Speranze e delusioni
nella nuova Italia

È tramontato il tempo delle passioni politiche? Le aspirazioni collettive, le idee - le utopie anche - che hanno contrassegnato e riempito il ventesimo secolo e che hanno coinvolto, nel nostro paese e in tanta parte del mondo, milioni di donne e di uomini sembrano difficili da coniugare al presente e come avvolte in una nebbia che ne sfuma i contorni. Eppure, v'è stata un'epoca di lotte politiche e sociali e di costruzione della democrazia repubblicana che ha visto salire al proscenio della storia popolazioni e territori che sembravano immobilizzati in un infinito Medioevo.
Per impedire che la memoria svanisca, bisogna allora “ricostruire il tempo e le passioni” come recita l'azzeccato titolo del libro di Sergio Genco, dirigente sindacale che - prima da responsabile della Camera del lavoro di Catanzaro poi da segretario generale della Cgil regionale Calabria - ha attraversato un lungo tratto della vita politica e sociale della Calabria, per approdare infine a livello nazionale con importanti incarichi (Sergio Genco, Ricostruire il tempo e le passioni. Lotte politiche-sociali e rinascita civile nella Calabria contadina 1943-1953. Il caso Sant'Andrea Jonio, Catanzaro 2026). L'autore non si limita a salvare la memoria degli avvenimenti che nel decennio successivo alla conclusione della Seconda guerra mondiale portarono a grandi lotte sociali e politiche nella Calabria Ionica, collocandoli nel contesto della battaglia per la liberazione delle masse contadine dal gioco degli agrari, ed a ricostruire con ricchezza di documentazione l'affermarsi di forme di lotta originali, come lo sciopero al rovescio inventato da Giuseppe Di Vittorio. Egli compie in realtà un'operazione di alto spessore culturale proponendosi di “disseppellire dalla coltre dell'oblio una moltitudine di accadimenti che hanno profondamente segnato il nostro passato e dato forma al nostro presente, perché ricordare è un esercizio di cittadinanza attiva”.
Le lotte in anni decisivi
Sant'Andrea Apostolo dell'Jonio è oggi un comune di 1688 abitanti con la maggior parte della popolazione che vive alla Marina, mentre il centro antico, posto ad oltre 300 metri sul livello del mare, è ancora abitato grazie soprattutto a quanti hanno ristrutturato le antiche case contadine, fermando l'abbandono che ha colpito tanti piccoli centri calabresi. Contava invece nel 1943 oltre 5000 abitanti tutti concentrati nel centro storico. Terra di latifondo, di proprietà della famiglia dei baroni Lucifero (il più noto dei quali, Falcone Lucifero, fu ministro della Real Casa nella complessa fase di transizione tra il “re di maggio” Umberto secondo, il referendum del 2 giugno 1946 e la fondazione della Repubblica), Tra l'armistizio dell'8 settembre 1943 e la fine dell’amministrazione militare alleate (Amgot) con la riconsegna della Calabria al Regno del Sud nel febbraio 1944, a Sant'Andrea, come in tutto il Mezzogiorno, si ricostituiscono i partiti ed i sindacati - comunisti e socialisti in primo luogo, ma anche la Democrazia Cristiana - e si avvia un potente movimento di lotta per sovvertire la struttura feudale dell'agricoltura e realizzare l'antica aspirazione contadina e bracciantile alla conquista della terra.
Genco ricostruisce dettagliatamente questi anni decisivi per la nuova Italia fornendo testimonianza delle grandi speranze e delle delusioni che attraversarono l'intero decennio, che si concluderà nel 1953 con la sconfitta del tentativo democristiano di modificare il sistema elettorale proporzionale e di introdurre un meccanismo maggioritario finalizzato a favorire il maggior partito di governo: fu definita “legge truffa” e divenne oggetto di un scontro a livello di massa che ne determinò la bocciatura. Per la Sinistra i due baluardi di questa stagione sono le iniziative per l'attuazione dei decreti Gullo (Fausto Gullo, tra i più importanti dirigenti comunisti calabresi fu ministro dell'Agricoltura in sei governi consecutivi tra il 1944 e il 1946, dal secondo governo Badoglio al governo De Gasperi) e la battaglia per la conquista del Comune, giustamente individuato come la prima e la più importante delle istituzioni democratiche.
Non casualmente, il volume si conclude con due tabelle: la prima sulle elezioni amministrative del 17 marzo 1946, vinte dalle sinistre unite nella lista Sole Nascente che porta alla guida del Comune l'architetto comunista Francesco Armogida: sconfitta in quell’occasione è proprio la lista che fa riferimento ai feudatari Lucifero. La tabella successiva testimonia invece la sconfitta del 25 maggio 1952 quando la lista dello “Scudo Crociato” riesce a conquistare la maggioranza. Nei decenni successivi, tuttavia, il Comune sarà di nuovo nelle mani delle amministrazioni progressiste. In entrambe le occasioni, alle elezioni partecipa oltre il 93% degli aventi diritto: una percentuale che sembra stratosferica, nel deserto delle urne che oggi viviamo. Va notato che al referendum del 2 giugno 1946, in una Calabria dominata dall'opzione monarchica, Sant'Andrea dello Jonio è, con Crotone e Carfizzi, uno dei pochissimi comuni dove vince la Repubblica col 57% dei suffragi, Il volume è completato da una bella documentazione iconografica che attesta l'accuratezza della ricerca e corredato da una attenta nota biografica che ricostruisce le vicende personali e politiche dei principali protagonisti - donne e uomini – di quegli avvenimenti. Tra di essi Bruno Genco, nato in una famiglia di pastori, operaio emigrato a Roma, divenne giovanissimo segretario della sezione del Pci di Sant'Andrea e, nel corso degli anni '60 e '70, segretario generale della Fillea (il sindacato degli edili) e poi della Camera del Lavoro di Catanzaro. Dal 1964, per due consiliature, fu sindaco di Sant'Andrea. Bruno è il padre dell’autore: a lui ed a “tutti quelli che non si persero d'animo e non si piegarono” Sergio Genco dedica questa sua interessante opera prima.
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