Rubrica
Navalny, vita e morte dell'oppositore di un tiranno
La “putinite”, la sindrome mortale che uccide gli oppositori di Vladimir Putin, colpisce ancora. E al più alto livello. È morto Alexei Navalny, avvocato, dissidente, blogger, il principale oppositore del bellicoso tiranno di Mosca.Pino Scorciapino
Il canto della Casbah evoca la storia di Mazara che parla la lingua Sabir
Franco Garufi
Il perdono strumento di crescita, convegno al Gonzaga
Il tema del perdono sarà al centro di una giornata di studio che si terrà il 16 febbraio, a partire dalle 16, al campus Gonzaga di Palermo. Nell’incontro sono coinvolte le figure professionali che si occupano di formazione permanente nel campo della salute e della scuola.Angelo Meli, il siciliano che viveva in fretta
Giuseppe Martorana
Integrazione e promozione della cittadinanza attiva tra i giovani
Alida Federico
La trattativa ci fu ma “a fin di bene”
Nino Di Matteo e Saverio Lodato hanno scritto un libro dal titolo “Il colpo di spugna”, sottotitolo “Trattativa Stato-Mafia, Il processo che non si doveva fare”, edito da “Fuoriscena”. Il libro costituisce un prezioso documento che testimonia non solo le fasi del processo nei suoi tre gradi di giudizio, ma anche – cosa molto rilevante – tutto quanto è avvenuto fuori dal processo.Elio Collovà
Cittadinanza attiva strumento di inclusione per tanti giovani
Gilda Sciortino
Mario Francese, il cronista col taccuino scomodo testimone antimafia
Franco Nicastro
Il Giorno della civetta, la mafia e la Sicilia negli anni Cinquanta
La corruzione in Italia, una pratica indisturbata tra riforme e controriforme
Alberto Vannucci
Disuguaglianze, le fortune dei super ricchi spinte dalle nuove povertà
Scenari inquietanti nel rapporto Oxfam | Pino Scorciapino
Abuso d’ufficio, l’abrogazione che non fa bene alla giustizia
La Commissione giustizia del Senato, presieduta da Giulia Bongiorno, ha votato l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, regolato dall’articolo 323 del codice penale. Lo ha fatto con buona pace per gli amministratori pubblici – a cominciare dai sindaci – che finalmente potranno adesso firmare gli atti amministrativi, anche quelli più temerari o bordeline, senza dover temere che qualche procuratore della Repubblica, eccessivamente attento, li metta sotto accusa.Elio Collovà