Tornano a Pordenone le Giornate del cinema muto

Cultura | 11 settembre 2018

Tornano come ogni anno a Pordenone le “Giornate del Cinema Muto”, giunto alla 37.a edizione, festival unico al mondo che all’intrinseco fascino dei “silent movies” assomma quello della perfetta ricostruzione dell’atmosfera epocale con l’esecuzione di partiture originali che accompagnano tutte le proiezioni. Singoli musicisti, ensamble o intere orchestre, si alterneranno tutti i giorni nel “golfo mistico” del Teatro Verdi a partire da sabato 6 ottobre con la travolgente partitura composta da Philip Carli, che dirigerà nell'esecuzione l'Orchestra San Marco di Pordenone per accompagnare “Captain Salvation” (“La nave dei galeotti” US 1927) di John S. Robertson, interpretato dal grande attore svedese Lars Hanson, all'epoca della prima uscita accolto da recensioni entusiastiche che lo decretarono uno dei migliori film dell'anno. “Captain Salvation” costituisce – secondo la definizione del direttore del festival Jay Weissberg – "l'esempio perfetto di come anche grandi opere col tempo possano cadere nell'oblio." Il regista John S. Robertson, oggi quasi sconosciuto, fu all’epoca prediletto da Alfred Hitchcock che giudicò due dei suoi lavori – “Sentimental Tommy” e “Enchanted Cottage” – tra i suoi film preferiti di sempre nell’elenco stilato nel 1939. 

Appuntamento assolutamente da non mancare è senz’altro l’evento di mercoledì 10 ottobre, data fissata per la prima assoluta della partitura dell’udinese Valter Sivilotti, compositore affermato a livello internazionale, scritta ad hoc per “I promessi sposi” (IT 1922) di Mario Bonnard. Si tratta non della prima, ma certamente della più importante versione cinematografica del romanzo di Alessandro Manzoni, diretta da un regista fondamentale della storia del cinema italiano, oggi purtroppo (come la gran parte dei registi italiani, e non soltanto, del cinema muto) quasi dimenticato. Eppure la storia di Mario Bonnard, a cui le Giornate 2018 dedicheranno un doveroso tributo, è del tutto straordinaria. Nato come attore brillante, il prototipo del dandy all’italiana, presto dedicatosi alla regia, è stato capace di passare con uguale fortuna dal cinema muto al sonoro. Con gusto raffinato e grande professionalità ha attraversato tutti i generi cinematografici ed ha diretto nel corso della sua carriera divi come Assia Noris, Amedeo Nazzari, Aldo Fabrizi, Anna Magnani; senza dimenticare Ettore Petrolini, cha aveva fatto debuttare nel cinema. La partitura di Sivilotti per “I promessi sposi”, restaurato dalla Cineteca Italiana di Milano, sarà eseguita dalla Nuova orchestra da camera “Ferruccio Busoni” diretta dal Maestro Massimo Belli. 

Evento di chiusura delle “Giornate” – la sera di sabato 13 ottobre e, in replica, domenica 14 ottobre – sarà “Le joueur d'échecs” (“Il giocatore di scacchi”, FR 1927) di Raymond Bernard accompagnato dalla partitura originale di Henri Rabaud, allievo di Jules Massenet e vincitore del Prix de Rome, con l’esecuzione dell'Orchestra San Marco di Pordenone diretta dal Maestro Mark Fitz-Gerald. A dimostrazione dello straordinario livello artistico raggiunto dal cinema muto nella sua fase conclusiva e giustamente acclamato per le scenografie visionarie del grande architetto Robert Mallet-Stevens, il film è un'affascinante amalgama di intrighi di corte e di cinema fantastico, che non mancherà di dare un fremito agli spettatori. Ambientato nel XVIII secolo, nello splendore delle corti di Caterina II e Stanisław Poniatowski, l’opera narra un momento cruciale nella lotta per l'indipendenza polacca. Tra i molti altri film presentati nel corso della settimana, come sempre accompagnati da uno speciale commento musicale, spiccano l’ormai celebre “Assunta Spina” di Francesca Bertini e Gustavo Serena, per il quale si esibirà il duo formato dal virtuoso del mandolino Carlo Aonzo e dal compositore e chitarrista John T. La Barbera e ancora “L'Atlantide” di Jacques Feyder, accompagnato da un ensemble di musicisti algerini

Gran parte degli accompagnamenti sarà affidata, more solito, alla formidabile squadra dei musicisti del festival, un insostituibile gruppo internazionale di professionisti specializzati, capaci di esaltare al meglio – al piano e con altri strumenti – le qualità di ogni singolo film: Neil Brand, Günter Buchwald, Philip Carli, Stephen Horne, Donald Sosin, John Sweeney, Gabriel Thibaudeau, a cui nel tempo si sono aggiunti Frank Bockius, Mauro Colombis, Maud Nelissen, Daan van den Hurk. Molte le istituzioni che promuovono le “Giornate”, a partire dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, dal Comune di Pordenone, fino alla Camera di Commercio di Pordenone e alla Fondazione Friuli, con il sostegno di Crédit Agricole FriulAdria e PromoTurismo FVG.

 di Franco La Magna

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