L'Italia civile non considera le persone "carico residuale"
Società | 9 novembre 2022
La decisione di far sbarcare tutti i migranti a bordo delle due navi ancorate al porto di Catania e l’apertura del porto di Marsiglia alla Viking che navigava da giorni al largo delle coste siciliane, è una vittoria del movimento democratico, dei sindacati – in particolare la Cgil - dei giovani, dei parlamentari che hanno presidiato per giorni le banchine dello scalo della città etnea in nome della solidarietà e della richiesta di una diversa politica delle migrazioni capace di affrontare e risolvere gli enormi problemi della mobilità di donne, bambini, uomini in fuga dalla disperazione economica e dalla guerra, verso la speranza di una vita diversa.
È anche, e soprattutto – la sconfitta del governo di destra centro che ha riproposto, dopo gli anni della pandemia, la cinica scelta di lasciare in mare centinaia di immigrati che fu propria nel 2018/2019 del governo Conte-Salvini.
La violenza del linguaggio dell’attuale ministro degli interni segna un ulteriore salto in negativo: definire le persone “carico residuale” non è solo linguaggio burocratico. È il segno di una concezione del mondo in cui c’è chi sta sopra e chi sta sotto. E chi sta sotto è considerato, come diceva il sociologo Baumann, un peso da smaltire come un rifiuto. Una concezione che respingiamo con sdegno e non può trovare alcuna tolleranza in un paese fondato sull’umanesimo e sulla cultura dell’accoglienza.
Poi certamente ha ragione chi dice- come papa Francesco – che anche L’Europa deve fare la sua parte per definire una nuova politica delle migrazioni e dell’accoglienza. Innanzitutto va cancellato l’accordo italo – libico del tutto contraddittorio alle necessità della politica delle migrazioni e che rappresenta una delle cause delle condizioni inumane in cui vivono I migranti nel loro transito in terra libica. Il Centro studi Pio La Torre si riconosce pienamente nella battaglia per l’accoglienza dei migranti e parteciperà a tutte le iniziative di mobilitazione.
È anche, e soprattutto – la sconfitta del governo di destra centro che ha riproposto, dopo gli anni della pandemia, la cinica scelta di lasciare in mare centinaia di immigrati che fu propria nel 2018/2019 del governo Conte-Salvini.
La violenza del linguaggio dell’attuale ministro degli interni segna un ulteriore salto in negativo: definire le persone “carico residuale” non è solo linguaggio burocratico. È il segno di una concezione del mondo in cui c’è chi sta sopra e chi sta sotto. E chi sta sotto è considerato, come diceva il sociologo Baumann, un peso da smaltire come un rifiuto. Una concezione che respingiamo con sdegno e non può trovare alcuna tolleranza in un paese fondato sull’umanesimo e sulla cultura dell’accoglienza.
Poi certamente ha ragione chi dice- come papa Francesco – che anche L’Europa deve fare la sua parte per definire una nuova politica delle migrazioni e dell’accoglienza. Innanzitutto va cancellato l’accordo italo – libico del tutto contraddittorio alle necessità della politica delle migrazioni e che rappresenta una delle cause delle condizioni inumane in cui vivono I migranti nel loro transito in terra libica. Il Centro studi Pio La Torre si riconosce pienamente nella battaglia per l’accoglienza dei migranti e parteciperà a tutte le iniziative di mobilitazione.
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