Mondo digitale, spazio senza regole
In questo contesto l’unica altra Autorità di rilievo mondiale – religiosa e morale – che ha avuto il coraggio, pochi giorni fa, il 25 maggio, di pronunciarsi sull’Intelligenza Artificiale è stata la minuscola Santa Sede di Roma dove – stranezze della Storia – sul soglio pontificio siede il primo pontefice statunitense. Leone XIV è andato giù pesante con un appello sacrosanto (sembra un bisticcio di parole ma il nostro aggettivo è voluto) a “disarmare” l’Intelligenza Artificiale.
Ma come le due posizioni (Ue e Santa Sede) possono agire sinergicamente in questa difficilissima missione? “Il Papa riuscirà a restituire ai leader europei – e alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen – il coraggio di affrontare i signori della tecnologia nella battaglia per “disarmare” l’intelligenza artificiale?”, si chiede Christian Spillmann, informatissimo analista di questioni europee (“Il papa scuote l’Europa con il suo appello a disarmare l’IA” in “Il Mattinale Europeo”, 28 maggio 2026).
Monito del papa: AI strumento di potere
Con l’enciclica “Magnifica Humanitas” Leone XIV, il pontefice americano, ha lanciato un severo monito contro l’uso distorto di una tecnologia rivoluzionaria come strumento di potere e di assoggettamento. Un uomo, Peter Thiel, cofondatore di “Palantir Technologies”, incarna questa minaccia. Thiel teme il Papa e disprezza l’Unione europea. Lo scontro è atteso ad agosto, con l’entrata in vigore delle disposizioni chiave dell’“AI Act” europeo. “Palantir” sarà classificata come sistema “ad alto rischio”? È molto probabile, a meno che la presidente della Commissione dell’Unione europea Ursula von der Leyen e i suoi colleghi Commissari europei non cedano alla paura di scontentare i nuovi padroni del mondo.
“Da mesi – sostiene Spillmann – la presidente della Commissione e il suo capo di gabinetto rallentano le indagini aperte contro le piattaforme digitali americane. Tuttavia, l’irruzione di sistemi di Intelligenza Artificiale come “Grok” – integrato nel social network X di Elon Musk – e il loro utilizzo per manipolare immagini o generare contenuti espliciti riguardanti donne e minori sembra aver provocato un sussulto e risvegliato la determinazione di von der Leyen. Ma le sanzioni tardano ad arrivare, perse nei meandri degli interessi politici ed economici”.
Se non lo ha ancora fatto, Ursula von der Leyen dovrebbe seguire il consiglio di Thierry Breton, l’ex commissario europeo “padre” della normativa europea sopra citata, e leggere “Magnifica Humanitas”. “Quando si combatte per imporre in Europa il “Dsa”, l’“AI Act” e il “Media Freedom Act”, si misura la forza d’inerzia di quegli attori che preferiscono cittadini trasformati in ‘utenti’ prigionieri piuttosto che individui liberi. Ma si vedono anche giudici, parlamentari e società civili che rifiutano di lasciare che lo spazio digitale diventi una terra senza legge. A suo modo, l’enciclica benedice proprio quel fronte” sottolinea il francese Breton. Nato a Parigi, settantunenne, manager e politico, ministro delle Finanze dal 2005 al 2007, Breton è stato dal 2019 al 2024 commissario europeo della Commissione von del Layen. A fine 2025 gli Stati Uniti hanno negato il visto d’entrata a cinque europei, tra cui Breton, accusandolo di voler limitare la libertà di pensiero negli Usa e di danneggiare gli interessi statunitensi facendo pressioni sulle grandi piattaforme tecnologiche. Una delle tante vergogne della presidenza Trump.
Il Dsa (Digital Services Act) è un regolamento dell’Unione europea (Regolamento Ue 2022/2065) che stabilisce regole severe per i servizi digitali. Il suo principio cardine è semplice: "Ciò che è illegale offline, deve essere illegale anche online". L'European Media Freedom Act (Emfa), regolamento europeo sulla libertà dei media (Regolamento Ue 2024/1083), è una normativa comunitaria vincolante nata per proteggere il pluralismo, l'indipendenza editoriale e le fonti dei giornalisti all’interno dell’Unione europea.
Tra Ursula von der Layen e Thierry Breton c’è parecchia ruggine, lo abbiamo capito. Breton era stato pubblicamente sconfessato da von der Leyen dopo aver rivolto un avvertimento a Elon Musk, con il quale era in diretto contatto. Quella decisione – presa per non irritare Donald Trump, divenuto padrino politico dei magnati della tecnologia americani – ha segnato la fine della credibilità della Commissione nel suo ruolo di custode delle regole europee.
Leone XIV: disarmare la AI
Se l’Unione europea si misura con vari equilibrismi di troppo per non mandare definitivamente a gambe all’aria il già teso rapporto con Washington, non ha di queste preoccupazioni il papa nato a Chicago. Una enciclica, specie la prima di un pontefice, viene sempre letta come una sorta di “programma” del pontificato. Soppesata parola per parola per ciò che si legge nelle sue righe e, più ancora, tra le sue righe. E la chiarezza, stavolta, non è mancata davvero. “L’intelligenza artificiale deve ormai essere disarmata”, ha dichiarato il Papa durante la presentazione della sua enciclica a Roma il 25 maggio. “La parola è forte. Lo so. Ma è stata scelta deliberatamente, perché questo momento richiede parole capaci di attirare l’attenzione e risvegliare le coscienze. L’intelligenza artificiale deve essere liberata dalle logiche che la trasformano in uno strumento di dominio, esclusione e morte”.
Leone XIV entra così in una battaglia contro avversari spietati. Figura di riferimento della destra radicale e ascoltato dal vicepresidente americano JD Vance, Peter Thiel si è recato recentemente a Roma, dal 15 al 18 marzo, per una serie di seminari privati – lezioni svolte a porte chiuse – organizzati nelle vicinanze del Vaticano. In quelle riunioni ha denunciato le istituzioni che cercano di regolamentare l’innovazione tecnologica, definendole strumenti dell’Anticristo. Nientemeno. Siamo all’assurdo.
Il Papa ha riportato i rischi al centro del dibattito: “Esistono chiaramente usi dannosi, come la manipolazione dell’informazione o le violazioni della privacy”, ha avvertito “Ma esiste anche un pericolo più insidioso: quando i sistemi di AI si presentano come neutrali e oggettivi, finiscono per riflettere e rafforzare gli stereotipi e i pregiudizi ideologici dei loro progettisti e sviluppatori”. Ed ha aggiunto: “Come ogni grande trasformazione tecnologica, l’AI tende ad amplificare il potere di coloro che già dispongono di risorse economiche, competenze e accesso ai dati. Dal punto di vista del bene comune e della destinazione universale dei beni, questo solleva serie preoccupazioni. Piccoli gruppi, ma altamente influenti, possono plasmare l’informazione e i modelli di consumo, influenzare i processi democratici e orientare le dinamiche economiche a proprio vantaggio, compromettendo così la giustizia sociale e la solidarietà tra i popoli”.
Il primo leader europeo a reagire pubblicamente al messaggio del Papa è stato il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, piuttosto sulla graticola in queste settimane per scandali vari a Madrid che vedono protagonisti esponenti vecchi e nuovi del partito socialista. Forse anche il primo ad aver letto l’enciclica prima della sua udienza in Vaticano il 27 maggio. “La Magnifica Humanitas di Leone XIV interpella tutti noi”, ha dichiarato Sánchez. “L’AI non è neutrale e il potere digitale può condurci verso nuove atrocità se non viene orientato al bene comune. O mettiamo il progresso al servizio delle persone oppure il futuro diventerà la condanna di intere generazioni”.
Minacce e rischi dei sistemi
Ma cosa dispone l’“AI Act” dell’Unione europea e perché è così avversato dai signori della tecnologia che dominano il mondo dall’alto del loro potere scientifico e economico-finanziario? Crea un quadro giuridico uniforme per lo sviluppo, la commercializzazione e l’utilizzo dei sistemi di Intelligenza Artificiale nel mercato interno. L’approccio si basa sul rischio e classifica i sistemi di AI in quattro categorie: sistemi vietati, sistemi ad alto rischio, sistemi a rischio limitato e sistemi a rischio minimo. La classificazione dei modelli di Intelligenza Artificiale operanti in Europa è attesa tra poche settimane, ad agosto. A quanto sembra, “Palantir” dovrebbe essere classificata come sistema “ad alto rischio”, poiché i suoi software – capaci di incrociare milioni di dati per finalità di sicurezza – rappresentano una minaccia significativa per la privacy. Una tale classificazione imporrebbe a “Palantir” obblighi rigorosi prima di poter commercializzare i propri software in Europa: misure di sorveglianza rafforzate, sistemi adeguati di valutazione e mitigazione dei rischi, riduzione dei risultati discriminatori, registrazione delle attività per garantire la tracciabilità e informazioni chiare agli operatori. “Palantir” si è già imposta all’interno della Nato e in diversi Stati membri dell’Ue, suscitando timori di dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti e preoccupazioni sul controllo dei dati militari. Gli europei stanno lavorando alla creazione di alternative credibili, ma questo processo rischia di irrigidire ulteriormente le relazioni già tese tra Washington e i suoi alleati europei.
“Al mondo manca una leadership capace di opporsi alle potenze deregolatrici”, afferma l’ex commissario Thierry Breton. “E la natura detesta il vuoto. Tocca dunque al Papa – depositario di un immenso potere simbolico – sostituirsi a coloro che non esercitano le proprie responsabilità nella difesa dei valori europei. Papa Leone XIV ricorda all’Europa che può essere all’altezza della situazione, e la sua enciclica spiega perché deve esserlo”.
Comunque, per concludere, ecco la posizione ufficiale della Commissione europea sulla enciclica “Magnifica Humanitas” nelle parole di Thomas Regnier, portavoce per le questioni digitali: “Condividiamo pienamente la visione di Sua Santità Papa Leone XIV sulla necessità di un quadro giuridico forte ed efficace in materia di intelligenza artificiale. In Europa questo quadro esiste già grazie alla nostra normativa sulla AI. La nostra legislazione si applica a tutti i modelli che operano in Europa. I modelli che violano radicalmente i nostri diritti fondamentali saranno completamente vietati nell’Ue”.
Speriamo. E speriamo che dall’Europa, se rialza la schiena, possa iniziare la ribellione planetaria contro lo strapotere della dittatura – più che mai orwelliana – del futuro e già del presente: quella dell’Intelligenza Artificiale.
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