Economia · 13 giugno 2016
Legalità e sviluppo in corteo a Cesarò
Manifestazione di Cgil, Cisl e Uil siciliane sabato scorso a Cesarò (Me), in segno di
solidarietà al presidente del parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, e a tutti gli
amministratori locali impegnati sul fronte della lotta contro la mafia e per
chiedere legalità e sviluppo. Un corteo ha percorso le strade del paese e sul
palco dei comizi si sono avvicendati il segretario della Cisl di Messina Tonino
Genovese, i sindaci di Cesarò e Troina Calì e Fabio Venezia, il presidente del
parco dei Nebrodi , Giuseppe Antoci, il segretario generale della Uil Sicila
Claudio Barone e la segretaria confederale della Cgil nazionale Gianna Fracassi.
Presenti sul palco anche i segretari della Cgil Sicilia e della Uil Sicilia,
Michele Pagliaro e Mimmo Milazzo. “Cinque miliardi sono già spariti- ha detto
Barone- ne stanno arrivando altri 5 , non devono finire nelle mani sbagliate, ne
va del futuro dei nostri figli Ecco perché siamo qui, per dire che noi non
intendiamo fare un passo indietro in questa battaglia contro la mafia e per la
piena legalità”. Il segretario della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro, ha
sottolineato l’importanza dell’applicazione del protocollo di legalità e del
prosieguo di una battaglia contro la mafia il più condivisa possibile, come oggi
a Cesarò. Noi non intendiamo lasciare soli coloro che si battono contro la mafia
e la nostra presenza qui è il segno che il nostro impegno per la legalità e lo
sviluppo prosegue”. Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia ha detto:
“Siamo qui non solo per manifestare solidarietà ma anche per chiedere impegni
concreti a tutte le istituzioni affinchè si affermi la legalità. Legalità e
sviluppo sono due facce della stessa medaglia e senza legalità non c’è sviluppo.
Qui sui Nebrodi e in tutta la Sicilia- ha aggiunto- ci sono le condizioni per un
sereno sviluppo, per questo bisogna condurre a fondo la battaglia per la
legalità, affinchè non ci siano ostacoli”. “Oggi siamo qua- ha detto la
segretaria confederale nazionale Cgil, Gianna Fracassi, per dire che non
abbassiamo la testa che sosteniamo quelle amministrazioni e quelle istituzioni
che fanno la battaglia per la legalità, a partire da Giuseppe Antoci e dai
sindaci che stanno dando attuazione al protocollo di legalità sottoscritto dal
presidente del parco, dai sindaci e dalla Regione ,che costituisce un esempio.
Occorre ora estendere questa battaglia anche ad altri territori, cominciando con
l’esportare la buona pratica rappresentata da questo protocollo”. Fracassi ha
anche rilevato la necessità di superare le lacune del codice antimafia
estendendo l’azione di prevenzione e controllo anche alle concessioni sotto i
150 milioni”.
di Daniela Ciralli