Comunicati stampa

Beni confiscati, il governo vari l'albo dei manager
giovedì 24 settembre 2015

"La maggioranza di coloro che nello Stato, nella politica, nell'economia, nella società civile, praticano l'antimafia senza pennacchi e campanili, mirando solo a sciogliere il triste nodo mafia-affari-politica, non deve sentirsi intimidire dalla giusta riprovazione e condanna per l'antimafia di facciata e retorica dei soliti professionisti - dichiara Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre".
"Apprezziamo in tal senso il processo di ristrutturazione dell’Ufficio di misure di prevenzione avviato dal Tribunale di Palermo e la serietà con cui la Procura di Caltanissetta sta procedendo seriamente e in silenzio all’indagine sulla gestione delle misure di prevenzione patrimoniale a Palermo.

Occorre una forte mobilitazione perché il Governo nazionale: attivi l’Albo nazionale degli amministratori giudiziari, istituito sin dal 2010 e ancora non  attuato; prescriva rigidi criteri di trasparenza, di rotazione, per evitare l’ accumulo ingiustificato d’incarichi e le incompatibilità familiari e di interessi degli amministratori giudiziari; ampli l’albo alle nuove professionalità formate dalle università italiane; consenta la calendarizzazione per l’approvazione in Parlamento del testo di legge unificato su quello di iniziativa popolare sulla tutela del lavoro e della gestione dei beni confiscati; recepisca finalmente le direttive comunitarie del 2003 e del 2006 sui beni confiscati; modifichi il codice antimafia come chiesto sin dall’inizio affinché nelle misure patrimoniali per i beni sequestrati ai mafiosi non si usino le norme del comune diritto fallimentare; escluda dal direttivo dell’Agenzia dei beni confiscati le rappresentanze che possano sollevare dubbi di conflitti di interesse.

Il governo regionale e la maggioranza procedano all’attuazione della spesa dei fondi europei, attivino politiche attive di crescita e di lotta alla povertà come sollecitato dal ddl di iniziativa popolare, cessino ogni manovra che allontana i siciliani dallo statuto autonomo.

L’unica azione antimafia seria è quella di assicurare crescita, economia e lavoro, trasparenza e buon finanziamento degli apparati amministrativi".


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