uninominali di Acireale Catania e Siracusa; Sicilia 02 che comprenderà Agrigento Messina e Gela e Sicilia 03 che risulta dalla somma dei collegi territorialmente contigui di Marsala Bagheria e Palermo. 

La Commissione ha previsto una particolare soluzione per quelle che vengono definite “grandi città”, cioè Roma, Milano,Napoli, Torino, Palermo e Genova. In conclusione, si tratta di un meccanismo complesso che deve ancora affrontare la verifica delle due Commissioni parlamentari ed è possibile che da esse sortiscano alcune novità. Il Rosatellum è' una legge elettorale difficile da capire ed è ipotizzabile che complicata sarà anche la sua concreta attuazione, con il rischio che l'elettore non capisca bene per cosa e per chi esprime la sua scelta. Tutte le forze politiche concordano nell'affermare che il nemico numero uno della democrazia è la disaffezione degli elettori dalla partecipazione alle elezioni, testimoniata dagli altissimi tassi di astensionismo.

 Sappiamo da quali traversie, a cominciare dalla bocciatura del cosiddetto Italicum da parte della Corte Costituzionale e dal fallimento dell'accordo tra PD e M5S per una legge proporzionale, è nato il Rosatellum; temiamo tuttavia che il Parlamento della Repubblica non abbia scelto il modo migliore per riconquistare l'elettorato ad una maggiore e più consapevole partecipazione a quel momento fondamentale della vita democratica: che è rappresentato dal voto alle elezioni politiche generali. 



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