Insediamento di Balsamo,
le associazioni leva
della nuova antimafia
Società | 9 marzo 2026

Ho avuto modo di partecipare, su invito ufficiale, al passaggio di consegne e di insediamento del nuovo presidente della Corte d’appello di Palermo, Antonio Balsamo. Manifestazione molto affollata e seguita con grande attenzione da magistrati, personale giudiziario, avvocati, rappresentanti istituzionali e della società civile. Il nuovo presidente, apprezzando il lavoro svolto dall’uscente Matteo Frasca, nella continuità del suo impegno, ha proposto diverse linee di sviluppo affinché cresca sempre la fiducia della società nella giustizia. Per mantenerla e rafforzarla lo Stato di diritto deve prevalere sempre e tenere aperto il dialogo tra giustizia e legislazione.
Per sconfiggere le nuove mafie internazionalizzate e capaci di usare tutte le innovazioni tecnologiche, compresa l’AI, occorre, come insegna la legge Rognoni-La Torre, spezzare tutti i legami affaristici, politici, sociali delle nuove mafie. In questo quadro ho trovato particolarmente interessante la proposta di coinvolgere la società civile nelle azioni educative che si possono realizzare utilizzando beni confiscati nei quartieri disagiati della città, potenziando le strutture per l’inserimento degli autori dei reati nel mondo del lavoro. La gestione dei beni confiscati, diventata oggetto di direttiva europea, è diventata obbligatoria per tutti i paesi dell’Ue e ciò premierà gli sforzi di quanti sono impegnati in tale campo. il dottor Balsamo si è posto gli obbiettivi di coinvolgere l’Università, la società civile, il mondo religioso, di istituire un ufficio studi e relazioni internazionali e di sostenere le attività del Consiglio degli aiuti sociali. Questi propositi aiuteranno tutte le associazioni antimafia, come il Centro studi Pio La Torre, di contribuire a sostenere nella loro autonomia tutte le attività antimafia contro i tentativi di certi ambienti governativi e politici di smantellare la legislazione antimafia, dato che la mafia spara di meno (ma corrompe di più).
* L'autore è presidente emerito del Centro studi Pio La Torre
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