Società · 28 ottobre 2026

Un’Italia diversa senza i delitti politici degli anni Ottanta

Un’Italia diversa senza i delitti politici degli anni Ottanta

«Forse, se quel 6 gennaio del 1980 Piersanti Mattarella non fosse morto, oggi il nostro Paese sarebbe diverso. Forse sarebbe un Paese più libero. Forse sarebbe un Paese più giusto, più equo». Se lo chiede, portando la riflessione davanti a una platea di giovani collegati da diverse regioni italiane, Gorgia Furlan, la regista del docufilm ''Magma'', al centro della conferenza che ha dato il via alla ventunesima edizione del Progetto Educativo Antimafia, promosso dal Centro Studi Pio La Torre, con la prima conferenza dal titolo “I delitti politici degli anni Ottanta''.
«Era una storia da raccontare. In più - dice la regista - è un mistero che ci racconta una parte rimasta oscura. La stessa dottoressa Maria Trizzino, ex capa di gabinetto di Piersanti Mattarella, ci dice che, nella mente del presidente della Regione Siciliana, c'era la sensazione che qualcosa stesse accadendo e che ci fosse un rischio per la sua vita. Lo comunica, ma non viene ascoltata».
Ma chi era Piersanti Mattarella? Cerca di capirlo e farlo capire Giorgia Furlan con il suo docufilm, con il quale ci pone davanti a un mistero. 
«Prima di cercare di capire chi fosse Mattarella – interviene il giornalista Attilio Bolzoni – vorrei riprendere una cosa che ha detto Giorgia. Se col 6 gennaio del 1980, giorno dell'Epifania di 46 anni fa, Piersanti Mattarella non fosse stato ucciso, ci sarebbe sicuramente un'Italia migliore. Ma pensate che Italia migliore ci sarebbe se il 21 luglio del 1979 non fosse stato ucciso Boris Giuliano, se il 25 settembre del 1979 non fosse stato ucciso il giudice Cesare Terranova, se il 6 agosto 1980 non fosse stato ucciso il procuratore della Repubblica di Palermo, Gaetano Costa. Ma anche se il 30 aprile del 1982 non fosse stato ucciso Pio la Torre, e così via sino al 23 maggio del 1992 e al 19 luglio 1992 quando abbiamo perso i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. In Sicilia, ragazzi, è accaduto qualcosa di spaventoso che ha riguardato non solo Palermo e l’intera Isola, ma tutta l'Italia, ha riguardato noi e voi. Ecco perché è necessario che materiali del genere vengano conosciuti. Tornando, però, alla domanda iniziale su chi fosse Piersanti Mattarella, va detto che non era solo il presidente della Regione Siciliana, ma un uomo politico che voleva cambiare le cose in Sicilia. Voleva liberarsi dal gioco mafioso, voleva un governo di regole, di rispetto per la legge; un’ambizione che gli è costata la vita».
È una Sicilia dove si sono consumati i delitti più efferati, sui quali aleggiano ancora tanti misteri.
«Dalla Strage di Portella di Ginestra a oggi - ricorda Emilio Miceli, presidente del Centro studi Pio La Torre - abbiamo avuto una stabilità quasi macabra, ma perché il fascismo non è mai morto. Non so se è questa la risposta ai quesiti che la storia ci pone davanti, ma il punto è che non può stare nelle carte processuali. Questo è un Paese eternamente in bilico probabilmente perché noi la guerra l'abbiamo persa, probabilmente perché siamo troppo importanti, perché ci lasciano liberi, siamo troppo strategici. Un elemento su cui riflettere e su cui rifletteremo a lungo».

di Gilda Sciortino