Frena in Italia la lotta alla corruzione nel settore pubblico

Società | 9 febbraio 2021
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L’Italia si piazza al 52° posto nel mondo, una posizione indietro rispetto allo scorso anno, nella classifica 2020 stilata da Transparency International sul livello di corruzione percepita nel settore pubblico in 180 paesi. Pur mantenendo i 53 punti su 100 ottenuti nella scorsa edizione, il nostro paese arretra di un passo in graduatoria. Ciò che, tuttavia, costituisce un segno preoccupante è il rallentamento del trend positivo che aveva visto l’Italia guadagnare 11 punti dal 2012 al 2019. La regione con il punteggio più alto è l’Unione europea con 66/100, mentre quella con un punteggio più basso è l’Africa Sub-Sahariana con 32/100. E, infatti, si posiziona al vertice della classifica, come già da anni, la Danimarca insieme alla Nuova Zelanda con uno score di 88. Sul podio anche la Finlandia, Singapore, Svezia e Svizzera con 85 punti. Rientrano tra i primi dieci in classifica solo paesi europei quali Norvegia (84), Paesi Bassi (82), Germania e Lussemburgo (80). Chiudono la graduatoria, anche quest’anno, Somalia e Sud Sudan con 12 punti, la Siria con 14 punti, e Yemen e Venezuela con 15.

L'indice di percezione della corruzione (CPI) di quest’anno dipinge un quadro cupo dello stato della corruzione in tutto il mondo. Come lo scorso anno, più di due terzi dei paesi ottengono un punteggio inferiore a 50, poco più alto rispetto al valore medio di appena 43 su 100. Ciò denota come la maggior parte dei paesi non riesca ancora ad affrontare la corruzione in modo efficace. Dal 2012, solo 26 paesi hanno migliorato i loro punteggi CPI, tra cui Grecia, Myanmar ed Ecuador. Nello stesso arco di tempo, 22 stati hanno ridotto i loro score, come Libano, Malawi e Bosnia-Erzegovina. Quasi la metà dei paesi, invece, è rimasta ferma per quasi un decennio, senza riuscire a migliorare la propria performance nella lotta alla corruzione del settore pubblico

Che il fenomeno della corruzione incida sulla qualità della vita dei cittadini è stato ancora più evidente nella gestione della crisi globale del Covid-19. L’analisi di Transparency International mostra che livelli più elevati di corruzione sono associati a una copertura sanitaria inferiore e, quindi, a tassi di mortalità più elevati. Detto in altri termini, livelli più elevati di corruzione comportano un minor investimento nella spesa per la salute pubblica. Così, a titolo esemplificativo, la Romania si classifica costantemente come uno dei paesi più corrotti dell'Unione europea nel CPI, con un punteggio di 44. Anche le spese sanitarie del paese sono inferiori a quelle medie dell'UE. Un altro esempio del rapporto tra corruzione-copertura sanitaria-Covid-19 è quello degli Stati Uniti. Con un punteggio di 67, gli Stati Uniti raggiungono la posizione più bassa nell'indice di percezione della corruzione dal 2012. Le sfide dell'amministrazione sulla supervisione degli aiuti COVID-19 da 1.000 miliardi di dollari, cifre senza precedenti, hanno sollevato serie preoccupazioni sulla corruzione e hanno costituito un significativo allontanamento dalle norme democratiche di vecchia data. Proprio il rapporto tra corruzione e democrazia viene messo in luce da Transparency International: lo studio realizzato mostra che la corruzione continua a minare la democrazia, anche e soprattutto in tempi di crisi pandemia. I paesi con livelli più elevati di corruzione tendono, infatti, ad essere i peggiori autori di violazioni della democrazia e dello stato di diritto durante la gestione della emergenza COVID-19.

Come si sottolinea nel report, il COVID-19 non è solo una crisi sanitaria ed economica, ma anche una crisi di corruzione con innumerevoli vite perse a causa degli effetti insidiosi della corruzione che minacciano una risposta globale equa. La gestione all’emergenza pandemica ha rivelato enormi crepe nei sistemi sanitari e nelle istituzioni democratiche, denunciando che chi è al potere spesso persegue i propri interessi. Per garantire che le risorse raggiungano i più bisognosi, senza essere disperse nei circuiti della corruzione, le autorità anticorruzione devono disporre di fondi, risorse e autonomia sufficienti per compiere il proprio lavoro.

 di Alida Federico

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