Così la corruzione facilita la globalizzazione delle mafie
Secondo Franco Nuccio, direttore Ansa Sicilia, “l’evoluzione della corruzione dal 1992, anno dello scoppio di Tangentopoli, ad oggi sottolinea come sia cambiata la corruzione che prima finanziava sostanzialmente i partiti, oggi è più che altro un interesse privato. C’è un arricchimento di tipo personale”.
Per Antonio La Spina, sociologo della Luiss di Roma “oggi i partiti sono profondamente diversi da quelli del 1992: infatti nelle vicende di corruzione di oggi i politici sono coinvolti a livello individuale, mentre prima operavano per conto del partito. Anche le organizzazioni mafiose sono cambiate, in certi casi sono diventate più forti, consolidate, professionali. In altri casi è successo il contrario, per il successo del contrasto sociale e la conseguente crisi interna. La mafia non ha bisogno di corruzione quando è all’apice della sua forza perché tutti la temono. Vi è corruzione quando un soggetto che ha un potere abusa della sua posizione per un interesse personale. Recentemente il nuovo Codice Antimafia ha introdotto la norma che prevede misure di prevenzione patrimoniale anche per i corrotti. Affinché ci sia condanna ci vuole associazione a delinquere con fine corruttivo”.
La prossima conferenza si svolgerà lunedì 11 dicembre sul tema “La Globalizzazione delle mafie”. Relatori saranno il prof. Ernesto Savona, economista dell’Università Cattolica di Milano e Stefano Corradino, giornalista di Articolo 21.
di Davide Mancuso