Al teatro Argentina di Roma va in scena il «Quarto Stato» di oggi
Tra gli autori, Michela Murgia (Sardegna) con «Festa nazionale» dove una donna delle pulizie (interpretata da Arianna Scommegna) nella base militare Nato dell’Ogliastra, pur avendo perso il marito per leucemia forse a causa della radioattività dei test su armi chimiche e nucleari, non condanna l’inquinamento ma lo accetta come sacrificio al dio del lavoro. «Quando mi è hanno proposto questo progetto volevo rifiutare: sono un’indipendentista sarda, in conflitto con la nazione Italia. Poi ho accettato per stracciare la cartolina di una Sardegna meta di vacanze modaiole e raccontare quella che è sede di sette basi militari, con grave impatto sulla salute di chi ci vive e che non ha niente ma, per avere lavoro, accetta anche tragiche conseguenze ». Il tema del lavoro si declina con la politica, il sindacato, la corruzione. Alessandro Leogrande (Puglia) in «Pane all’acquasale » intreccia storie di caporalato ai danni dei braccianti con quelle degli operai dell’Ilva e con la storia di un grande sindacalista del passato Giuseppe Di Vittorio (Michele Placido): «Il neo-schiavismo nella raccolta dei pomodori fa parte dell’economia nazionale; i giovani operai dello stabilimento siderurgico di Taranto lavorano in una realtà desindacalizzata dove è scomparsa la coscienza di classe». Un Don Camillo e un Peppone di oggi (Gigi Dall’Aglio e Gianni Parmiani) sono protagonisti di «Saluti da Bresciello » dove l’autore, Marco Martinelli (Emilia Romagna), immagina un corpo a corpo tra i due personaggi di Guareschi, che devono vedersela con infiltrazioni mafiose nella terra «rossa» per antonomasia. Tra gli altri, Renato Gabrielli (Lombardia), Vitaliano Trevisan (Veneto), Marta Cuscunà (Friuli) e il prologo sulla visione del lavoro in Europa è affidato al Premio Nobel letteratura Elfriede Jelinek, interpretato da Maddalena Crippa.
Il siciliano Davide Enia è autore di «Scene dalla frontiera»: «Nuove figure professionali sono nate a Lampedusa, sommozzatori molto speciali che recuperano i cadaveri dei migranti, un lavoro emotivamente devastante». «Ritratto di una Nazione» segue a «Ritratto di una Capitale », in scena l’anno scorso, e prelude ad altri due capitoli: «Il prossimo è dedicato all’Europa con 28 “profezie” - conclude Calbi - e finiremo con “Sinfonia del Mondo”, 24 ore da altrettanti capitali». (Corriere della Sera)
di Emilia Costantini