Rubrica

La legge Rognoni-La Torre è stata innovativa per due aspetti specifici: il reato di associazione mafiosa e le misure patrimoniali di sequestro e confisca. Queste misure hanno fornito agli operatori di polizia e giustizia strumenti efficaci per combattere le mafie. Tuttavia, oggi questa eredità necessita di un aggiornamento.
Ernesto Ugo Savona (direttore di Transcrime,Università Cattolica, Milano)

Dopo tanti anni di silenzio e di grossolana propaganda, dopo una stagione di insopportabile retorica, finalmente c'è qualcuno che vuole ritornare a parlare di Antimafia con un po' di sapere.
Attilio Bolzoni
41 anni fa erano uccisi Rocco Chinnici, gli uomini della scorta e il portiere del condominio dove abitava la famiglia di Chinnici e dal quale il magistrato ogni mattina si recava all’ufficio istruzione del tribunale di Palermo di cui era capo.
Vito Lo Monaco

Mentre nella coscienza di massa, specialmente dei giovani, è netta la ripulsa della mafia e dei suoi tentativi di condizionare la politica e la società, le organizzazioni che si occupano di lotta all’illegalità appaiono sempre più divise su linee di frattura non sempre comprensibili.
Franco Garufi

Sono stato sollecitato a intervenire da Emilio Miceli, attuale presidente del Centro Pio La Torre, che qualche giorno fa ha aperto con un suo testo sul sito del Centro un confronto sulla politica antimafia in Italia. È noto a tutti che si tratta di un apparato molto vasto, articolato e incisivo.
Antonio La Spina

L’intervento di Emilio Miceli su questo sito offre stimoli alla riflessione e chiede l’assunzione di una responsabilità collettiva nell’azione antimafia, a tutti i livelli, sociale, politico e istituzionale.
Franco La Torre
Sono tanti i casi tipici di corruttela – da Ciancimino in avanti – dei quali la magistratura si è dovuta occupare, ottenendo esemplari condanne per i colletti bianchi e per altri funzionari e dirigenti della cosa pubblica.
Elio Collovà

Al movimento antimafia di Palermo serve costruire una piattaforma condivisa sul “qui ed ora”, poiché sono legittime le preoccupazioni di un assalto generalizzato da parte del Governo all’insieme degli strumenti di legge che hanno permesso a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, insieme a tanti altri magistrati, di istruire i grandi processi a Cosa nostra, incarcerare migliaia di mafiosi e colpire i loro patrimoni.
Emilio Miceli

Un assassino maramaldeggia nelle spiagge. Tutt’altro che sconosciuto, non si nasconde. Piuttosto imperversa. Si chiama smartphone. Le sue vittime? I libri e i giornali, la cosiddetta carta stampata.
Pino Scorciapino

Con la scomparsa di Giuseppe Carlo Marino il Paese perde uno degli storici siciliani che hanno esplorato e innovato la conoscenza del fenomeno mafioso dall’Unità d’Italia all’era contemporanea.
Vito Lo Monaco
La notizia è diffusa da pochi giorni: l’ex magistrato Gioacchino Natoli è indagato per favoreggiamento alla mafia e calunnia. I pubblici ministeri di Caltanissetta lo indagano per aver “aiutato” i boss di Cosa nostra Antonino Buscemi e Francesco Bonura, l’imprenditore e politico Ernesto Di Fresco.
Giuseppe Martorana

I tragici fatti dell’8 luglio 1960, con le cariche della polizia e i quattro morti, sono stati ricordati a Palermo dalla Fillea Cgil Palermo, dalla Cgil Palermo, dall’Anpi Palermo "Comandante Barbato", dall’Arci Palermo, dal Centro Pio La Torre e dalle forze della sinistra.