Per uno studente su due la mafia più forte dello Stato
Il questionario del centro La Torre
Sommando gli studenti che hanno selezionato "no" fra le modalità di risposta e quanti, al contrario, si mostrano dubbiosi, si raggiunge un dato che sfiora l'80%. Solo uno studente su cinque, in sostanza, pensa che la mafia possa essere messa definitivamente fuori gioco.
"Le domande che ci pongono i giovani, su come migliorare la lotta alle infiltrazioni mafiose e come colpire corruzione e clientelismo, non possono restare senza risposte chiare e convincenti", dice Loredana Introini, presidente del Centro studi Pio La Torre.
"Dagli studenti - aggiunge Vito Lo Monaco, presidente emerito del Centro - arrivano segnali da non sottovalutare rispetto all'attuale crisi sociale, economica e politica che investe non solo i sistemi democratici, ma gli Stati dell'intero Pianeta, scosso da un veloce processo di trasformazioni tecnologiche, sociali, economiche e ambientali e minacciato da guerre locali che possono degenerare in guerra nucleare. La scarsa partecipazione dei cittadini al voto nei sistemi democratici, in Italia non supera il 50% nelle ultime elezioni, un indicatore della loro sfiducia verso la classe dirigente e verso i partiti trasformati da organismi di rappresentanza dei vari strati sociali a ristretti gruppi di potere elettorale senza una visione strategica del cambiamento per eliminare disuguaglianze e ingiustizie sociali".