Le mafie sono meno visibili ma più radicate sul territorio

Società | 29 aprile 2020

Anche quest’anno eccoci al consueto appuntamento dedicato alla rilevazione della percezione del fenomeno mafioso da parte dei giovani studenti frequentanti alcuni Istituti di scuole medie superiori distribuiti su tutto il territorio nazionale, che hanno aderito al progetto di educazione alla legalità da diversi anni promosso dal Centro Pio La Torre. Occorre tenere presente, in sede di analisi dei dati, che il campione, ogni anno sempre più numeroso, non può essere considerato rappresentativo in termini statistici in quanto per la sua individuazione non è stata utilizzata la tecnica del campionamento probabilistico ma rappresenta l’espressione di una scelta autonoma di alcuni studenti e docenti che, sensibili alle tematiche sulla legalità, hanno volontariamente aderito alle finalità del progetto.

Le occasioni di riflessione che emergono dalle risposte al questionario somministrato ai giovani partecipanti sono davvero numerose. Come per gli scorsi anni si proverà ad analizzare, attraverso l’ausilio di serie storiche1, le domande ritenute, da chi scrive, più significative tra quelle sottoposte all’indagine conoscitiva.

Il primo grafico che si desidera osservare è il n. 14: “Quanto pensi sia diffusa la mafia nella tua regione?”, dove il 22,67% dei rispondenti dichiara molto, il 54,93% abbastanza, il 20,93% poco e il restante 1,47% per nulla. Un’istantanea che, in linea con gli scorsi anni, conferma una percentuale significativa di chi ritiene l’ingerenza mafiosa ancora molto diffusa su tutto il territorio italiano. Tuttavia, gli stessi dati, se osservati longitudinalmente, registrano un trend discendente, per tutti gli anni osservati, rispetto alla risposta molto, costante dal 2015 rispetto a chi ha risposto abbastanza, in crescita per la risposta poco e invariato per la risposta per nulla. Un tendenza che, in parte, potrebbe essere dovuta agli effetti prodotti dal rafforzamento nel tessuto sociale della cultura della legalità con conseguente perdita di consenso da parte delle organizzazioni mafiose e in parte dalla strategia della sommersione scelta dalla mafia nell’ultimo ventennio per cercare di ridurre sia l’attenzione dell’opinione pubblica sia l’azione repressiva dello Stato e delle forze dell’ordine. Una strategia che Cosa Nostra siciliana ha adottato dopo l’arresto del capo dei capi Salvatore Riina, dal suo successore il boss Bernardo Provenzano. Da diverse risultanze investigative è emerso che alla morte dei due capi mafia storici e con i loro successori in buona parte detenuti in regime di carcere duro con diversi ergastoli da scontare, Cosa Nostra sia attualmente guidata da giovani reggenti ritenuti non particolarmente abili/affidabili e all’affannosa ricerca di una nuova leadership in grado di rilanciare l’organizzazione criminale.

Il grafico n. 15: “Come valuti le tue attuali conoscenze del fenomeno mafioso?”, in linea con gli anni precedenti, mostra che soltanto il 5,67% dei rispondenti ritiene di avere un’ottima conoscenza del fenomeno, il 62,13% la reputa appena sufficientemente, ben il 30,52% risponde scarse e l’1,69% nulle. Se ne desume che una percentuale significativa degli intervistati ha sì avuto modo di accostarsi a tali tematiche senza, tuttavia, riuscire ad approfondirle. Lo sviluppo della cultura della legalità resta il primo presidio contro ogni forma di ricatto mafioso, da qui la necessità di continuare a educare i giovani attraverso percorsi di legalità. A questo proposito, le risposte al quesito rappresentato nel grafico n. 16: “Con chi discuti maggiormente di mafia”, conferma la scuola con il 62,51% il luogo in maggior misura deputato ad affrontate tali tematiche e gli insegnanti le figure preposte a svolgere questo importantissimo compito, segue l’impegno della famiglia (32,04%), mentre continua rimanere su valori scarsamente rappresentativi il confronto critico fuori dalla scuola con amici o conoscenti (19,62%) e a scuola con i compagni (17,38%). Il 9,75% dichiara di non parlarne mai con nessuno. Rispetto al momento in cui i giovani si accostano a percorsi di educazione alla legalità, presupposto essenziale nel processo di formazione di futuri cittadini, il grafico n. 17: “Escludendo l’anno in corso, durante la tua intera vita scolastica hai partecipato ad attività di educazione antimafia?” indica che tali iniziative sono maggiormente implementate nelle scuole medie inferiori con il 66,98%, seguono le scuole superiori con il 63,49%, mentre si confermano fanalino di coda con il 37,28% le classi delle elementari.

Passando all’annosa questione delle possibili commistioni tra mafia e politica, graficamente rappresentate nella tabella n. 26: “A tuo parere, quanto è forte il rapporto tra fenomeno mafioso e mondo della politica?”, i giovani intervistati hanno ritenuto tale commistione molto forte per il 33,13%, abbastanza forte per il 54,44%, debole per il 6,81%, inesistente per l’1,04% e non so per il 4,58%. Dati che confermano quanto sostenuto dallo stesso Pio La Torre “La mafia è un fenomeno afferente alla classe dirigente del Paese”, intendendo con queste parole la forte commistione fra le organizzazioni mafiose e alcuni segmenti della politica e del mondo economico/produttivo. Un rapporto oggi forte più che mai e che, certamente, non aiuta i giovani a porsi con fiducia nei confronti del futuro. In un contesto dove a farla da padrone è un sistema clientelare radicato in tutti i settori della vita del Pese partendo dall’aggiudicazione degli appalti pubblici fino ad arrivare all’acceso al mondo del lavoro (nomine pilotate, concorsi truccati ecc..) che, anche quando non distorto dall’ingerenza mafiosa, comunque, spesso non premia il merito, non può non sorprendere lo scoramento dei giovani intervistati emerso dal grafico n. 29: Ritieni che la presenza della mafia possa ostacolarti nella costruzione del tuo futuro?”, dove, in linea con l’andamento degli anni precedenti, il 27,08 % ha risposto sì, molto, il 31,66% sì, poco, solo il 19,95% no, per niente e il 21,31% non so.

Rispetto al quesito rappresentato nel grafico n. 32: “A tuo avviso, tra lo Stato e la mafia chi è più forte?”, si registra un leggero ma costante trend crescente, per tutti gli anni osservati, del numero di risposte lo Stato con il 20,6%, un trend decrescente della risposta la mafia (37,71%) e una certa costanza negli anni della risposta sono ugualmente forti (26,59%). Anche se nel complesso l’andamento nel tempo fa registrare una crescente fiducia nelle Istituzioni, resta il dato che il divario fra chi ritiene che non si faccia a sufficienza per sconfiggere la mafia rispetto a chi da credito all’azione repressiva dello Stato (17,11%), continua a essere molto significativo. Una sconfortante rappresentazione della realtà che trova un’ulteriore conferma nelle risposte al grafico n. 47: “Secondo te, il fenomeno mafioso potrà essere definitivamente sconfitto?”, dove ben il 43,38% degli intervistati ha risposto no, solo il 25,56% ha risposto e non so il 31,06%, opinioni che rivelano tanta disillusione e un’idea di mafia ineluttabilmente invincibile, nonostante nell’ultimo ventennio le forze dell’ordine e la magistratura abbiano ottenuto risultati davvero ragguardevoli nella lotta alla mafia in termini di arresti, condanne, sequestri e confische di ingenti patrimoni illeciti che, al contrario, fanno ben sperare in un futuro affrancamento dal giogo mafioso. È auspicabile che questi importanti successi non vengano vanificati da scelte dettate dalla necessità di contenere la diffusione del virus Covid-19 nelle carceri, a seguito dell’emergenza sanitaria che stiamo attraversando nelle ultime settimane. Il decreto “Cura Italia” (decreto legge del 17 marzo 2020 n. 18, art. 123), nel quale si prevede la detenzione domiciliare e pene differite per i detenuti affetti da patologie gravi e/o condannati a una pena detentiva non superiore ai diciotto mesi, anche se costituente parte residua di maggior pena, non specifica, fra i motivi ostativi all’applicazione della misura (art. 123, comma 1 del decreto), chi si trovi in regime di 41 bis. L’indiscriminata equiparazione al regime carcerario ordinario potrebbe, pertanto, permettere a numerosi esponenti mafiosi di ritornare a occupare posizioni di comando anche in quei mandamenti al momento allo sbando e gestire gli affari illeciti comodamente dal proprio domicilio. I primi a ottenere i domiciliari perché considerati esposti al rischio per motivi di salute, sono stati i boss Francesco Bonura affiliato a Cosa Nostra siciliana, Vincenzino Iannazzo esponente della ‘ndrangheta calabrese e Pasquale Zagaria del clan dei Casalesi. Il timore di una vera e propria emorragia dalle carceri ha suscitato non poca preoccupazione di diversi procuratori e magistrati, allarmati che in un momento di crisi come quello attuale, in cui in Italia ci saranno da gestire parecchi milioni di euro per fronteggiare l’emergenza coronavirus, esponenti mafiosi potenti e capaci possano tornare in libertà e poterne approfittare.

Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, dal canto suo, ha assicurato che: “… tutte le leggi approvate da questa maggioranza e riconducibili a questo Governo sanciscono ESPLICITAMENTE l'esclusione dei condannati per mafia (ma anche di qualsiasi reato grave) da tutti i c.d. benefici penitenziari” e che in merito ai suddetti provvedimenti ha già disposto accertamenti.

Fiduciosi nel vigile controllo di tutti gli organi competenti sulla corretta applicazione del decreto legge, auspichiamo non si creino le condizioni per pericolosi boss mafiosi di ritornare in libertà a gestire vantaggiosi affari o compiere vendette e ritorsioni nei confronti di chi si è esposto per garantirne la cattura e che è dovere dello Stato tutelare.




1 Una serie storica, o temporale, è la registrazione delle manifestazioni di un fenomeno attraverso il tempo”, M. Fraire e A. Rizzi, Statistica, Roma, Carocci, 1999, p. 445.


QUESTIONARIO DATI IN %




























V14) Quanto pensi sia diffusa la mafia nella tua regione? 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020




























Molto n.d. 39,69 40,26 38,04 32,26 35,88 27,64 32,59 28,57 29,3 25,64 22,67




























Abbastanza n.d. 40,57 44,18 47,13 50,48 51,36 56,14 50,37 55,16 54,19 55,77 54,93




























Poco n.d. 15,08 14,62 11,92 16,25 12,33 15,36 15,21 15,04 15,14 17,12 20,93




























Per nulla n.d. 1,92 0,94 2,91 1,01 0,43 0,86 1,83 1,23 1,38 1,47 1,47




























Non so n.d. 2,74 n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d.

































































V15) Come valuti le tue attuali conoscenze sul fenomeno mafioso? 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020




























Nulle 2,08 1,35 1,1 3,48 1,07 1,53 2,11 1,44 2,52 1,93 3,12 1,69




























Scarse 15,04 22,51 25,32 22,21 29,88 30,7 26,58 29,42 28,28 24,77 26,75 30,52




























Sufficienti 67,97 65,31 64,09 62,88 64,29 62,24 64,4 64,09 63,28 65,99 63,23 62,13




























Ottime 12,06 8,66 6,62 8,02 4,76 5,53 6,91 5,05 5,92 7,31 6,91 5,67




























Non so 2,85 2,17 2,86 3,41 n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d.

































































V16)  Con chi discuti maggiormente di mafia 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020




























A scuola con i compagni 50,55 25,15 23,91 23,49 21,49 21,51 21,98 20,16 18,44 18,56 15,83 17,38




























A scuola con i docenti 63 53,29 55,27 57,7 66,13 62,84 67,37 62,65 55,42 56,55 59,85 62,51




























Fuori dalla scuola con amici o conoscenti 55,48 23,7 24,7 21,01 23,21 26,02 23,9 20,31 25,01 22,41 20,06 19,62




























In famiglia n.d. 42,27 39,67 37,12 32,92 34,78 28,89 29,32 30,15 28,2 31,45 32,04




























Nessuno 7,05 7,9 8,27 8,8 6,96 5,44 6,05 6,64 9,35 7,71 7,94 9,75

































































V17) Escludendo l’anno in corso, durante la tua intera vita scolastica hai partecipato ad attività di educazione antimafia? 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020




























Scuola elementare: SI 24,72 23,95 20,46 27,75 16,55 26,96 27,93 26,25 29,21 37,28 36,81 37,28




























Scuola elementare: NO 75,23 75,98 79,46 72,25 83,45 73,04 72,07 68,8 67,16 55,21 57,42 61,14






































































Scuola media inferiore: SI 57,05 47,53 49,67 55,36 48,81 59,35 58,64 56,81 58,25 60,32 63,56 66,98




























Scuola media inferiore: NO 42,95 52,47 50,29 44,64 51,19 40,65 41,36 38,24 38,14 32,17 30,68 31,44






































































Scuola secondaria superiore: SI 61,21 58,67 59,15 66,71 69,88 66,75 72,84 68 62,47 65,87 60,84 63,49




























Scuola secondaria superiore: NO 38,7 41,33 40,81 33,29 30,12 33,25 27,16 27,04 33,9 26,62 33,39 34,93






































































































V26) A tuo parere, quanto è forte il rapporto tra fenomeno mafioso e mondo della politica? 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020




























Molto forte n.d. 55,37 52,96 51,38 50,89 53,06 50,1 47,89 41,18 39,95 38,46 33,13




























Abbastanza forte n.d. 40,2 42,53 39,39 43,63 42,18 43,28 45,72 48,72 49,94 51,4 54,44




























Debole n.d. 3,43 3,88 6,6 2,98 2,21 3,36 3,32 4,27 4,68 5,03 6,81




























Inesistente n.d. 1,01 0,63 2,63 0,36 0,77 0,19 0,99 1,16 1,06 0,7 1,04




























Non so n.d. n.d. n.d. n.d. 2,14 1,79 3,07 2,08 4,66 4,36 4,41 4,58

































































V29) Ritieni che la presenza della mafia possa ostacolarti nella costruzione del tuo futuro? 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020




























Si, molto 35,68 36,67 38,42 41,87 42,38 45,15 36,56 36,75 32,32 30,24 30,42 27,08




























Si, poco 27,82 25,34 25,48 24,56 26,73 27,47 27,93 28,03 28,24 29,89 30,2 31,66




























No, per niente 21,67 20,62 17,91 17,32 12,92 12,07 17,37 18,47 18,99 18,8 20,32 19,95




























Non so 14,83 17,37 18,19 16,25 17,98 15,31 18,14 16,74 20,45 21,08 19,07 21,31

































































V32) A tuo avviso, tra lo Stato e la mafia chi è più forte? 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020




























Lo Stato 14,23 14,42 12,78 14,27 13,15 11,73 10,46 13,92 13,49 17,58 18,55 20,6




























La mafia 53,95 54,99 53,74 49,4 49,35 53,32 52,69 48,04 47,27 43,33 42,36 37,71




























Sono ugualmente forti 22,6 22,85 25,32 26,69 28,15 26,45 27,83 27,24 27,86 26,07 24,1 26,59




























Non so 9,22 7,74 8,15 9,65 9,35 8,5 9,02 10,8 11,39 13,02 14,99 15,1






































































































V 47) Secondo te, il fenomeno mafioso potrà essere definitivamente sconfitto? 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020




























Si 37,85 26,22 26,03 23,7 29,17 23,55 30,13 31,5 29,8 25,87 25,79 25,56




























No 32,5 41,45 40,1 37,19 45,06 47,19 43,47 39,57 42,35 42,51 44,67 43,38




























Non so 29,65 32,33 33,87 39,11 25,77 29,25 26,39 28,93 27,86 31,62 29,5 31,06




























































































































































































































































































 di Raffaella Milia

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