Il valore della dignità per Sergio Mattarella

Il "prezzo" del sacrificio del Presidente Mattarella per la sua rielezione comporta il pieno rispetto della centralità del Parlamento da parte di tutti e un programma di riforme che impegna governo e forze politiche.
I 55 applausi dell'aula al discorso del Presidente sembrano un buon auspicio per la correzione dei comportamenti egoistici dei gruppi dirigenti dei partiti.
Il Presidente ha configurato, nel rispetto rigoroso della Costituzione, un programma di riforme sociali e istituzionali che vincolerà il Parlamento per il prossimo settennato con l'obiettivo di ricostruire un rapporto di fiducia con la società e assicurarle la crescita economica e sociale post-pandemica.
Aver messo al centro del suo discorso il superamento delle disuguaglianze sociali, territoriali, di genere, ambientali, secondo una visione progressista, il Presidente ha voluto richiamare il compito principale di un governo di unità nazionale la cui azione non può essere ostacolata dai conflitti tra i partiti della sua maggioranza.
Il richiamo ripetuto al rispetto della dignità per battere antirazzismo e antisemitismo, per impedire che i migranti anneghino, che si muoia sul lavoro, che i giovani e le donne siano vittime della precarietà e della violenza, sollecita il Parlamento, il Governo e le forze politiche a produrre leggi di riforme e azioni efficaci per liberare il Paese dalle disuguaglianze, dalla precarietà, dalla violenza, dalle mafie. Tutto questo sarà necessario per offrire certezza di diritti e lavoro a tutti, partendo dai soggetti più fragili e indifesi. Il lavoro dovrà essere stabile, sicuro e ben pagato, la giustizia dovrà essere riformata rapidamente per riconquistare autonomia e fiducia dei cittadini, indebolite negli ultimi anni a seguito della crisi interna.
Una agenda di cambiamento molto impegnativa, un cambio di passo e un salto di efficienza per ricostruire l'Italia post-pandemica.
In gioco c'è la democrazia minacciata da poteri internazionali che tendono a prevalere, ha detto il Presidente, e poteri autoritari e autocratici che rischiano di apparire più efficienti delle democrazie. Occorre che Parlamento, partiti rinnovati rispettino le regole della democrazia e la partecipazione dei cittadini per fronteggiare le cinque emergenze attuali: sanitaria, economica, sociale, istituzionale e civile.
Sembra una chiamata alle armi, il Centro Pio La Torre sarà presente. Grazie Presidente.
Ultimi articoli
Il voto di fiducia come strumento di inganno
Il grido dell’impegno civile alla marcia antimafia
La marcia antimafia sulla "strada della vita"
Addio a Ignazio Gaudiano con la Torre fu compagno di lotta per le terre
Anticorruzione debole, poteri criminali più forti
La Sicilia e i “frammenti”
di storie controverse,
la lettura di Garufi
La Torre e Terranova diedero 50 anni fa un volto a Cosa nostra
Il mondo senza regole nemico dell’Europa
Marcia antimafia, da Bagheria un appello: “Liberi dalla paura”
Mafia e politica, 50 anni fa la relazione di minoranza voluta da La Torre