Il cinema rivive a Taormina nell'arte dei manifesti
Da decenni, infatti, al cinema non si disegna più: al posto del pennello, fotografia e computer. In esposizione, invece, c’è il tratto di Ballester, Capitani, Martinati, Brini e De Seta ma anche dei loro eredi naturali Ciriello, Cesselon, Nano, Manno, Geleng, Avelli, Iaia, Nistri e Mos, impareggiabili pittori-artigiani che con le loro pennellate hanno contribuito a rendere grande il cinema nella sua età dell’oro. È come trasferire l’unico museo di bozzetti al mondo, quello del «Cinema a pennello», ospitato da Palazzo Marinozzi di Montecosaro nei pressi di Macerata, al Palazzo del Cinema di Taormina, spostare le immagini più identificative di un film, e partecipare a un viaggio cinematografico indimenticabile, raccontato attraverso i bozzetti. Perché la «fabbrica dei sogni» s’è fatta pubblicità per ottant’anni con i manifesti, un patrimonio che mette insieme i quadri e i disegni realizzati a mano prima della stampa della locandina vera e propria in occasione dell’uscita di film come «Ben Hur», «I vitelloni», «La grande guerra», «Colazione da Tiffany», «I soliti ignoti», «Sedotta e abbandonata», «Poveri ma belli», «C'era una volta il West», «Per un pugno di dollari», «La dolce vita» e tanti altri.
Se sono in molti a conoscere il titolo, il regista, l’attore o l’attrice protagonista, pochi riescono a identificare gli autori della grafica pubblicitaria ma questa mostra riporta alla ribalta artisti che con la loro bravura evocativa hanno contribuito a creare la magia del cinema, attraverso il «cinema dipinto», artisti capaci di illustrare e sintetizzare, in uno spazio limitato, le vicende, il tono, le emozioni e i volti di un film con opere di una tale raffinatezza espressiva e potenza iconica da sedimentarsi nell’immaginario collettivo e col tempo diventare oggetto di uno sfrenato collezionismo. Due sono le sezioni speciali, in esclusiva per la mostra di Taormina, che è sostenuta dall’Assessorato regionale Turismo, dal Ministero per la Coesione territoriale, da Sensi contemporanei, dalla Sicilia Film Commission e dai Comuni di Taormina e Messina e la Città Metropolitana di Messina, e che si avvale della collaborazione del Sindacato nazionale giornalisti cinematografici italiani: sono dedicate alla filmografia in Sicilia, con i bozzetti dei manifesti di «Il Gattopardo», «Il giorno della civetta », «A ciascuno il suo», «Il bell’Antonio», «Cavalleria rusticana », e ai film vincitori dei Nastri d’Ar - gento. Insomma, quei «fogli» sono sfondo di milioni di privati amarcord in grado di «riportarti a certi momenti della tua vita, impedendoti di perderli», come sosteneva Fellini. (Giornale di Sicilia)
di Antonella Filippi