Cultura · 19 dicembre 2020
Cinema e giornalismo, l'amore svelato da Ivan Scinardo
Come un amore travagliato. Il difficile ma intenso rapporto tra cinema e giornalismo, la celebrazione dei giornalisti nel cinema. Dal celeberrimo Quarto
Potere al più recente The Post, sino a Tutti gli uomini del
presidente ma anche Hugh Grant che si finge inviato della rivista
Cavalli e segugi per poter parlare con la sua potenziale amata.
Ivan Scinardo svela buona parte dei segreti che hanno contribuito a
tenere attaccati gli spettatori al grande schermo. Il saggio «Cinema
e giornalismo», pubblicato da 40due edizioni con una bella
prefazione di Pietrangelo Buttafuoco, è frutto di un lungo e
complesso lavoro che l’autore ha svolto, grazie al suo percorso
professionale: quello di giornalista professionista e di Direttore
della sede siciliana, specializzata nel documentario, della più
importante e antica scuola di cinema al mondo, il Centro Sperimentale
di Cinematografia. Oltre 3 anni di ricerche, raccolta dati,
osservazione, visioni di film, incontri con i giornalisti. L’Ordine dei giornalisti di Sicilia ha inserito il cinegiornalismo
fra i moduli della formazione obbligatoria degli iscritti.
Il saggio critico di Ivan Scinardo, accompagna il lettore sulla soglia
della vetrina in cui si specchia il vero e il verosimile dello
spirito del tempo – scrive Buttafuoco -. Innumerevoli pellicole
hanno celebrato o solo descritto, al cinema, figure di giornalisti
nelle loro più varie tipologie”. E ancora: “Eroi o codardi,
cinici o idealisti, pronti a tutto, pur di far trionfare la loro
verità o, disponibili, a vendersi al migliore offerente. Sono quasi
sempre figure maschili che per tutto il secolo scorso hanno
interpretato tutte le mansioni nella gerarchia della carta stampata,
semplici redattori o direttori, freelance o inviati speciali, perfino
investigatori capaci di sostituirsi, con successo, nel giornalismo
d’inchiesta, alle forze dell’or dine – continua Buttafuoco - .
Del resto il crinale tra racconto, giornalismo ed investigazione
rischia di essere estremamente sottile e spesso i giornalisti hanno
pagato sulla loro stessa pelle la coerenza della loro professione e
il cinema ha saputo immortalare figure indimenticabili in questo
senso”.
Questo libro rappresenta una vera e propria bussola per chi vuole conoscere il vasto panorama di film che, in un secolo di storia, hanno visto protagonisti
giornalisti, editori, comunicatori in genere. 250 titoli,
costituiscono la filmografia di riferimento, con la citazione di
oltre 800 nomi di registi, attori, sceneggiatori, giornalisti. E
film, tantissimi film, analizzati anche durante gli incontri con i
colleghi che hanno seguito le lezioni di cinegiornalismo. Rimangono
da censire tanti film minori e chissà potrebbero trovare posto in
una prosecuzione di questo lavoro. Le schede illustrate privilegiano
un taglio narrativo scarno che non ha l’ambizione di essere critica
giornalistica, ma una sorta di “esca” per chi ama il cinema e il
giornalismo di riferimento e non solo.