Raia, storia del primo sindacalista ucciso nel dopoguerra siciliano
Società | 4 agosto 2026

5 agosto 1944 / 5 agosto 2026: ottantaduesimo anniversario dell'uccisione politico-mafiosa di Andrea Raia a Casteldaccia. Prima vittima di mafia del secondo dopoguerra, la cui memoria è stata accompagnata dal recupero di quella del primo parroco, Ignazio Modica, ucciso nel dicembre 1921 dalla stessa mafia che ha generato le stragi della seconda guerra di mafia con epicentro il triangolo della morte Casteldaccia-Bagheria-Altavilla.
Andrea Raia prima vittima comunista, segretario della locale Camera del lavoro, membro del Comitato per l'ammasso obbligatorio del grano - Granai del popolo - contrastò gli industriali della molitura del grano che, sotto la protezione della mafia, scaricavano sui contadini l'obbligo dell'ammasso coprendo i grandi proprietari che invece vendevano in nero, arricchendosi ulteriormente. Raia osò chiedere il rispetto della legge!
Anche padre Modica fu ucciso perché in qualità di economo provvisorio del Comune pretendeva che gli appalti pubblici comunali si svolgessero alla luce del sole. La maggior parte delle centinaia di vittime della seconda guerra di mafia 1978/1983 a Casteldaccia fu condotta dagli stessi mafiosi. Essi furono arrestati e condannati solo dopo l'uccisione di Pio La Torre e del prefetto Dalla Chiesa e l'approvazione della legge Rognoni-La Torre che introdusse nel Codice penale, per la prima volta in Italia (e nel mondo), il reato di associazione mafiosa e l'obbligo della confisca dei beni proventi da reato dei mafiosi. Gli anniversari, le marce devono essere condotti per combattere le nuove mafie che non vanno solo represse ma prevenute con la diffusione della cultura antimafia nella società civile, nella scuola, nella Chiesa (vedi Leone XIV) nel mondo dell'economia e della politica combattendo corruzione, povertà, carenza di servizi sociali e sanitari.
Fino a quando non sarà spezzato il rapporto mafia-politica, le mafie nuove e antiche, nel Triangolo in Italia in Europa nel mondo, condizioneranno vita sociale economia e democrazia. Questa breve considerazione presuppone un impegno concreto unitario di tutte le forze politiche sociali culturali religiose di destra e di sinistra. Non bastano gli atti formali degli anniversari per difendere libertà democrazia e giustizia sociale.
* L'autore è presidente emerito del Centro Pio La Torre
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