Rubrica
I ragazzi ripudiano la mafia ma cresce la sfiducia verso le classi dirigenti e la politica
I risultati della 16ma indagine sulla percezione del fenomeno mafioso promossa dal Centro Studi Pio la Torre: "Le cosche sono più forti dello Stato". Gli studenti hanno grande fiducia nei confronti dei loro insegnanti grazie ai quali hanno appreso che cosa siano la mafia, la legalità e la Costituzione Italiana, ma anche nei magistrati e nelle forze dell’ordine le cui azioni di contrasto antimafia, anticorruzione e antiviolenza diventano esempio da seguireMattarella: l'esempio civile di La Torre e Di Salvo per i giovani
Gilda Sciortino
Migranti e cittadini attivi, l'importanza di promuovere la comunità
Alida Federico
Cracolici: “Dobbiamo ridare fiducia ai giovani e isolare i boss”
"Credimi tuo Sebastiano", le lettere che addolcirono la Grande guerra
Franco Garufi
La memoria degli ebrei sepolta e poi rivelata sotto l'Etna
Concetto Prestifilippo
Partigiani, cittadini e tanti giovani in marcia per la Festa della Liberazione
Palermo, i ragazzi puliscono la lapide di Pio La Torre
Collesano, dalla terra confiscata ai boss nasce l'olio Tresanti
Dal bandito Giuliano alla stagione delle stragi, gli ambigui rapporti tra mafia e servizi segreti
Cosa nostra, certe componenti dell'intelligence e destra eversiva hanno spesso viaggiato a braccetto. Lo hanno testimoniato diversi collaboratori di giustizia ma anche boss di prima grandezza. La partecipazione dei clan ad alcune delle vicende tragiche e ancora oscure che hanno scosso da sempre gli equilibri interni del nostro Paese è stata tale da indurre alcuni studiosi a definirla come una sorta di gladio siciliana.Giuseppe Martorana
Sulla destinazione delle aziende mafiose
Nelle imprese vicine ai clan sottoposte a sequestro e confisca da parte della magistratura, si rileva un’ampia eterogeneità per quanto attiene alla determinazione del loro valore.Elio Collovà