Rubrica



Perché i siciliani hanno accuratamente evitato le urne

Le elezioni regionali vanno analizzate alla luce dei tre fenomeni che ne hanno verosimilmente determinato gli esiti; le caratteristiche della legge elettorale che ha ridotto i seggi da 90 a 70, l'astensionismo di massa e il voto disgiunto che ha pesato in quantità mai viste prima. Domenica ha partecipato al voto appena il 45,43% degli elettori con una flessione di due punti rispetto al dato già eclatante del 2012 (47,53%); in numeri assoluti si tratta di 1.749.710 votanti su 3.851.300 elettori (nel 2012 1.830.400 su 3.850.670). Insomma, si è verificata una fuga di massa dai seggi elettorali. E i motivi sono tanti.

Franco Garufi

Divisioni e astensionismo hanno stroncato la sinistra

Le elezioni siciliane dimostrano, ancora una volta che le sinistre senza un progetto unitario e alternativo alla destra perdono le competizioni elettorali e aprono le porte a scenari politici e sociali preoccupanti per il sistema democratico. Il risultato elettorale sancisce il crollo del PD e la riesumazione della mummia Berlusconi, risorto alla vita politica nonostante le diverse condanne subite e grazie ai cinque anni del Governo Crocetta che, assediato dalla sua maggioranza, non è riuscito a valorizzare quel poco che aveva realizzato

Vito Lo Monaco

Pupi e pupari invadono Palermo, riparte il Festival di Morgana

Dall’8 al 12 novembre. 5 intense giornate con 17 spettacoli e 4 prime nazionali, 9 compagnie di opera dei pupi da tutta la Sicilia e 4 compagnie internazionali di teatro d’immagine contemporaneo da Francia, Polonia, Spagna e Tunisia.


Giuseppe Di Vittorio e il lavoro come dignità dell’uomo

Sessant’anni dalla scomparsa del “cafone” orfano di padre di Cerignola divenuto segretario della CGIL e presidente della Federazione Sindacale Mondiale negli ultimi anni di una vita spesa interamente al servizio degli ultimi e dei deboli.

Roberto Bertoni

Vincenzo Consolo, l'intellettuale furioso contro i boss

Pubblicata da Nicolò Messina «Cosa Loro. Mafie tra cronaca e riflessione», una raccolta di articoli dello scrittore messinese che abbracciano 40 anni. E tra le righe c’è anche il dissidio con Bufalino.

Salvatore Lo Iacono

Leo Gullotta è Filippo V di Spagna in “Farinelli e il Re”,

Concerto-studio sul testo di Claire van Kampen al Teatro Stabile di Catania in collaborazione con l'Istituto Musicale Vincenzo Bellini, regia e ideazione Fabio Grossi


Scuola, gli insegnanti italiani sono i più vecchi d'Europa

secondo Eurostat, nell'Ue lavorano quasi sei milioni di docenti - dalla scuola primaria fino alla scuola secondaria di secondo grado - e il 72% sono donne (4,1 milioni di insegnanti). In complesso, solo 500 mila (9% del totale) hanno meno di 30 anni, mentre 2 milioni (circa il 36%) hanno 50 anni o più. Gli italiani si confermano i più anziani, con quasi il 60% di over 50 dietro la cattedra.

Melania Federico

Alle superiori uno studente su otto parla cinese

Sono quasi 18 mila i ragazzi che studiano il mandarino come materia curriculare o extracurriculare, soprattutto negli istituti del Centro Nord

Melania Federico

La competitività regionale ignorata dai candidati alla presidenza

Campagna elettorale asfittica e con molti insulti. Non si parla di problemi veri come la qualità del sistema istituzionale, la scadente dotazione infrastrutturale, la questione dell'occupazione e la scarsa propensione all'innovazione.

Franco Garufi

Cadono i veli e diventa romanzo il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro

“Il segreto” di Antonio Ferrari (Chiarelettere) si legge dalla post-fazione: si comprende il perché della folgorante definizione di “rompiscatole della memoria “ che ne ha dato l'ambasciatore Sergio Romano

Franco Garufi

"Sbirri al 100% cioè affidabili", parola di ragazzo mafioso

“Mio padre, che è al 41 bis, mi ha detto di venire da voi perché voi siete ‘sbirri al 100%’”, ossia uomini affidabili e competenti. Queste le parole con cui un giovane mafioso, figlio di un boss di Villagrazia di Carini, si è rivolto ai poliziotti della sezione Catturandi della squadra Mobile di Palermo, chiedendo loro aiuto perché non era disposto ad obbedire al diktat della famiglia mafiosa di uccidere il suo migliore amico, reo di aver preso dei soldi di una partita di droga. A raccontare agli studenti dell’ITG “F. Parlatore” di Palermo l’episodio del giovane boss è stato un poliziotto che ha prestato servizio alla sezione che caccia i latitanti.

Alida Federico

La Regione fallisce o no? Il nuovo tormentone elettorale

Dopo l'impugnativa di stralci della Finanziaria siciliana davanti alla Corte costituzionale annunciata dal governo, si è scatenata la bagarre su colpe e colpevoli nel segno del prossimo "voto utile"

Franco Garufi