Giornata mondiale del rifugiato, emozioni con i giovani dell’Inda

Uno spettacolo trascinante tra musiche e parole che ha illuminato il sabato sera alla Latomia del Paradiso. E’ stato un grande successo l’evento “Alla ricerca di una terra straniera più amica della nostra patria” che ha visto l’esibizione dei ragazzi dell’Accademia d’arte del dramma antico, con la partecipazione straordinaria di Moni Ovadia e Mario Incudine con la sua band.
Lo spettacolo dei ragazzi dell’Accademia, organizzato dalla Fondazione Inda in collaborazione con la sovrintendenza ai Beni culturali, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) e la Erg, ha chiuso sabato 20 giugno le celebrazioni per la Giornata mondiale del rifugiato. L’evento ha preso il via nella cavea del Teatro Greco di Siracusa con le parole di Antonella Basilone, in rappresentanza dell’Alto commissariato e una breve esibizione di Mario Incudine e dei ragazzi dell’Accademia che hanno cantato “Strati di Paci”, uno dei successi del cantautore ennese.
Nel suo intervento Basilone ha ricordato come “oggi ci siano 59 milioni di persone in fuga da guerre e persecuzioni” e che “in questa giornata è indispensabile celebrare il valore dell’umanità e della pace”. Dopo la messa in scena dello spettacolo “Le Supplici” di Eschilo diretto da Moni Ovadia, che anche ieri ha ottenuto un vero e proprio tributo dal pubblico che ha gremito il Teatro Greco, le celebrazioni sono proseguite alla Latomia del Paradiso, invasa anche ieri da migliaia di persone.
Ad aprire il secondo momento della serata sono stati il sovrintendente della Fondazione Inda Gioacchino Lanza Tomasi ed Enrique Barón Crespo, ex presidente del Parlamento Europeo, ministro del Turismo e dei Trasporti in Spagna dal 1982 al 1985 e presidente del gruppo del Partito socialista europeo dal 1999 al 2004. “Ho voluto scrivere un articolo “Omaggio alla Sicilia” – ha detto Barón Crespo – perché mentre in Europa si discute su quanti rifugiati si possono accettare, in questa terra di Sicilia sono arrivate e sono state accolte solo quest’anno oltre 30 mila persone. Questo è un messaggio di accoglienza e solidarietà che l’Europa deve imparare. Per noi europei deve essere un obbligo portare avanti una politica di solidarietà anche perché per la prima volta dopo mezzo secolo viviamo in pace tra noi. La nuova sfida, adesso, è essere capaci di portare avanti il processo di pace in tutto il Mediterraneo”.
Dopo il messaggio, molto applaudito, di Barón Crespo, la scena è stata tutta dei giovani che hanno presentato una performance di parole e musiche preparata dai docenti dell’Accademia.
Ultimi articoli
Con la pulizia della lapide
i ragazzi ricordano
La Torre e Di Salvo
Pulizia simbolica
per la lapide che ricorda
La Torre e Di Salvo
Quanto è lungo il nuovo Asse del Male
Se l’amore diventa trappola, confronto a Ragusa
Progetto educativo, mafie e traffici internazionali
Referendum, c’è sempre un domani
Valanga di no, la Sicilia si schiera con i magistrati
Venerdì a Palermo
la “Notte del No”
Il migliorismo nella storia della sinistra italiana
Insediamento di Balsamo,
le associazioni leva
della nuova antimafia