Mattarella: l'impegno contro la mafia continua con noi

22 maggio 2019
L’anniversario della morte del giudice Giovanni Falcone si tinge con i toni di polemiche, tutte politiche, soprattutto per la vicinanza con le elezioni europee. Ad accendere gli animi il presidente della commissione antimafia della Sicilia Claudio Fava che domani non sarà presente nell’Aula bunker di Palermo perché «hanno trasformato il ricordo del giudice Falcone nel festino di Santa Rosalia. Domani ci saranno i ministri romani, gli unici che avranno titolo per parlare e per spiegarci come si combatte cosa nostra. Cioè verranno loro, da Roma, per spiegarlo a noi siciliani». E anche il governatore della Sicilia Nello Musumeci non sarà presente, «c'è troppo veleno».

 Defezioni nonostante l’appello della sorella del giudice: «Il mio augurio è che nessuna polemica sporchi le celebrazioni in ricordo delle stragi di Capaci e Via D’Amelio», dice Maria Falcone.

 Alla cerimonia per la partenza della Nave della Legalità, che porterà a Palermo 1.500 studenti che a loro volta ne incontreranno domani mattina altri 10.000 siciliani per commemorare la morte di Giovanni Falcone, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella accolto da applausi ha sottolineato che questa è una delle iniziative utili a sconfiggere «la protervia della mafia». Un messaggio che vuole essere uno sprone per gli studenti, unito alla convinzione che «l'impegno di Falcone e Borsellino non è scomparso, non si è interrotto. E' stato assunto da altre persone». Lo stesso Capo della Polizia Franco Gabrielli non vuole sentir parlare di polemiche: «Penso che quando iniziative del genere vedono emergere divisioni, è una sconfitta per tutti. Credo che questi dovrebbero essere momenti per la costruzione di una memoria condivisa perchè il 23 maggio non è una data qualsiasi, è la data nella quale dei servitori dello Stato, Giovanni Falcone e nostri colleghi, hanno dato la vita come hanno dato la vita il giudice Borsellino e i cinque uomini della scorta, il 19 luglio 1992. Nell’antica Grecia quando c'erano le Olimpiadi venivano sospese le guerre. Nel nostro Paese, almeno in questi momenti, dovremmo recuperare la saggezza degli antichi». 

E dell’importanza della presenza delle Istituzioni ha parlato anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: «Non rispondo a nessuna polemica politica perché non siamo qui per fare polemiche e credo che sia importante la presenza dello Stato». Agli studenti che stavano per salpare, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha ricordato che «la mafia cresce dove lo Stato è assente. E’ un pericolo sempre presente, un nemico non ancora vinto, che cambia pelle continuamente», e ha posto l’accento sul fatto che «le istituzioni devono operare sinergicamente senza abbassare mai la guardia». «La scuola ricopre un ruolo determinante nel contrasto alla mafia - ha aggiunto - La scuola deve essere àncora di salvezza, occasione di rispetto e rinascita. Contiamo sulle nuove generazioni per continuare la mobilitazione anti-mafiosa».



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