Per il riordino delle aziende partecipate e degli enti regionali

Economia | 12 marzo 2018

Tra i problemi che deve affrontare il neo governo regionale c’è sicuramente quello del riordino delle cosiddette aziende partecipate ed in genere delle aziende pubbliche regionali sulle quali , per altro, è stato recentemente esercitato sia pure a titolo provvisorio lo “spoils system”. Non si tratta di un problema nuovo ma storico, connesso in gran parte alla leggerezza con la quale in passato la nostra Regione, in periodi di “vacche grasse”, ha istituito aziende ed enti spesso senza una vera e propria ragione economica, al solo fine di creare, non lavoro, ma posti di lavoro.

Si tratta di un problema la cui mancata soluzione ha contribuito, con le perdite patrimoniali prodotte, all’attuale crisi finanziaria della Regione , di un problema che non può essere affrontato, come spesso si è mostrato di fare nel passato sottovalutando la situazione, con la semplice sostituzione degli amministratori o con la semplice riduzione del loro numero ma cercando di rendere finanziariamente autonome (senza perdite) le aziende partecipate e gli enti .

L’autonomia finanziaria offrirebbe infatti il vantaggio non solo di liberare la Regione dall’onere periodico di rifondere il capitale perso ma costituirebbe un indice importante del buon andamento dell’aspetto economico delle gestioni perché essendo i ricavi ed i proventi misurati normalmente da entrate monetario-creditizie ed i costi e le spese da uscite, è evidente che una prevalenza delle entrate rispetto alle uscite è spesso segno di una prevalenza dei ricavi e dei proventi sui costi e sulle spese mentre un andamento finanziario negativo, ossia una eccedenza delle uscite rispetto alle entrate, è quasi sempre sintomo di un andamento economico negativo, ossia di una eccedenza dei costi e/o delle spese rispetto ai ricavi.

Con questo non si vuole dire che per riordinare il sistema delle partecipazioni regionali sia sufficiente la verifica della situazione finanziaria, specialmente nelle aziende partecipate di produzione la verifica deve essere più profonda e riguardare soprattutto l’aspetto economico, ossia quello dei costi e ricavi da cui provengono rispettivamente gran parte delle uscite e delle entrate. Fermo restando che per la sopravvivenza e lo sviluppo delle aziende, ed anche per la salvaguardia dei posti di lavoro, è necessario accertare il rispetto dei principi dell’equilibrio economico (tra ricavi e costi) e dell’equilibrio finanziario (tra entrate ed uscite), si vuole solo dire che in una visione semplificata e di prima approssimazione si potrebbe fare un primo controllo basato sull’esame della situazione finanziaria e poi, per quelle ritenute sane, avviare un controllo di gestione vero e proprio basato sulla pianificazione strategica, i piani operativi, il budget, la contabilità, il bilancio ed il controllo a bilancio, tutto ciò non senza aver verificato la loro validità economica , l’adeguatezza della loro struttura organizzativa e del sistemi dei controlli, L’esito finale dovrebbe essere il rilancio delle aziende che si possono rilanciare, la cessione o la liquidazione di ciò che non si può rilanciare o ristrutturare.

Naturalmente per mettere mano nel settore con questi criteri occorrono convinzione e competenza . Convinzione da parte del governo regionale ed anche dell’Ars, competenza da parte di chi sarà chiamato ad analizzare le situazioni e prospettare le soluzioni . Ma per arrestare una delle cause dell’emorragia finanziaria della Regione e/o per eliminare possibili cause di cessazione delle aziende partecipate (con inevitabili effetti sull’occupazione) la via è questa, via che come si vede non è dettata da motivi ideologici ma dal buon senso e dal tipo di economia nel quale siamo inseriti.


ENTI REGIONALI: SOLO 51 SU 162 IN REGOLA CON BILANCI 

 Su 162 enti, società partecipate e organismi strumentali della 

Regione siciliana soltanto 51 sono in regola con i bilanci 

mentre per tutti gli altri la Ragioneria generale ha riscontrato 

lacune, gravi carenze di informazioni finanziarie e contabili e 

pesanti inadempienze, segnalando il «vulnus» al governo di Nello 

Musumeci. E’ quanto emerge dal bilancio consolidato per il 2016 

approvato nei giorni scorsi dalla giunta regionale. 

Dall’accertamento vengono fuori casi limite, con enti e società 

senza bilanci da diversi anni.

 di Diego Lana

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