Solidarietà alla Mare Jonio rea di aver salvato persone

Società | 19 marzo 2019

Il Centro Pio La Torre esprime la propria solidarietà e vicinanza ai migranti e ai componenti dell’equipaggio della nave Mare Jonio, battente bandiera italiana, del progetto Mediterranea. L’imbarcazione è ferma al largo delle coste di Lampedusa dopo aver soccorso 49 migranti, tra cui 12 minori, davanti alle coste libiche. La Guardia di Finanza avrebbe vietato via radio l'ingresso nelle acque territoriali alla nave, anche sulla base di una direttiva del Viminale

“I porti devono essere aperti – dichiara Vito Lo Monaco - Il Centro Pio La Torre esprime grande preoccupazione per le condizioni delle persone a bordo della Mare Jonio e ne chiede l’immediato sbarco. Salvare chi scappa dalla guerra, chi scappa dalla violenza, chi scappa dalla tortura, chi scappa dalla fame è un obbligo dal quale non possiamo tirarci indietro. Non deve ripetersi un caso Diciotti, le persone a bordo non posso essere tenute in ostaggio e i loro diritti non posso essere violati in nome della “sicurezza”.

“Chiediamo al Governo Regionale – continua Lo Monaco – una presa di posizione sulla vicenda e apprezziamo l’operato del sindaco di Lampedusa, Toto Martello, che ha dichiarato di essere pronto ad accogliere l’imbarcazione.


Fin dal suo insediamento al Viminale è partita la 'guerrà del ministro Matteo Salvini alle navi delle ong, dopo che già il suo predecessore Marco Minniti aveva avviato una stretta con 'il codice di condottà e minacciato di negare l’approdo alle navi non italiane. Già ai primi dello scorso giugno il primo caso, la Aquarius di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere, con 629 a bordo. Dopo il veto allo sbarco posto da Salvini, la nave umanitaria è stata presa in carico dalla Spagna che ne ha autorizzato lo sbarco a Valencia. A fine giugno tocca alla Lifeline, dell’omonima ong tedesca che, dopo una lunga odissea e le minacce di sequestro da parte dei ministri italiani, sbarca a Malta con 230 migranti soccorsi. A luglio la linea 'porti chiusì non risparmia la motovedetta Diciotti della Guardia costiera che prende a bordo 67 persone salvate da un mercantile.

La nave resta a lungo in mare per il divieto di Salvini, la situazione poi si sblocca - ha pressato per una soluzione anche il capo dello Stato Sergio Mattarella - con l’intervento del premier Giuseppe Conte. A fine luglio è invece la Open Arms ad essere al centro delle polemiche: il 7 agosto, dopo una settimana in mare con a bordo 87 migranti soccorsi davanti alla Libia, riceve il via libera da Madrid per approdare ad Algeciras dopo i rifiuti di Malta e Italia.

Ad agosto tiene banco un nuovo caso Diciotti. finita al centro di un braccio di ferro Italia-Malta dopo giorni al largo di Lampedusa con 177 migranti a bordo: il 22 agosto (dopo 5 giorni di navigazione e due nel porto di Catania) vengono fatti scendere 29 minori, mentre bisogna arrivare fino al 25 per lo sbarco degli altri. E’ questa la vicenda per cui viene indagato il ministro Salvini. A dicembre è ancora la Open Arms a vagare per giorni, Natale compreso, in mezzo al mare con il suo carico di salvati. Il 28 sbarcano a Algeciras dopo essere stati rifiutati da Italia, Malta e Francia. A gennaio, infine, tocca a Sea Watch 3, fatta approdare a Catania, dopo aver stazionato per giorni davanti a Siracusa in attesa dell’ok allo sbarco. 



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