Con la pulizia della lapide
i ragazzi ricordano
La Torre e Di Salvo
Società | 21 aprile 2026

Una mattinata baciata dal sole e da quella energia che solo i più piccoli riescono a trasmettere. Ha avuto inizio in via Li Muli, con la pulitura simbolica della lapide dedicata a Pio La Torre e Rosario Di Salvo, il cammino che troverà la sua massina espressione il 30 aprile. Quel giorno all’Iiss Pio La Torre di via Nina Siciliana si celebrerà il 44° anniversario dell’uccisione del segretario regionale del Pci e del suo, caduti per mano mafiosa proprio nel luogo in cui si sono ritrovati il Centro studi Pio La Torre, promotore delle manifestazioni, il Comune di Palermo rappresentato dall’assessore Fabrizio Ferrandelli, una rappresentanza di insegnanti e studenti, accompagnati dai genitori delle scuole Ettore Arculeo, Ragusa-Moletti, Kiyohara-Parlatore e Pio La Torre.
«Siamo qui – afferma Emilio Miceli, presidente del Centro studi Pio La Torre – anche per chiederci che cosa significa essere contro la mafia. Essere contro la mafia significa combattere contro quelli che hanno ucciso Pio La Torre e Rosario Di Salvo. Vanno ricordati tanti altri magistrati, poliziotti, uomini politici, uomini delle istituzioni, che in questa città combattevano contro Cosa nostra. Per noi è il momento più significativo perché riusciamo a parlare con voi, studenti, avendo bisogno che la memoria resti viva. Ma, per restare viva, la memoria ha bisogno sempre di nuovi protagonisti, di nuove persone, di ragazzi e di ragazze che conoscono, sanno e possono parlare. Da oggi comincia la lunga tappa che ci vedrà arrivare al 30 aprile, giorno nel quale 44 anni fa Pio e Rosario sono stati uccisi. Sicuramente ci rincontreremo nelle prossime occasioni e credo che sarà un momento utile per tutti».
È stata una giornata significativa anche in virtù del fatto che ad accompagnare i ragazzi ed essere una presenza attiva accanto a loro sono stati i genitori.
«Abbiamo voluto esserci per commemorare due grandissimi uomini che purtroppo hanno dato la loro vita per una causa ingiusta e illegale» - sottolinea, con una certa emozione, Selena Magno, mamma di uno dei bambini dell’Ettore Arculeo. «È come volere gettare un seme affinché questo attecchisca e affinché in futuro, per queste nuove generazioni, non si ripresentino le situazioni che hanno vissuto Rosario Lo Salvo e Pio La Torre».
«Per noi questo è un evento molto importante», aggiunge Nicolò La Rocca, dirigente del Ragusa Moleti, i cui studenti hanno portato manifesti nei quali hanno sintetizzato la storia di Pio La Torre e Rosario Di Salvo studiata durante tutto l’anno. «Da una decina di anni, poi, io sono sempre presente perché credo molto in questa commemorazione. Per i nostri ragazzi, i nostri alunni, la figura di Pio La Torre è importantissima, al di là del suo percorso professionale, per la sua esperienza e per il suo grande impegno sociale e civile sin da bambino. Per noi, inoltre, non è una commemorazione generica, astratta, ma ha un valore in più perché i ragazzi studiano all'interno di edifici confiscati alla criminalità organizzata. Quindi è giusto che loro facciano un bagno di realtà e riescano a collocare queste figure enormi, importantissime, anche nel loro quotidiano».
«Perché è importante che siamo tutti qua?» è la domanda che pone l’assessore Fabrizio Ferrandelli, presente in rappresentanza del sindaco di Palermo. «È importante – risponde – perché ci sono tutte le fasce d'età e perché la battaglia contro la mafia è una battaglia che riguarda tutti quanti. Oggi si parlava della legge Rognoni-La Torre, voluta da Pio La Torre, con la quale lo Stato, il Comune e le amministrazioni prendono i beni della mafia, peraltro comprati con i proventi dello spaccio di droga, delle armi, con i soldi del pizzo, delle estorsioni, e li restituisce a tutti noi. Oggi è importante ricordare che la mafia non è un ricordo; la storia che studiamo di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo è quanto mai attuale perché la mafia esiste anche oggi e i numerosi arresti di ieri da parte di polizia e carabinieri ce lo dice chiaramente. Quindi, quando scendiamo in strada con i cartelloni, con le poesie, con i racconti, con la presenza, pulendo una lapide dedicata a chi ha pagato con la vita, ricordiamo a tutta la città che questa battaglia ci riguarda e dobbiamo ogni giorno difendere la nostra libertà e i nostri diritti. Dobbiamo farlo in nome di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo che hanno dato la loro vita per renderci oggi più liberi».
Un coro unanime quello che si è levato anche con le voci dei bambini e dei ragazzi presenti. Fa credere che il futuro possa essere diverso. Lo hanno dimostrato proprio loro, i più piccoli, scalpitanti in attesa di presentare le loro performance, ma anche quando è stato dato il via alla pulitura della lapide. Spugne in mano, hanno condiviso questo momento, come a volere dimostrare che il mondo può essere liberato dal buio che la mafia ha fatto calare non solo sulla Sicilia, grazie alla condivisione di percorsi alla cui base c’è solo la voglia di essere liberi da qualunque genere di sopraffazione.
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