"Cat cafè" e "dog restaurant", come cambia la cultura sugli animali
Da «oggetti posseduti» a soggetti di diritti, con conseguenze sul diritto civile e la comunicazione, come spiega il sociologo Gianfranco Marrone: «La forte presenza di animali domestici nelle famiglie ha creato nuove figure sociali - dice - e l'aumento di vegetariani e vegani sta mettendo in fortissima discussione la centralità dell’uomo rispetto ad altre specie viventi. Questa 'umanizzazionè è evidente, ad esempio, nella pubblicità del cibo per animali, sempre più simile a quella per neonati». «C'è una certa soggettività nel diritto italiano - osserva Giuditta Bassano, dell’Università di Bologna - La difesa e la tutela degli animali ha subito una vera trasformazione. Se prima canili e gattili municipali erano delle prigioni dove i randagi venivano soppressi o ceduti alla vivisezione per scopi scientifici, oggi la legge tutela il loro diritto a una vita degna, equiparando ad esempio, l’obiezione di coscienza sull'aborto a quella sulla sperimentazione animale. Inoltre, una recente causa della cassazione penale su un caso di maltrattamento ha ricordato che i cani vanno trattati come i minori, e su questo fronte si cominciano a vedere le prime condanne».
E se nelle nostre case gli animali condizionano persino l’arredo, nel nostro Paese iniziano a prendere piede i primi «cat cafè» e «dog restaurant», dove i quattro zampe sono avventori a pieno titolo, come spiega Alice Giannitrapani, dell’Università di Palermo: «Non si tratta di locali 'pet friendly', ma veri e propri luoghi dove oltre a interagire e giocare con gli animali presenti, come nel caso dei cat cafè nati a Taiwan e ora presenti in Europa e in Italia, è possibile portare il proprio cane per una precisa scelta nutrizionale».
di Antonella Lombardi