Miceli, l’Antimafia ascolti
e non quereli Jamil

Società | 26 maggio 2026
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Non è giusto querelare una voce critica dell’antimafia. Lo sostiene Emilio Miceli, presidente del Centro studi Pio La Torre. Il caso nasce dalla decisione della presidente del Commissione Antimafia di querelare Jamil El Sadi, attivista di Our Voice, per il suo intervento pronunciato sul palco di via d’Amelio il 19 luglio dell’anno scorso, durante la commemorazione della strage politico-mafiosa che uccise Paolo Borsellino e gli agenti della scorta.
«Non credo che sia giusto – dice Miceli – che la presidente della Commissione antimafia quereli Jamil El Sadi, il giovane attivista di Our Voice, che si batte per affermare i diritti di libertà e giustizia in una città come Palermo. Jamil è una delle persone più impegnate sul fronte dell’antimafia ed è in buona compagnia, tra quelli che pensano sia in atto un ulteriore depistaggio, poco importa se volontario o involontario, attorno alla strage di via D’Amelio. Credo sia più utile relazionarsi e confrontarsi su temi così importanti e delicati anche perché sarebbe interesse della Commissione parlamentare antimafia ascoltare tutte quelle forze che a Palermo e nel resto del Paese continuano a battersi, a produrre cultura e a fare pedagogia antimafia».
«Si può non essere d’accordo – conclude Miceli – ma è necessario essere tolleranti, soprattutto se si ha la responsabilità di un tema così delicato, e anche così divisivo come quello della lotta alla mafia. L’invito è a rifletterci sopra ed evitare le lacerazioni che davvero non servono a nessuno».


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