Il fascino esercitato
dalla figura del supereroe, amplificato negli ultimi anni dal
successo delle pellicole tratte dai fumetti che hanno letteralmente
invaso le sale cinematografiche di tutto il mondo, ha allargato la
platea di estimatori degli eroi in calzamaglia. Eppure è ancora
molto diffuso il pregiudizio secondo il quale il fumetto viene
considerato una semplice forma di mero intrattenimento per l’infanzia
e l’adolescenza. Tralasciando esempi eccellenti di romanzi a
fumetti dalle esplicite e riconosciute finalità didattiche e di
divulgazione della conoscenza storica, come
Maus (1980) di Art
Spiegelman, non pertinente all’ambito del sottogenere supereroico,
grandi studiosi si sono invece soffermati a ricercare le ragioni del
successo dei supereroi del fumetto popolare. Nomi del calibro di
Umberto Eco, che in
Apocalittici e integrati (1964),
analizzando la figura di Superman, parla di un processo di
“mitizzazione” della figura del supereroe che si è compiuto
nelle moderne società capitalistiche, ad alto tasso di
industrializzazione, in seguito alla lenta demistificazione della
simbologia tradizionale cristiana di epoca medievale. Oppure
l’antropologo, mitografo e filosofo di origine romena, Mircea
Eliade, che in
Mito e Realtà (1966) afferma che gli eroi
degli albi a fumetti rappresentano una versione moderna degli eroi
mitologici e folkloristici. Il fenomeno, in anni più recenti, è
stato spiegato da Marco Arnaudo in
Il fumetto supereroico. Mito,
etica e strategie narrative (2010), nel quale l’autore ha messo
in luce le affinità di carattere narrativo e simbolico tra i
racconti degli eroi mitologici e le storie a fumetti. Affinità che
nel corso dei decenni (il primo supereroe, Superman, ha debuttato sul
primo numero della testata
Action Comics datato 1938) si sono
impresse nell’immaginario collettivo, come emerge dai numerosi
articoli pubblicati sui quotidiani a stampa o sul web, nelle cui
recensioni dei film con protagonisti i supereroi non è infrequente
imbattersi nel termine «epico». Con un approccio analogo a quello
dello storico che interroga le fonti oggetto del suo studio, una
lettura critica e analitica del fumetto supereroico svela
insospettabili legami con la Storia e la cronaca, l’antropologia e
le religioni. Agli albori del genere e fino agli anni Sessanta del XX
secolo, con l’introduzione dei “supereroi con superproblemi”
della Marvel Comics, i supereroi venivano raffigurati alla stregua di
nuovi déi dell’era moderna, scarsamente caratterizzati dal punto
di vista psicologico, distinti dai propri nemici con rigore manicheo,
ma pur sempre imbattibili, immortali e dunque avulsi dai problemi
quotidiani e dalle malattie che affliggono l’uomo comune. Con il
moltiplicarsi dell’offerta editoriale e dei personaggi, i due più
grandi editori del settore, la Marvel e la DC Comics, hanno dato vita
a veri e propri
pantheon «supereroici» che richiamano alla
memoria le «società gerarchizzate» tipiche della religione greca e
di quella norrena, nelle quali vigeva una precisa ripartizione di
ruoli per cui ad ogni dio corrispondeva uno specifico ambito di
sovranità. I supereroi, con modalità analoghe a quelle in uso
presso i culti classici, rivestono un ruolo esclusivo di protettori
verso determinate città (si pensi al binomio Superman/Metropolis o
Batman/Gotham City), ovvero, come gli déi norreni che abitano la
mitica città di Asgard, vivono tutti all’interno della stessa area
urbana (ad esempio, i Fantastici Quattro e l’Uomo Ragno, tutti
residenti e operanti nella città di New York). L’uso della
maschera, le decorazioni e i simboli del costume richiamano alla
memoria i rituali degli sciamani delle società tribali, dei quali i
supereroi ripropongono anche la capacità di imitazione del mondo
naturale, perlopiù del regno animale. Grazie alle loro abilità, i
supereroi, parimenti agli eroi mitologici, vivono una condizione di
superiorità rispetto all’uomo comune e sono in grado di compiere
imprese eccezionali. Tali ascendenze divine, o mitiche, sono
confermate da personaggi tratti direttamente dal mito, come il dio
del tuono Thor e il dio della guerra Ares, ma anche da
characters
i cui poteri sono ispirati a varie divinità come, ad esempio, Wonder
Woman, che deve la sua saggezza e la sua forza, rispettivamente, ad
Atena e ad Ercole, e il velocista Flash, il cui modello archetipico
non può che essere il dio Mercurio. Numerosi sono anche i
riferimenti alla religione ebraica e a quella cristiana: la
letteratura critica ha individuato analogie biografiche tra Superman
e Mosè, mentre dal costume e dallo scudo di Capitan America
traspaiono simboli dell’ebraismo. Ma se il ricorso a religioni
ormai desuete è utile a giustificare la natura dei loro superpoteri,
dalle pagine si evince che gli eroi dei fumetti nascondono un lato
spirituale: in quota cattolica, Daredevil non fa mistero della
propria fede, mentre sull’adesione al cattolicesimo del gigante
verde Hulk si è interrogato perfino l’Osservatore Romano, l’organo
di stampa ufficiale del Vaticano. Ma, a sublimare il rapporto tra la
religione e il fumetto supereroico e a testimonianza della divisione
prima religiosa e poi ideologica in atto nel mondo contemporaneo, è
emersa negli ultimi anni una originale proposta editoriale che nelle
intenzioni dell’autore, lo psicologo kuwaitiano Naif Al-Mutawa,
mira a risolvere nei giovani musulmani la dicotomia tra le proprie
radici culturali e la lettura dei supereroi statunitensi, troppo
intrisi di riferimenti alla cultura occidentale. Si tratta «The 99»
(2006), un fumetto che deve un grosso tributo agli X-Men della Marvel
e che già dal titolo richiama il numero dei componenti il gruppo di
supereroi musulmani, uno per ogni nome e qualità attribuiti ad Allah
nel Corano.
Che si tratti di un
processo intenzionale o meno, gli autori delle storie attingono a
piene mani dai canoni narrativi del genere dell’epica, talvolta
rielaborandoli. L’eredità divina o mitica dei protagonisti
rispecchia la consuetudine dei poemi epici a raccontare personaggi e
storie ispirati da archetipi e da un passato glorioso. Il catalogo
dei guerrieri è sostituito da vignette che nelle prime pagine di
ogni albo hanno la funzione di presentare i personaggi principali.
L’immagine del concilio degli déi viene riproposta nelle tavole in
cui sono riuniti diversi personaggi nell’atto di elaborare la
strategia di difesa contro la minaccia comune. La suddivisione di un
filone narrativo o di un ciclo di storie in più albi ricorda le
ampie dimensioni e la sequenza episodica tipiche dei poemi epici e
cavallereschi. Questi ultimi e il fumetto supereroico condividono
inoltre una narrazione basata sulla centralità della figura del
guerriero e le storie sono intrise di duelli e scontri tra veri e
propri eserciti. Il fumetto supereroico, data la massiccia prevalenza
di produzioni statunitensi, è espressione della memoria storica e
dei valori di quella società: Superman, un extraterrestre ben
integrato all’interno della aperta e multiculturale società
americana, è un perfetto esempio dell’immigrato di successo.
Nella maggior parte dei
casi il fumetto supereroico è ambientato nella stessa realtà dei
lettori, al punto che la cronaca e la grande Storia (principalmente
americana) costituiscono lo sfondo di gran parte delle avventure
raccontate negli albi a fumetti. Capitan America nasce nel 1941 come
strumento di propaganda contro l’avanzata nazista in Europa (in una
storia retrospettiva delle origini del personaggio lo si vede
ricevere lo scudo dalle mani del presidente Roosvelt). Superman, in
un albo del 1978, è costretto a sfidare sul ring il pugile Cassius
Clay pur di scongiurare la minaccia di un’invasione aliena della
Terra. Nel 2001, un albo speciale racconta l’orrore che è seguito
al World Trade Center dopo il crollo delle Torri Gemelle attraverso
gli occhi dell’Uomo Ragno, che si unisce alla macchina dei
soccorsi. Lo stesso “tessiragnatele” dà nuovamente prova del
proprio impegno civile in un albo del 2008 quando, presente in
qualità di inviato del Daily Bugle (il quotidiano fittizio in cui è
impiegato come fotoreporter con la sua identità civile), sventa una
minaccia ai danni del presidente degli Stati Uniti Barack Obama,
allora appena eletto e in procinto di giurare per l’insediamento
alla Casa Bianca.
La crescita di una
letteratura specialistica sul tema, negli ultimi anni, è il segno
che il fumetto supereroico, in apparenza distante dalle cronache del
mondo reale, svela legami con le culture occidentali e con la Storia
in grado di offrire diversi spunti di riflessione ad un lettore colto
o anche solo curioso di approfondire quanto in esso raccontato.