Integrazione, un alunno su dieci arriva da oltre confine

Cultura | 15 luglio 2019

Nell’anno scolastico 2017/2018- secondo il rapporto “Gli alunni con cittadinanza non italiana” elaborato dal MIUR- le scuole ricadenti dentro il territorio nazionale hanno accolto complessivamente 8.664.000 studenti di cui circa 842.000 con cittadinanza non italiana. Rispetto al precedente anno scolastico la popolazione è diminuita di oltre 77 mila unità, pari allo 0,9%. Gli studenti con cittadinanza italiana hanno registrato una flessione di 93mila unità a fronte di una crescita di quasi 16mila studenti con cittadinanza non italiana.

I dati di trend, tuttavia, mettono in luce che la presenza di questi ultimi tende a stabilizzarsi. Nel decennio 2008/2009- 2017/2018 gli studenti stranieri sono complessivamente aumentati del 33,7% un ritmo di crescita assai lontano da quello verificatosi nel decennio precedente che aveva raggiunto il picco di oltre il 500%. Alla scuola dell’infanzia la scolarità degli studenti con cittadinanza non italiana è nettamente inferiore a quella degli italiani.

Tra i 3 e i 5 anni i bambini con cittadinanza non italiana presenti nelle scuole rappresentano il 79% (77% nel 2016/2017) di quelli con cittadinanza non italiana residenti in Italia, mentre il dato raggiunge il 94% per i bambini italiani. Le differenze di genere mostrano che sono più i bambini che le bambine a frequentare la scuola dell’infanzia (80% contro 78%), laddove negli altri gradi di istruzione il livello di scolarità delle studentesse è sempre superiore a quello degli studenti. Una circostanza che mette in luce anche le motivazioni culturali e familiari che svantaggiano le bambine rispetto ai bambini. A determinare la crescita complessiva di 15.628 mila studenti con cittadinanza non italiana sono degli andamenti piuttosto differenti nei vari gradi di istruzione. Nello specifico, nella scuola dell’infanzia l’aumento dei bambini di origine migratoria è stato di sole 295 unità, mentre la scuola primaria rimane il settore che assorbe il maggior numero di studenti con cittadinanza non italiana.

Nell’a.s. 2017/2018, infatti, ha registrato un aumento di quasi 5.700 studenti (+1,9%). Nell’a.s. 1995/1996 frequentavano la scuola primaria il 47,7% degli studenti con cittadinanza non italiana; nel 2008/2009 la percentuale è scesa al 37,2% per arrivare al 36,6% nell’a.s. 2017/2018. I quasi 308.000 bambini con cittadinanza non italiana che attualmente frequentano la scuola primaria costituiscono, tuttavia, l’11,2% del totale degli alunni di questo ordine di scuola, percentuale più elevata tra i diversi gradi di istruzione. Nella scuola secondaria di I grado si verifica l’aumento più consistente di studenti, pari a 6.329 unità. La tendenza alla crescita è in continuità con l’anno precedente, dopo un triennio di costante diminuzione. Nell’a.s. 2017/2018 gli studenti con cittadinanza non italiana presenti nella scuola secondaria di II grado sono circa 195.000 unità, con un aumento dell’1,7% (+3.308) rispetto l’anno precedente. La scuola secondaria di secondo grado si può considerare il settore relativamente più dinamico per quel che riguarda l’immissione di studenti con cittadinanza non italiana.

Posto uguale a 100 il numero di studenti con cittadinanza non italiana rilevato nei diversi ordini di scuola nel decennio 2008/2009 - 2017/2018 gli studenti sono cresciuti del 32% nella scuola dell’infanzia, del 31% nella scuola primaria, del 24% nella scuola secondaria di I grado, del 50% negli istituti secondari di II grado. Prendendo in esame i dati a livello regionale si rileva come la distribuzione territoriale degli studenti con cittadinanza non italiana rifletta l’insediamento dei nuclei familiari nei contesti locali/regionali caratterizzati da condizioni di mercato del lavoro più favorevoli.

La Lombardia è la regione con il più alto numero di studenti con cittadinanza non italiana (213.153), circa un quarto del totale presente in Italia (25,3%), laddove la regione assorbe il 15,1% degli studenti con cittadinanza italiana. Negli ultimi tre anni la regione ha registrato un aumento di oltre 9.000 studenti stranieri a fronte di un calo di oltre 11 mila studenti italiani. Viceversa, nelle scuole della regione Campania sono iscritti appena il 3% del totale studenti con cittadinanza non italiana, a fronte del 12,1% di studenti con cittadinanza italiana. Le altre regioni con il maggior numero di studenti stranieri sono l’Emilia Romagna, Veneto, Lazio e Piemonte che ne assorbono una quota compresa all’incirca tra il 9% e il 12%. La regione nella quale gli studenti con cittadinanza non italiana più incidono nel contesto scolastico locale è l’Emilia Romagna dove oltre il 16% degli studenti non ha la cittadinanza italiana.

Segue la Lombardia con il 15,1%, al terzo e al quarto posto si collocano la Toscana (13,8%) e l’Umbria (13,7%) seguite dal Veneto (13,3%) e Piemonte (13,2%). In pratica per ogni 5 studenti italiani uno è straniero. Nell’ambito delle regioni meridionali l’incidenza degli studenti con cittadinanza non italiana è ovunque inferiore alla media nazionale del 9,7%. A livello provinciale si osserva che le prime 10 province con il maggior numero di studenti con cittadinanza non italiana assorbono da sole il 41,4% del totale. Prima in graduatoria è la provincia di Milano con 88.957 studenti (+3.838 rispetto al 2016/2017), seguita da Roma con 62.328 e Torino con 39.342 presenze. Tra le altre province figurano Brescia (32.950 studenti), Bergamo (25.435), Firenze (22.034), due province dell’Emilia Romagna (Bologna 21.531 e Modena 18.326) e due del Veneto (Verona 19.946 e Treviso 17.971). Anche in questo caso il quadro si modifica quando si considera l’incidenza degli studenti con cittadinanza non italiana in rapporto alla popolazione scolastica locale.

Infatti, la graduatoria delle province vede al primo posto la provincia di Prato dove, complessivamente, gli alunni senza cittadinanza italiana rappresentano il 26,1% del totale; seguono le province di Piacenza (22,2%), Mantova (18,4%), Cremona , Brescia, Asti, Parma (17,8%). La maggior parte degli studenti con cittadinanza non italiana si concentra nei comuni settentrionali e nell'Italia centrale, in particolare nei comuni situati nella dorsale appenninica e in specifiche aree del litorale tirrenico. La costante crescita degli studenti nati in Italia da genitori emigrati nel nostro paese caratterizza l’evolversi della presenza degli studenti con background migratorio. Nel quinquennio 2013/2014 - 2017/2018 questo gruppo di studenti è passato da circa 415 mila unità a 531 mila con un incremento di quasi 116 mila unità (+28% circa). Nell’ultimo anno la crescita è stata di oltre 28 mila unità (+5,7%). Sul totale degli studenti con cittadinanza non italiana la quota dei nati in Italia supera il 63% mentre in rapporto al totale degli studenti rappresenta il 6,1 % (era 4,7% nel 2013/2014).

Nei diversi ordini di scuola, la proporzione dei nati in Italia sul totale degli studenti stranieri è dell’84,4% nella scuola dell'infanzia, del 75,2% nella primaria e raggiunge il 56,7% nella scuola secondaria di primo grado. Nella scuola secondaria di secondo grado gli studenti con cittadinanza non italiana nati in Italia sono ancora una minoranza (31,8%). Nell’a.s. 2017/2018 gli studenti italiani e gli studenti con cittadinanza non italiana nati all’estero sono diminuiti, nel confronto con l’anno scolastico precedente rispettivamente di 93mila e quasi 13mila unità. Anche tra le seconde generazioni vi sono, tuttavia, dei segnali di una tendenza alla contrazione, in particolare tra i bambini nell’età dell’infanzia. L’aumento rilevato di 28.500 unità deriva, infatti, da un aumento di 29.825 studenti nella scuola primaria e secondaria di I e II grado a fronte di un calo di quasi 1.600 bambini nella scuola dell’infanzia. In effetti, è rilevabile che dall’a.s. 2014/2015 il contingente dei bambini con cittadinanza non italiana nati Italia presenti nella scuola dell’infanzia tende a diminuire, così come accade per i bambini italiani e per quelli nati all’estero.


Melania Federico



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