"Corpo condiviso", a Palermo torna il Festival delle Letterature Migranti

Cultura | 3 maggio 2021
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Sarà un’edizione interamente declinata al femminile con sole autrici protagoniste dei dibattitidedicata al sentire e al sapere letterario, politico, scientifico e creativo delle donne e alla loro visione del mondo. Per la VII edizione, in programma a Palermo dal 27 al 31 ottobre, il Comitato di direzione del Festival delle Letterature Migranti ha scelto di riservare lo spazio di riflessione di FLM allo sguardo femminile, alle voci che meglio hanno saputo interpretare questo tempo difficile e la domanda di cambiamento che arriva dalla società. “Scelta radicale ma necessaria – dice Davide Camarrone, ideatore e direttore artistico del Festival -. Il programma di FLM non è mai stato solo una rassegna di novità editoriali ma ha provato ogni volta a dar vita, attraverso una selezione di testi letterari e altre forme artistiche e narrative, ad una sorta di cifrario, di canone interpretativo del Contemporaneo. La letteratura può aiutarci a comprendere ciò che accade, oltre la semplice contingenza degli eventi. Sembra di assistere al crollo di un sistema di pensiero orientato al maschile. Emerge la necessità di una profonda revisione culturale, a partire dal dibattito che in questi anni le donne hanno condotto sulle fragilità sociali, sulle restrizioni e le violenze delle quali le nostre comunità si nutrono”.

Il lead scelto per l’edizione 2021 – attorno al quale si svilupperanno le sezioni del Festival e in primo luogo quella letteraria - è "Corpo condiviso". Un tema suggerito dalla forte accelerazione temporale determinata dalla crisi pandemica, che torna a indicare la centralità del corpo in un'epoca connotata dalla smaterializzazione delle relazioni individuali. “Quasi una nemesi – dice ancora Camarrone - per una generazione che riteneva di poter sopravvivere in una bolla protetta e rinviare alla rete il dominio delle proprie esistenze. Benché la riduzione degli spostamenti fisici possa incidere positivamente sul climate change, il tema della fisicità ci accomuna: per quel che accade intorno a noi, per le conseguenze impreviste del degrado ambientale, per la nostra fragilità estrema e per il rischio di fraintendimento delle opportunità forniteci dalla tecnologia, in riferimento ai vincoli di comunità, al lavoro, alla formazione permanente, agli affetti”.

Come lo scorso anno, il Festival manterrà alcuni eventi in presenza nel rispetto delle misure di sicurezza richieste ma avrà, ancor più che nel 2020, una proiezione integrale sul web con un palinsesto di presentazioni in diretta streaming e incontri online, con una forte ramificazione su social e new media.

Tra le novità di quest’anno, la nascita della sezione Transizione digitale coordinata da Simone Arcagni, professore associato all’Università di Palermo, giornalista, divulgatore, curatore e scrittore esperto in media digitali e cultura digitale. La sezione ingloba e sostituisce la precedente dedicata esclusivamente all’audiovisivo mentre Arcagni entra a far parte del comitato di direzione del Festival insieme a Davide Camarrone (direttore di FLM e responsabile del programma letterario) ad Agata Polizzi (critica d’arte e responsabile della sezione Arti visive), Dario Oliveri (Docente di Storia della musica moderna e contemporanea all’Università di Palermo e responsabile della sezione Musica) e Giuseppe Cutino (attore e regista e responsabile della sezione Teatro).

Il Festival delle Letterature Migranti (FLM) è nato nel 2015 a Palermo, luogo simbolico e territorio aperto a costanti fenomeni di métissage ed è promosso dall’associazione Festival delle Letterature migranti per la casa delle Letterature, dal Comune e dall’Università di Palermo, in partnership con numerose istituzioni pubbliche e private. Le ultime tre edizioni hanno ricevuto la medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica. La parte centrale del programma annuale di FLM ruota intorno a 30 incontri letterari che prendono spunto da altrettanti testi e che vedono protagonisti, ogni anno, autori da tutto il mondo e altrettanti discussant: una comunità, questi ultimi, di autori, critici, docenti, esperti e giornalisti. L’intero programma di FLM è sottoposto al vaglio del comitato scientifico presieduto dal professor Ignazio E. Buttitta, docente di Antropologia culturale all’Università di Palermo.



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