Graviano, "nuove verità" su Berlusconi e Dell'Utri

Società | 23 agosto 2026
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Giuseppe Graviano esce allo scoperto e fa sapere che intende parlare di Berlusconi e Dell’Utri. È il suo avvocato, Antonio Sanvito, a darne comunicazione al gip del Tribunale di Caltanissetta, proprio quando quest’ultimo aveva deciso di valutare la richiesta di archiviazione dei mandanti esterni.
Deve avere affrontato un notevole travaglio interiore il boss Graviano se le sue volontà sono arrivate sul tavolo del gip in zona Cesarini. Ma evidentemente è sopravvenuta una gran voglia di parlare e dire tutto quel che sa su Berlusconi e Dell’Utri; e quel che sa deve essere davvero tanto. Peraltro la richiesta viene inoltrata in forma istituzionale secondo i rituali normativamente previsti. Niente messaggi sottintesi, occulti o codificati. Solo l’istanza indirizzata direttamente al gip di Caltanissetta dove è in corso il procedimento sulle stragi del 1992.
E non basta. La cosa più sorprendente, informa il legale, è la comunicazione che (nei prossimi giorni?) sarà rivolta all’opinione pubblica. Il motivo per cui Graviano ha preso la decisione di parlare sembrerebbe essere la sua profonda conoscenza dei fatti attinenti alle stragi che sono un vero e proprio capitale di informazioni nelle sue mani di cui l’opinione pubblica deve essere messa a conoscenza. Le informazioni che esporrà il boss fanno parte della storia del nostro Paese. Il processo sui mandanti è già in fase decisionale e quindi è l’ultima occasione per Graviano di dire ciò che sa, considerato che il senatore Dell’Utri ha potuto godere dell’archiviazione nel processo che lo vedeva imputato a Firenze riguardante le stragi del 1993. Nutriamo la speranza che non vada a finire tutto come nel precedente caso del processo alla ‘ndrangheta stragista di Reggio Calabria, quando le dichiarazioni di Graviano furono riconosciute non attendibili.
La questione vera è che Graviano non è un autentico collaboratore di giustizia; è un vero boss che comunque finora non ha confessato alcunché. Dunque, sotto il profilo operativo, l’avvocato Fabio Repici, che rappresenta il fratello di Paolo Borsellino, per un verso, si è opposto all’archiviazione e, anzi, ha chiesto che si tenga un’altra udienza con contraddittorio e ovviamente l’audizione di Giuseppe Graviano.
Il dubbio sul quale non è mancato lo scambio di idee fra gli addetti ai lavori concreta il timore che il boss ripeta quanto ha già detto ai processi di Reggio Calabria senza apportare ulteriori informazioni interessanti per l’accertamento della verità. È vero però che Graviano ha manifestato la propria disponibilità a chiarire concetti ed aspetti che in quel processo sono rimasti nel limbo della vaghezza. E infatti, quando Giuseppe Graviano appurò da notiziari televisivi che il gip di Caltanissetta stava per archiviare il caso, ebbe modo di apprendere che sarebbero rimaste da percorrere alcune piste investigative fra le quali non mancava quella inerente i rapporti fra Dell’Utri e Graviano.
La questione è assai complessa e non possiamo che aspettare le dichiarazioni del boss per saperne meglio e di più.
Altro che archiviazione! Qui c’è ancora molta carne al fuoco alla quale si aggiungeranno le dichiarazioni di Giuseppe Graviano. Augurandoci che siano attendibili.
 di Elio Collovà

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