Pacchi viveri in cambio di voti, assemblea a Casteldaccia

Politica | 23 novembre 2017

Pacchi viveri agli indigenti in cambio di voti a Casteldaccia. Lo denuncia il Centro Pio La Torre in una lettera aperta inviata al sindaco Fabio Spatafora, al Prefetto di Palermo, alla Procura di Palermo, alla Procura di Termini Imerese e al Questore di Palermo. 

 Durante le scorse elezioni, un’associazione che si occupa di consegnare il pacco viveri alle famiglie indigenti avrebbe accompagnato tale servizio con una specifica richiesta di voto per un particolare candidato, si legge nella lettera. 

Sul tema  abbiamo incontrato  i ragazzi delle classi terze della scuola secondaria “Casteldaccia”, il dirigente scolastico Giuseppina Seidita, la referente alla legalità, Gisella Farina e gli altri docenti dell’istituto del comune omonimo in provincia di Palermo. 

Dall’incontro  è venuta una risposta positiva all’appello del Centro Studi Pio La Torre alla ribellione contro il voto di scambio. Giovedì 14 dicembre nel pomeriggio  si terrà presso la Chiesetta un analogo incontro-dibattito con gli studenti universitari, i giovani e i cittadini.

È quanto emerge dall’interesse suscitato dalla lettera aperta al sindaco e ai cittadini con la quale il Centro La Torre ha chiesto al primo di stipulare una nuova convenzione per gli aiuti alimentari ai poveri garantendone con proprio personale la distribuzione in modo trasparente. Gli aiuti alimentari non possono essere usati per acquisire consensi elettorali per una politica che genera sottosviluppo, disuguaglianza, ingiustizia sociale. È dunque una beffa, un imbroglio, un’offesa alla dignità umana che alimenta la povertà e il distacco dei cittadini dalla politica e dalle istituzioni. La corruzione e l’illegalità diffusa non sono solo reati penali, ma qualcosa di più che indebolisce la democrazia e allontana sempre più dalla partecipazione i cittadini.

L’appello alla ribellione morale e politica non riguarda solo la comunità di Casteldaccia, riguarda l’intera Sicilia, il Meridione e l’intero Paese. Infatti sono quattro milioni e settecentomila i cittadini in povertà assoluta in Italia, di cui un milione solo in Sicilia. Dal 1 dicembre le famiglie più povere con figli a carico possono richiedere il reddito d’inclusione varato dal governo nazionale. Ma la somma stanziata consentirà di accoglierne una piccola parte.

Bisognerà riproporre nuove politiche pubbliche e private di investimenti per assicurare una crescita più robusta dell’economia del nostro paese per creare nuovi posti di lavoro, la crescita dei salari, degli stipendi e della tutela dei diritti dei lavoratori. L’attuale debole incremento del PIL non è percepito dai ceti più poveri né dai ceti medi. La precarietà dell’occupazione crea insicurezza, rabbia, rancore (vedi Rapporto Censis). L’incertezza del futuro sprona i giovani più qualificati, diplomati e laureati, ad emigrare. La giornata di lotta indetta dalla Cgil sabato scorso ha giustamente evidenziato come l’obiettivo sia quello di assicurare lavoro ai giovani per garantire le pensioni attuali e quelle future e di procedere al riequilibrio distributivo della ricchezza.

In questo clima di incertezza sociale è prevedibile che assieme alla demagogia elettorale crescano le pressioni per acquisire consensi anche con il voto di scambio. D’altra parte le recenti elezioni regionali hanno evidenziato che tale fenomeno ha riguardato candidati di tutti gli schieramenti. C’è un crollo dei paletti morali accentuato dalla politica personalizzata. La richiesta del voto personale sottende facilmente lo scambio di favore rendendo così il voto non più libero. La corruzione è il brodo di coltura che favorisce la rigenerazione della mafia.

Occorre contrastare la povertà e la corruzione per rendere libero dal bisogno il voto; reinterpretare la politica come servizio per il bene comune e non affare o arricchimento personale. Il nuovo governo regionale di centrodestra e l’Assemblea regionale che si insedierà il prossimo 15 dicembre, come primo atto facciano proprio il ddl di iniziativa popolare del Comitato No Povertà composto da Centro Pio La Torre, Anci Sicilia, Cgil, Cisl, Uil, Libera, Confindustria Sicilia, Caritas, Comunità di S.Egidio, Erripa, Comitato lotta per la casa "12 luglio" e Terzo settore.

Sia finalizzato anche ad aggiungere risorse finanziarie regionali per allargare la platea dei destinatari del reddito di inclusione (con la legge nazionale potranno accedere circa cinquantamila famiglie sulle oltre duecentocinquantamila in povertà assoluta).

Siano sentiti subito dal Governo e dall’Ars le rappresentanze del mondo del lavoro, dell’impresa e del volontariato per dare slancio alle politiche sociali, e un maggiore sviluppo che agganci la Sicilia all’Europa.




 di Vito Lo Monaco

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