Nomadland, a Venezia s'impone la solitudine dei nuovi poveri

Cultura | 12 settembre 2020
NOMADLAND di Chloè Zhao, road-western-movie pieno della solitudine di certe strade americane e, soprattutto, di chi le attraversa da nomade, ha vinto il Leone d’Oro alla 77/a edizione della mostra del cinema di Venezia e guarda di diritto anche agli Oscar. Il film, con Frances McDormand, David Strathairn, e con Linda May, Swankie e Bob Wells (nei panni di se stessi) è tratto dal libro omonimo del 2017, racconto-inchiesta della giornalista Jessica Bruder. E la McDormand, disinvolta al punto di andare al bagno dentro un secchio posto al centro del suo van, prende un pò i panni di Jessica per immergersi nel vero mondo dei workamper, manodopera usa-e-getta, vera mecca per i datori di lavoro stagionali. Una squadra di loser ultra sessantenni che si spostano in lungo e in largo per gli Stati Uniti e accettano lavori senza limite di orario. Questi homeless, che hanno come casa un van, da una parte sono appunto dei perdenti, dall’altra hanno invece l’orgoglio cow boy, quello dei pionieri, single che hanno scelto quella vita vicina alla natura e lontana dall’inferno che spesso è la famiglia. Una vita minimalista la loro, essenziale, fatta di pochi oggetti (i soli che entrano in un cosiddetto vandwelling, furgone adibito ad abitazione), una vita che li fa apparire e scomparire a richiesta condividendo comuni aree di parcheggio. Lavoratori che fanno di tutto e non si lamentano: sono raccoglitori di lamponi in Vermont, di barbabietole in Minnesota, manutentori di campeggi e puliscono i bagni dei grandi magazzini e soprattutto sono la forza delle cattedrali dei CamperForce di Amazon. Da dove vengono? Dalla grande recessione di questo secolo che ha spazzato via la classe media e probabilmente diventeranno molto più numerosi nel post covid. Forti di essere lontani dalla vita piena di oggetti, questi workamper hanno la loro personalissima filosofia e quando si trovano a dormire in una vera casa con un vero letto, come capiterà alla McDormand, sono ormai a disagio. Nel film, che sarà distribuito in Italia dalla Disney, un pezzo del nostro Paese: le musiche sono di Ludovico Einaudi.


Ecco la lista completa dei premi ufficiali di Venezia 77.

La Giuria di VENEZIA 77, presieduta da Cate Blanchett e composta da Matt Dillon, Veronika Franz, Joanna Hogg, Nicola Lagioia, Christian Petzold e Ludivine Sagnier, dopo aver visionato i 18 film in competizione ha deciso di assegnare i seguenti premi:

- LEONE D’ORO per il miglior film a:

NOMADLAND di Chloé Zhao (USA)

- LEONE D’ARGENTO - Gran Premio della Giuria a:

NUEVO ORDEN (NEW ORDER) di Michel Franco (Messico, Francia)

- LEONE D’ARGENTO Premio per la migliore regia a:

Kiyoshi Kurosawa per il film SPY NO TSUMA (WIFE OF A SPY) 

(Giappone)

- PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a:

DOROGIE TOVARISCHI! (DEAR COMRADES!) di Andrei Konchalovsky

(Russia)

- PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:

Chaitanya Tamhane per il film THE DISCIPLE (India)

- COPPA VOLPI per la migliore interpretazione femminile a:

Vanessa Kirby nel film PIECES OF A WOMAN di Kornél Mundruczó

(Canada, Ungheria)

- COPPA VOLPI per la migliore interpretazione maschile a:

Pierfrancesco Favino nel film PADRENOSTRO di Claudio Noce

(Italia)

- PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore emergente a:

Rouhollah Zamani nel film KHORSHID (SUN CHILDREN) di Majid

Majidi (Iran)


LEONE DEL FUTURO - PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA «LUIGI DE

LAURENTIIS» assegnato dalla giuria presieduta da Claudio

Giovannesi e composta da Rémi Bonhomme e Dora Bouchoucha a:

LISTEN di Ana Rocha de Sousa (Regno Unito, Portogallo)


ORIZZONTI

La Giuria Orizzonti della 77. Mostra Internazionale d’Arte

Cinematografica, presieduta da da Claire Denis e composta da

Oskar Alegria, Francesca Comencini, Katriel Schory e Christine

Vachon dopo aver visionato i 19 lungometraggi e i 12

cortometraggi in concorso, assegna:

- il PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR FILM a:

DASHTE KHAMOUSH (THE WASTELAND) di Ahmad Bahrami (Iran)

- il PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE REGIA a:

Lav Diaz per il film LAHI, HAYOP (GENUS PAN) (Filippine)

- il PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ORIZZONTI a:

LISTEN di Ana Rocha de Sousa (Regno Unito, Portogallo)

- PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:

Pietro Castellitto per il film I PREDATORI (Italia)

- il PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE ATTRICE a:

Khansa Batma nel film ZANKA CONTACT di Ismaël El Iraki (Francia,

Marocco, Belgio)

- il PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR ATTORE a:

Yahya Mahayni nel film THE MAN WHO SOLD HIS SKIN di Kaouther Ben

Hania (Tunisia, Francia, Germania, Belgio, Svezia)

- PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO a:

ENTRE Té Y MILAGROS di Mariana Saffon (Colombia, USA)

- il VENICE SHORT FILM NOMINATION FOR THE EUROPEAN FILM AWARDS

2020 a:

THE SHIFT di Laura Carreira (Regno Unito, Portogallo)


VENICE VR EXPANDED

La Giuria presieduta da Céline Tricart e composta da Asif

Kapadia e Hideo Kojima dopo aver visionato i 31 progetti in

concorso, assegna:

- Il GRAN PREMIO DELLA GIURIA PER LA MIGLIORE OPERA VR

IMMERSIVA a

THE HANGMAN AT HOME - AN IMMERSIVE SINGLE USER EXPERIENCE di

Michelle e Uri Kranot (Danimarca, Francia, Canada)

- il PREMIO MIGLIORE ESPERIENZA VR IMMERSIVA a

FINDING PANDORA X di Kiira Benzing (USA)

- il PREMIO MIGLIORE STORIA VR IMMERSIVA a

SHA SI DA MING XING (KILLING A SUPERSTAR) di Fan Fan (Cina)


LEONE D’ORO ALLA CARRIERA 2020 a:

ANN HUI

TILDA SWINTON


JAEGER-LECOULTRE GLORY TO THE FILMMAKER AWARD 2020 a:

ABEL FERRARA


PREMIO CAMPARI PASSION FOR FILM a:

TERENCE BLANCHARD 




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